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Energia, nel piano del governo niente multe o controlli a tappeto sui risparmi. Cingolani: "Vogliamo responsabilizzare i cittadini"

(ansa)
Il ministro della Transizione ecologica: "Spiegheremo che con piccole azioni si possono realizzare grandi risparmi, ma non puntiamo sulla coercizione"
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Non ci saranno controlli a tappeto, nessuno entrerà nelle case degli italiani per verificare se esagerano con i termosifoni o fanno docce troppo lunghe. Nessuna multa ci sarà per chi non aderirà alle misure di risparmio energetico dettate dal governo. Potrebbe esserci qualche controllo a campione negli edifici pubblici o nei condomini, sul riscaldamento in particolare. Ma si baserà soprattutto sull’invito alla responsabilità e su una martellante campagna di comunicazione, il piano di riduzione dei consumi che Roberto Cingolani firmerà nei prossimi giorni, via decreto ministeriale. Sia perché sarebbe impossibile monitorare tutti, sia perché – dicono ai piani alti dell’esecutivo – sarebbe da stato di polizia provare a farlo. E poi con i prezzi dell’energia alle stelle consumare un po’ di meno conviene a ogni famiglia. 

Non ci saranno controlli a tappeto, nessuno entrerà nelle case degli italiani per verificare se esagerano con i termosifoni o fanno docce troppo lunghe. Nessuna multa ci sarà per chi non aderirà alle misure di risparmio energetico dettate dal governo. Potrebbe esserci qualche controllo a campione negli edifici pubblici o nei condomini, sul riscaldamento in particolare. Ma si baserà soprattutto sull’invito alla responsabilità e su una martellante campagna di comunicazione, il piano di riduzione dei consumi che Roberto Cingolani firmerà nei prossimi giorni, via decreto ministeriale. Sia perché sarebbe impossibile monitorare tutti, sia perché – dicono ai piani alti dell’esecutivo – sarebbe da stato di polizia provare a farlo. E poi con i prezzi dell’energia alle stelle consumare un po’ di meno conviene a ogni famiglia. 

“Le misure di risparmio sono prima di tutto legate alla consapevolezza e alla responsabilizzazione dei cittadini. Nelle abitazioni private ovviamente si farà ricorso a misure volontarie”, conferma il ministro della Transizione ecologica a Repubblica. Quelle misure saranno tarate su stime dell'Enea, che per ciascuna azione ha calcolato il risparmio delle famiglie sia in termini di gas che di spesa media. “E’ illuminante”, dice Cingolani. Secondo i calcoli dell’agenzia per l’energia - per citare la misura più incisiva - il Paese potrebbe risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas e le famiglie potrebbero spendere 178 euro in media in meno (ai prezzi attuali), se sul riscaldamento di casa si adotteranno tre azioni: ritardare l’accensione dei termosifoni di 15 giorni – farla cioè slittare dal 15 ottobre all’1 novembre nelle aree più fredde -; ridurre la temperatura di un grado, da 20 a 19; tenere i caloriferi in funzione un’ora in meno al giorno.

Il piano del governo sarà modulato in diversi scenari e indicherà soluzioni più o meno drastiche, come un calo della temperatura di due gradi anziché uno, a seconda del livello di adesione dei cittadini (diverso è se si adegua il 50% o il 70%). “Sarà necessario spiegare, con una campagna informativa chiara, come piccole azioni quotidiane possano generare collettivamente grandi risparmi di gas”, afferma dunque Cingolani. “Negli edifici pubblici o in quelli privati con impianti centralizzati si potranno fare anche dei controlli ed essere più stringenti sull’applicazione. Ma sono fermamente convinto che la soluzione migliore sia l’informazione che genera consapevolezza, non la coercizione”. Anche nel pubblico, dove è più facile spingere i risparmi con direttive e ordinanze dei sindaci, il governo sembra orientato a introdurre un sistema premiale per i dipendenti pubblici che risparmiano energia, piuttosto che comminare severe multe. 

Le misure per risparmiare

Ma vediamo alcune delle azioni di virtuose da adottare in casa. Ridurre da sette a cinque minuti il tempo di una doccia e abbassare la temperatura di tre gradi (vorrebbe dire risparmiare 252 euro l’anno e 188 metri cubi di gas per ogni famiglia). Abbassare il fornello grande del gas alla metà della potenza iniziale dopo l’ebollizione della pasta (-12,46 euro e -9,32 metri cubi di gas l’anno), spegnere il forno negli ultimi dieci minuti di cottura (-13,7 euro e -33 metri cubi di metano). Evitare troppe lavatrici (-67,90 euro e -164 metri cubi). Smetterla di tenere i televisori in stand by (-4,5 euro: più o meno quattro caffè). Sembra poco, ma se si moltiplica per il numero degli italiani e si somma da parte dello Stato l’uso di fonti alternative come carbone, biogas e rinnovabili, si può arrivare a risparmiare, stima il governo, fino a 9 miliardi di metri cubi di gas l’anno. E siccome il metano russo in arrivo dal Tarvisio dovrebbe essere ridotto entro l’anno a circa 14 miliardi di metri cubi, ci si rende conto come la distanza non sia poi abissale. Sempre che gli italiani decidano di collaborare.