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L’allarme del ministro Franco: “Non abbandoniamo la transizione”

Il ministro del Tesoro alla terza edizione della Soft power conference: "Non solo ambiente: sostenibilità su pensioni, finanza e sanità"
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VENEZIA - La transazione ecologica non deve fermarsi. L'esplosione dei prezzi dell'energia, la frenata delle rinnovabili, la guerra e il blocco delle catene globali sono anzi motivi per accelerarla. Ne convengono gli ospiti della terza "Soft Power Conference" riuniti a Venezia alla Fondazione Cini, "luogo emblematico di incontro tra umanesimo bizantino e latino - ha chiosato il presidente Giovanni Bazoli - in una città di cerniera tra Est e Ovest".

Ospite d'onore il ministro dell'Economia Daniele Franco, per una volta lieto di "parlare di sostenibilità dal punto di vista dell'economista", e non come titolare del portafoglio a cui il governo uscente chiederà di trovare altri miliardi per sussidiare famiglie e imprese in affanno. "La sicurezza energetica oggi è in cima alle nostre priorità: la crisi non deve cambiare gli obiettivi di breve e medio termine della transizione, rallentarla o scoraggia…

VENEZIA - La transazione ecologica non deve fermarsi. L'esplosione dei prezzi dell'energia, la frenata delle rinnovabili, la guerra e il blocco delle catene globali sono anzi motivi per accelerarla. Ne convengono gli ospiti della terza "Soft Power Conference" riuniti a Venezia alla Fondazione Cini, "luogo emblematico di incontro tra umanesimo bizantino e latino - ha chiosato il presidente Giovanni Bazoli - in una città di cerniera tra Est e Ovest".

Ospite d'onore il ministro dell'Economia Daniele Franco, per una volta lieto di "parlare di sostenibilità dal punto di vista dell'economista", e non come titolare del portafoglio a cui il governo uscente chiederà di trovare altri miliardi per sussidiare famiglie e imprese in affanno. "La sicurezza energetica oggi è in cima alle nostre priorità: la crisi non deve cambiare gli obiettivi di breve e medio termine della transizione, rallentarla o scoraggiarla. L'ex dg di Bankitalia ha aggiunto: "La storia dimostra che il passaggio da una fonte prevalente all'altra è lungo e costoso, e anche oggi i costi della transizione sono sia finanziari che ambientali, interconnessi tra loro". Perciò serve "un approccio ampio, che oltre all'ambiente riguardi altre sfide di sostenibilità: demografica, delle pensioni, della sanità, della finanza". Un approccio ampio "impone di non indebolire il ruolo del G20", tenendo vivi gli ambiti in cui "trovare risposte di breve termine senza disancorare la transizione dai suoi obiettivi di ridurre e poi eliminare le emissioni di CO2". A Franco ha fatto eco, collegato da Bruxelles, il commissario europeo Umberto Gentiloni: "Anche se parlare di soft power in questa fase, dopo il gesto di hard power compiuto dalla Russia, è nuotare controcorrente, l'Ue si fonda sul multilateralismo: l'attrattiva dei nostri valori e del nostro modello sociale rimane forte e bisogna continuare a promuovere collaborazione e dialogo, per mantenere aperti i nostri mercati senza essere ingenui". L'ex premier italiano ha invitato a sfruttare la crisi "per ridurre la dipendenza dell'Ue dai combustibili fossili russi, e accelerare la transizione verde". Come? "Dobbiamo aumentare i risparmi energetici, diversificare le forniture e accelerare l'adozione delle rinnovabili", come prevedono il piano post-pandemico RePowerEU e il recente piano di efficienza Save Gas for a Safe Winter.

Il ministro di infrastrutture e trasporti, Enrico Giovannini, ha allertato sul cambio delle abitudini di consumo di imprese e famiglie causa rincaro dei prezzi di energia e carburanti. "Nei prossimi mesi gli italiani potrebbero spostarsi di più con i mezzi pubblici, e credo ci sarà un atteggiamento di risparmio e di transizione a tecnologie che usano meno energia". Come le rinnovabili.

Francesco Rutelli, presidente del Soft Power Club, ha colto gli assist: "Alla fine di un'estate dirompente in cui il potere militare ed economico domina la geopolitica, è altrettanto evidente che non ci può essere pace nè transizione ecologica condivisa e supportata senza soft power, il potere del dialogo e della persuasione".