MILANO - Conto alla rovescia per il bonus da 200 euro destinato ai lavoratori autonomi con redditi sotto i 35 mila euro. Il "click day" per le domande alle proprie casse professionali potrebbe essere infatti fissato per il prossimo 15 settembre. Questa almeno l'indicazione emersa negli ultimi giorni all'interno dell'Adepp, l'Associazione che raggruppa gli Enti pensionistici privati cui sono associati oltre 1,6 milioni di soggetti; L'obiettivo, si apprende dall'organismo presieduto da Alberto Oliveti, è "muoversi in maniera coordinata", affinché "tutti abbiano le stesse opportunità, indipendentemente dalla professione esercitata" (siano essi medici, o commercialisti, avvocati, o ingegneri, biologi, o periti industriali, e così via). Dopo il via libera del ministero del Tesoro e del Lavoro, il testo del decreto attuativo è ora sul tavolo della Corte dei Conti, che ne sta svolgendo il controllo preventivo di legittimità; solamente quando verrà, perciò, ammesso al 'visto' da parte della magistratura contabile il testo acquisterà efficacia giuridica. E sarà possibile procedere all'applicazione dei suoi contenuti.
Come fare domanda
Per il comparto libero-professionale le procedure per richiedere i 200 euro (un aiuto che non costituisce reddito ai fini fiscali, né per la corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali, ndr) saranno le stesse messe in atto nel 2020, in occasione della distribuzione del 'bonus' Covid trimestrale da 600/1.000 euro: sui siti dell'Inps e dei singoli Enti categoriali verrà 'allestita' una piattaforma informatica, in grado di acquisire celermente le domande. I lavoratori dovranno quindi presentare la domanda presso il proprio ente prevdienziale.
La platea ristretta
I 'paletti' fissati dalla norma (non aver superato, nel 2021, i 35.000 euro di entrate dichiarate ed aver effettuato "almeno un versamento, totale o parziale", a decorrere dall'anno 2020) hanno permesso di stimare un bacino di almeno tre milioni di potenziali aventi diritto, di cui 477.000 professionisti. Tra questi ultimi, stando a quanto trapela, una cospicua 'fetta' di beneficiari dovrebbe arrivare dall'avvocatura: la Cassa forense, infatti, ne ipotizza circa 146.000, più della metà dei 243.000 legali associati.