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In Germania via al quinto rigassificatore a Wilhelmshaven. Dove in futuro arriverà anche l'idrogeno

Il ministro dell'Economia Robert Habeck annuncia a Berlino il piano per un quinto rigassificatore  (ansa)
La nave sarà operativa entro un anno e mezzo e diventerà anche un terminale per l'idrogeno. Insieme alle altre 4 gasiere garantirà il 30% dell'attuale fabbisogno di metano. "Sulla Russia non facciamo più affidamento", ha puntualizzato il vicecancelliere Robert Habeck
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BERLINO - Di solito Robert Habeck, scrittore prestato alla politica, riesce ad aggiornare la Germania sulla guerra geoenergetica con la Russia con il suo strepitoso tedesco. Ma oggi il ministro dell’Economia è apparso in conferenza stampa insieme a tre pezzi grossi dell’energia per lanciare un nuovo rigassificatore galleggiante come in una scena mozzafiato di Tarantino. I quattro cavalieri della riscossa anti-putiniana, tutti in giacca nera e camicia bianca, hanno lanciato la quinta nave che porterà gas nell’assetata Germania come un tassello essenziale della risposta ai ricatti del Cremlino. “Ogni passo che ci allontani dalla morsa delle importazioni russe è più necessario che mai, di questi tempi”, ha sottolineato Habeck, ribadendo che la diversificazione rispetto all’energia siberiana passa attraverso “il tentativo di renderci più indipendenti attraverso il gas liquido da quello importato attraverso i gasd…

BERLINO - Di solito Robert Habeck, scrittore prestato alla politica, riesce ad aggiornare la Germania sulla guerra geoenergetica con la Russia con il suo strepitoso tedesco. Ma oggi il ministro dell’Economia è apparso in conferenza stampa insieme a tre pezzi grossi dell’energia per lanciare un nuovo rigassificatore galleggiante come in una scena mozzafiato di Tarantino. I quattro cavalieri della riscossa anti-putiniana, tutti in giacca nera e camicia bianca, hanno lanciato la quinta nave che porterà gas nell’assetata Germania come un tassello essenziale della risposta ai ricatti del Cremlino. “Ogni passo che ci allontani dalla morsa delle importazioni russe è più necessario che mai, di questi tempi”, ha sottolineato Habeck, ribadendo che la diversificazione rispetto all’energia siberiana passa attraverso “il tentativo di renderci più indipendenti attraverso il gas liquido da quello importato attraverso i gasdotti”.

Ma la peculiarità del progetto è che la nave che sarà ancorata a Wilhelmshaven, nei prossimi cinque anni aiuterà la Germania a compensare i mancati flussi di metano russo. Poi, però, il porto frisone sarà sfruttato per le tecnologie "verdi" del futuro come l’idrogeno. Excelerate, proprietaria della nave, la metterà a disposizione delle aziende energetiche Tes, E.On, Engie. Ma la Tes, in particolare, avrà il compito di garantire anche l’arrivo di idrogeno verde nel porto affacciato sul Mare del Nord. “Sarà il maggiore terminale di idrogeno e green gas del mondo”, ha sottolineato in conferenza stampa l’amministratore delegato, Marco Alverà. E il vicecancelliere verde Habeck è tornato a sottolineare che il gas è una fonte fossile e dunque di transito verso un futuro a emissioni zero e i maggiore sfruttamento di energie pulite come l'idrogeno.

In primavera Habeck si era mosso immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina per garantire alla Germania già quattro navi per la rigassificazione, ognuna con una capacità di almeno 5 miliardi di metri cubi di metano all’anno. E due di esse, noleggiate a Brunsbuettel e Wilhelmshaven, saranno già operative tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. “E’ sorprendente”, ha precisato Habeck, “quanto velocemente siamo riusciti a cambiare lo scenario” e a ridurre la dipendenza tedesca dai giacimenti siberiani. Gli altri due in impianti galleggianti erano previsti a Stade e Lubmin, e il quinto, annunciato oggi, sarà noleggiato anch'esso per il porto di Wilhelmshaven,  e “sarà preparato per il futuro a idrogeno”. Ecco perché “è tra i più avanzati al mondo”. 

Il ministro dell'Economia Robert Habeck (secondo da sinistra) alla conferenza stampa di presentazione del quinto rigassificatore tedesco con Marco Alvera, ceo di Tes (secondo da destra), Gabriel Clemens, ceo di E.On green energy (primo a sinistra) e Manfred Schmitz, presidente di Engie Deutschland (ansa)

Gabriel Clemens, amministratore delegato di E.On Green Gas, ha puntualizzato che il quinto terminale “coprirà da solo il 5% del fabbisogno di metano” e punta “a rendere accessibile in futuro alle piccole e medie aziende tedesche, spina dorsale dell’industria, l’idrogeno verde”. In prospettiva, le cinque navi statali garantiranno già nell’inverno 2023-24 almeno 25 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Ma altri 4,5 miliardi di metri cubi dovrebbero aggiungersi grazie a un progetto privato, una seconda nave che attraccherà a Lublin.

Complessivamente, entro un anno e mezzo, Habeck conta dunque di coprire un terzo del fabbisogno di metano della Germania - circa 30 dei 90,5 miliardi di metri cubi - attraverso sei rigassificatori galleggianti. Le lezione amara di questi mesi di guerra militare e geoenergetica di Putin è chiara, e Habeck l’ha ribadita anche in conferenza stampa: “Sulla Russia non possiamo più fare affidamento”.