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Gas, ecco il piano di risparmi del governo. La tassa sugli extraprofitti salirà

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Fino a due gradi in meno per i termosifoni e insegne spente: si punta a ridurre i consumi di 6 miliardi di metri cubi. La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà un nuovo decreto Aiuti più corposo anche grazie all’aumento delle entrate fiscali. Per le imprese interruzioni volontarie e pacchetti di energia a prezzi calmierati
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ROMA - Case e uffici un po’ più freddi, luci abbassate, docce veloci. Un autunno e un inverno a consumi ridotti attendono gli italiani. Il governo prova a evitare razionamenti e lavora a un piano di risparmio energetico che si basa per lo più su comportamenti volontari, di cittadini e imprese. Almeno in questa fase, con gli stoccaggi all’83% e il gas russo ancora in arrivo, anche se a singhiozzo. Si possono risparmiare tra i 3 e i 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno, secondo il ministro Roberto Cingolani, se si ottimizzano i consumi e si usano per periodi limitati risorse alternative come il carbone. Ai cittadini verrà perciò chiesto, con una campagna capillare di comunicazione, di adottare comportamenti virtuosi, anche banali come non lasciare la tv in stand by.

ROMA - Case e uffici un po’ più freddi, luci abbassate, docce veloci. Un autunno e un inverno a consumi ridotti attendono gli italiani. Il governo prova a evitare razionamenti e lavora a un piano di risparmio energetico che si basa per lo più su comportamenti volontari, di cittadini e imprese. Almeno in questa fase, con gli stoccaggi all’83% e il gas russo ancora in arrivo, anche se a singhiozzo. Si possono risparmiare tra i 3 e i 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno, secondo il ministro Roberto Cingolani, se si ottimizzano i consumi e si usano per periodi limitati risorse alternative come il carbone. Ai cittadini verrà perciò chiesto, con una campagna capillare di comunicazione, di adottare comportamenti virtuosi, anche banali come non lasciare la tv in stand by.

 

Sui termosifoni arriverà l’azione da subito più incisiva. La temperatura da ottobre andrà giù almeno di un grado (da 20 a 19) e la sera saranno spenti un’ora prima. Ma se non bastasse, il calo potrebbe essere di due gradi e due ore, o l’accensione che il 15 ottobre scatta in 3400 Comuni potrebbe slittare di una o due settimane. Una direttiva potrebbe inoltre chiedere ai sindaci di “calmierare” con ordinanza non solo i caloriferi, ma anche l’illuminazione delle insegne e degli edifici pubblici e l’accensione dei computer. Certo poi se Vladimir Putin dovesse chiudere i rubinetti del metano si aprirebbe uno scenario di sacrifici più pesanti per tutti. Con l’unica eccezione degli studenti: niente Dad e scuole aperte, assicura Mario Draghi in Consiglio dei ministri, perché i ragazzi «hanno già subito sulla loro pelle la pandemia».

Il fronte più caldo dell’emergenza è intanto quello delle imprese, che rischiano di fermare le produzioni. Soprattutto a loro guarderà il decreto Aiuti ter, atteso la prossima settimana. Il nuovo intervento sulle bollette potrebbe infatti dare sostegno alle famiglie più povere, ma soprattutto dovrebbe aumentare i crediti d’imposta e dare aiuti diretti alle imprese ad alto consumo di gas più in difficoltà. Il governo è ancora a caccia di risorse ma buone notizie sembrano venire dagli incassi fiscali di luglio e agosto: diversi miliardi (almeno 6, stima qualcuno) arriverebbero grazie alla spinta di settori come il turismo. L’obiettivo di trovare oltre 10 miliardi per le nuove misure sembra dunque più vicino. Ma c’è di più: il governo sta valutando di ampliare il prelievo sugli extraprofitti, che finora ha portato allo Stato molto meno delle attese (solo 1 miliardo su 10, ma sono attesi i conteggi aggiornati dell'acconto versato entro il 31 agosto), magari modificando la base di calcolo per andare a colpire con più precisione il profitto grazie a un’addizionale Irap. L’intervento è allo studio, ma più di un ministro è ottimista sulla possibilità di varare un decreto corposo - "fino a 15 miliardi" - senza scostamenti di bilancio. 

Per le imprese sono in arrivo pacchetti di energia a prezzi calmierati, sia da rinnovabili (circa 18 terawattora) sia da gas (oltre 2 miliardi di metri cubi), ma per la copertura degli acquisti di gas a prezzi scontati sono necessari fondi pubblici. Sul fronte risparmi, con le imprese si ragiona di interruzioni volontarie di produzione (con compensazioni pubbliche) o organizzazioni virtuose (turni, rinvio di lavorazioni ad alto consumo, anticipo di manutenzioni). 

Entro l’anno Cingolani, come spiegato ieri in Cdm, stima di risparmiare – anche con l’aumento di energia da carbone, rinnovabili e biogas – almeno 2,5 miliardi di metri cubi di gas, per centrare entro marzo l’obiettivo di un calo del 7% (-4 miliardi) indicato dall’Ue. L’Italia intanto ha diversificato le sue fonti – ieri Draghi ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev – e ridotto la dipendenza da Mosca dal 40 al 18%, Ma, avverte Cingolani parlando ai ministri perché i partiti sentano, se entro marzo non partirà il rigassificatore di Piombino, l’emergenza energetica è un rischio concreto.