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Caro-bollette, nel Regno Unito spuntano i centri per riscaldarsi: porte aperte a chi non ce la fa a pagare

La situazione delle famiglie è sempre più critica: alcune città stanno allestendo degli "heat hub" dove trovare calore, ricarica per i cellulari, wifi. Sempre più comunità riadattano biblioteche ed edifici pubblici a questa emergenza, mentre le associazioni nate durante il Covid si convertono alle nuove esigenze
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LONDRA - Almeno lo spirito comunitario britannico, come in peggiori tempi di guerra quando ci si rifugiava nei bunker, quello è rimasto lo stesso. Perché le bollette mordono, qui oltremanica persino più che in buona parte dell'Europa. L'ultima dell'autorità regolatrice dell'energia, Ofgem, è che luce e gas da ottobre saliranno a una media totale per famiglia di 3500 sterline all'anno, ossia circa 4mila euro, per un aumento di oltre l'80% rispetto all'anno scorso per ogni nucleo familiare.
 
In realtà le cose forse andranno molto peggio: la società di investimento Cornwall Insight, infatti, per la prossima primavera ha già quantificato il "price cap", ossia il tetto massimo che i fornitori di energia possono imporre a ogni famiglia in Inghilterra, alla mostruosa soglia di 6.616 sterline all'anno, ovvero quasi 8mila euro. 
 
Dunque, i cittadini stanno iniziando a organizz…
LONDRA - Almeno lo spirito comunitario britannico, come in peggiori tempi di guerra quando ci si rifugiava nei bunker, quello è rimasto lo stesso. Perché le bollette mordono, qui oltremanica persino più che in buona parte dell'Europa. L'ultima dell'autorità regolatrice dell'energia, Ofgem, è che luce e gas da ottobre saliranno a una media totale per famiglia di 3500 sterline all'anno, ossia circa 4mila euro, per un aumento di oltre l'80% rispetto all'anno scorso per ogni nucleo familiare.
 
In realtà le cose forse andranno molto peggio: la società di investimento Cornwall Insight, infatti, per la prossima primavera ha già quantificato il "price cap", ossia il tetto massimo che i fornitori di energia possono imporre a ogni famiglia in Inghilterra, alla mostruosa soglia di 6.616 sterline all'anno, ovvero quasi 8mila euro. 
 
Dunque, i cittadini stanno iniziando a organizzarsi. Anche perché il tempo stringe, mentre il governo dimissionario di Boris Johnson e il successivo dal 5 settembre con molto probabilmente a capo la ministra degli Esteri, Liz Truss, non convincono molti britannici. E così, come racconta il Financial Times, alcune città stanno allestendo degli "heat hubs", ossia degli hotspot di calore, luoghi collettivi dove gli abitanti possono andare a scaldarsi durante il giorno, a ricaricare i cellulari, usare il wi-fi comune, chiacchierare o a passare del tempo in compagnia davanti a tv o giochi di società. Tutto pensato per coloro che non ce la faranno più a pagare le bollette, o comunque per risparmiare quanta più elettricità possibile in casa propria.
 
A maggio aveva fatto scalpore oltremanica il caso della pensionata inglese Elsie, che addirittura passava quasi tutta la giornata sugli autobus della sua città, Harrogate (North Yorkshire), "perché riscaldarsi in casa costa troppo", quando allora i prezzi erano saliti solo relativamente a causa del "rimbalzo" post lockdown Covid. Ora, Allison Riddell, parrocchiana di Brampton (North Cumbria), ha annunciato di aprire il centro della comunità locale "Moot Hall" a tutti gli anziani inglesi che intanto hanno iniziato "a mangiare solo panini freddi fuori perché non possono permettersi di accendere il forno in casa. Il nostro edificio non è enorme, ci andranno 30-40 persone, ma meglio di niente. Proveremo a offrire anche bevande calde". 
 
A Bristol, Gateshead, Cheltenham, Sheffield, si pensa invece di aprire le biblioteche, centri ricreativi, qualsiasi edificio pubblico, insomma, pur di cercare di scaldare quante più persone, cercando l'aiuto di charities, associazioni umanitarie e anche quei gruppi di volontari nati durante l'emergenza Covid. Anche perché nell'ultimo decennio le amministrazioni comunali hanno subito tagli fino al 30% del loro budget e, come dichiara al quotidiano finanziario Alison Dunn del comune di Gateshead, "non ci sono soldi del comune per far funzionare questi "hub" di calore per i cittadini". 
 
La mobilitazione dal basso contro il caro bollette è dovuta anche alla scarsa fiducia nei confronti del governo britannico, che pure ha attivato strumenti per attenuare lo tsunami delle bollette: 400 sterline all'anno a tutti i residenti nel Regno Unito, altre 650 per le famiglie più povere e ulteriori 300 per i pensionati e i 150 ai disabili. Ma, di fronte alle stime catastrofiche prima elencate, questi sussidi rischiano di diventare briciole. Inoltre, Boris Johnson, in uscita, sembra piuttosto disinteressato, ripete che non bisogna dimenticare la rivoluzione verde e che andrà tutto bene. Mentre la favorita a succedergli, la ministra degli Esteri Liz Truss, non scende mai nei dettagli su come affrontare la tempesta in attivo, a parte annunciare vaghi tagli alle tasse, seppur consistenti. "Hard times" in arrivo, tempi difficili, direbbe Charles Dickens.