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Btp, perché il rendimento al 4% non fa impennare lo spread

Tutti i rendimenti stanno salendo, non solo quelli sui titoli di Stato italiani, per cui la differenza in valore assoluto con la Germania finora si è mossa poco. I diversi impatti sul Bund e sulle nostre obbligazioni
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Il rendimento dei Btp sale, giorno dopo giorno. Lo spread con la Germania invece è molto più "pacato": sale un po', ma molto meno, e qualche giorno non sale affatto. Un'anomalia dei mercati dei titoli di Stato? Assolutamente no, tutto nella norma: la spiegazione sta nel fatto le obbligazioni stanno registrando ovunque rendimenti in crescita e quindi la distanza, lo spread, non cambia molto. Non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti (dove, per esempio, il rendimento delle obbligazioni pubbliche a due anni è ai massimi dal 2007).

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Btp, rendimento vede il 4%

Ma guardiamo meglio a casa nostra, in Europa. Ebbene, il Btp a dieci anni è tornato a strizzare l'occhio a quota 4% e anzi nella seduta di giovedì ha momentaneamente oltrepassato quel traguardo, che aveva superato intorno al 10 giugno (fino al 4,16% del 14 giugno): una fiammata, anche allora un po' condivisa con gli altri mercati, che…

Il rendimento dei Btp sale, giorno dopo giorno. Lo spread con la Germania invece è molto più "pacato": sale un po', ma molto meno, e qualche giorno non sale affatto. Un'anomalia dei mercati dei titoli di Stato? Assolutamente no, tutto nella norma: la spiegazione sta nel fatto le obbligazioni stanno registrando ovunque rendimenti in crescita e quindi la distanza, lo spread, non cambia molto. Non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti (dove, per esempio, il rendimento delle obbligazioni pubbliche a due anni è ai massimi dal 2007).

Borse e spread, segui la diretta

Btp, rendimento vede il 4%

Ma guardiamo meglio a casa nostra, in Europa. Ebbene, il Btp a dieci anni è tornato a strizzare l'occhio a quota 4% e anzi nella seduta di giovedì ha momentaneamente oltrepassato quel traguardo, che aveva superato intorno al 10 giugno (fino al 4,16% del 14 giugno): una fiammata, anche allora un po' condivisa con gli altri mercati, che spinse la Bce a una riunione di emergenza il 15 giugno. All'epoca, lo spread con la Germania era a quota 250 punti base, oggi è "solo" intorno a 235.

La spiegazione è proprio nei rendimenti: negli ultimi tempi  è salito quello italiano ma anche quello tedesco e persino un po' di più. Siccome lo spread misura la distanza tra i due numeri, salendo entrambi ci sono meno "strappi". Poniamo che il rendimento dei Btp sia il 3,93% e il rendimento dei Bund sia l'1,57%. Lo spread, la differenza di rendimento, è pari a 236 punti base. Se il Btp sale di 7 punti base e altrettanto fa il Bund, lo spread resta lo stesso.

Spread, le variazioni in valore assoluto

Dunque, rendimenti in tensione e spread quasi tranquillo. Anzi, riprendendo l'esempio di prima, in realtà per il Bund le cose sono andate peggio: una variazione di 7 punti base rispetto all'1,57% di rendimento iniziale è molto più violenta rispetto ai 7 punti base di crescita del Btp, che partiva dal 3,93%. Il numero assoluto è lo stesso, ma l'incremento percentuale è molto più alto.

E' un po' come se una persona che pesa 50 chili aumentasse di 10 chili e altrettanto facesse una che ne pesa 80: la differenza di aspetto sarebbe molto più marcata per la prima, che ha aumentato il suo peso del 20%, mentre quella di 80 chili, arrivando a 90 è aumentata solo del 12,5%. Ma lo spread, la differenza assoluta di trenta chili tra le due persone, resta la stessa.

I titoli tedeschi soffrono di più

Tra i Btp e i Bund, in questa fase, è un po' la stessa cosa: i Bund stanno soffrendo di più, ma le variazioni assolute dei rendimenti finora sono state simili e quindi lo spread si muove poco. Sarà così anche nel prossimo futuro? Non è detto: su un terreno inclinato, la palla più pesante scivola più rapidamente. In altre parole, è sempre possibile che a un certo punto il mercato concentri l'attenzione (e le vendite) sul Btp, che comunque resta un sorvegliato speciale per via dell'alto debito italiano e in questa fase dell'incertezza politica.

Infine, un'altra considerazione: lo spread è importante, ma poi alla fine per pagare il mutuo quello che conta è il tasso di interesse. E averlo al 4 o all'1,5% fa la sua differenza.