MILANO - Dopo cinque mesi di crescita consecutiva l'industria italiana segna una battuta di arresto. Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat, a giugno il fatturato, al netto dei fattori stagionali, è diminuito dello 0,2% rispetto a maggio, (-0,3% sul mercato interno e -0,1% su quello estero). Nel confronto annuo, corretto per gli effetti di calendario, il fatturato si mantiene in grande slancio, con una crescita del 18,0% (con incrementi del 19,1% sul mercato interno e del 15,7% su quello estero), a parità di giorni lavorativi con il 2021.
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie - rileva l'Istat - a giugno gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali per l'energia (+3,4%) e per i beni di consumo (+0,5%) mentre si registrano flessioni per i beni strumentali (-1,7%) e per i beni intermedi (-0,6%).
Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per l'energia (+68,4%), per i beni intermedi (+23,0%) e per i beni di consumo (+14,4%), più contenuti per i beni strumentali (+5,1%). Tutti i settori di attività economica - spiega l'Istat - mostrano una crescita in termini tendenziali, ad eccezione dei mezzi di trasporto.
Con riferimento al settore manifatturiero, a giugno si stima che l'indice destagionalizzato del fatturato in volume registri un calo in termini congiunturali (-1,6%). Corretto per gli effetti di calendario, il volume del fatturato per il comparto manifatturiero cresce in termini tendenziali dell'1,6%, registrando un incremento molto più contenuto di quello in valore (+17,3%)