Economia

Bonus trasporti 2022, la richiesta delle imprese: "Sia valido solo per gli abbonamenti annuali"

Bonus trasporti 2022, la richiesta delle imprese: "Sia valido solo per gli abbonamenti annuali"
La misura al via da giovedì. La richiesta di Agens, Anav e Asstra: "Si rischiano forti disservizi per i cittadini e maggiori costi per le aziende"
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MILANO - A pochi giorni dal via alle domande per il bonus trasporti, le imprese del trasporto pubblico locale chiedono una correzione per rendere più efficace la misura.  Il bonus, scrivono le associazioni Agens, Anav e Asstra in una nota, "pur avendo apprezzabili finalità sociali, rischia di recare forti disservizi per i cittadini utenti e maggiori costi per le aziende esercenti a causa delle modalità applicative prescelte".  Le associazioni propongono di "circoscrivere l'utilizzo del bonus all'acquisto del solo abbonamento annuale, quando presente nella gamma tariffaria d'offerta, e in subordine ai plurimensili e ai mensili". Per far sì che la misura non abbia un impatto negativo sull'intero sistema dei trasporti è necessario, spiegano le associazioni, "un meccanismo già sperimentato ad esempio sul bonus biciclette, dove l'utente dopo aver acquistato l'abbonamento riceve un rimborso diretto dallo Stato. In subordine, là dove il soggetto intermediario siano le aziende, occorre creare dei meccanismi anticipatori che riducano al minimo l'impatto finanziario che le aziende dovranno sostenere".

Come funziona il bonus trasporti

La misura, introdotta dal decreto Aiuti e rafforzato dal decreto Aiuti bis. prevede un contributo fino a 60 euro per l'acquisto di abbonamenti mensili o annuali del servizio di traporto pubblico, locale, regionale o ferroviario. Il bonus è destinato ai cittadini con reddito non superiore ai 35 mila euro. Sarà possibile inoltrare la richiesta nella piattaforma dedicata a partire dal primo settembre. Una volta ottenuto il buono dovrebbe essere spendibile direttamente alle biglietterie e per un solo abbonamento.

Le motivazioni della protesta

I motivi che spingono Agens, Anav e Asstra a fare queste considerazioni sono diversi. "La natura dell'intervento quale strumento di welfare - si legge in una nota - mal si concilia con la scelta di comprendere nel beneficio anche gli abbonamenti di breve durata quali i mensili, scelta che, oltre a generare inevitabilmente dei danni alle campagne abbonamenti degli operatori, non innesca particolari effetti positivi sul contenimento dell'uso dell'auto privata".