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Covid, la Germania continua a preferire il lavoro da casa. E il governo Scholz vara nuovi incentivi

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz (afp)
Secondo un'indagine dell'Ifo il 24,5% dei tedeschi continua a optare per lo smart working. E nel nuovo piano anti-crisi da 65 miliardi previsti anche 5 euro per ogni giornata di lavoro in remoto fino a un massimo di 600 euro
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BERLINO - Se la fine della lunga clausura da Covid ha indotto i tedeschi a intasare quest'estate gli aeroporti e le stazioni per il desiderio di tornare a viaggiare, certamente non li ha fatti tornare in ufficio. In Germania la percentuale di chi continua a lavorare da casa è calata pochissimo ad agosto: secondo un'indagine dell'istituto economico di Monaco Ifo si è attestata al 24,5%, solo in lieve diminuzione rispetto al 24,9% di aprile.

Il governo, lungi dall'essere preoccupato per questa passione dei tedeschi per l'home office, ha appena deciso di riconfermare gli incentivi che erano scaduti a marzo. Anche perché il ministro della Salute, Karl Lauterbach (Spd) ha messo in guardia da una possibile nuova ondata di Omicron in autunno e teme persino l'arrivo di "una variante più pericolosa" del coronavirus.

Il ministro della Salute Karl Lauterba…

BERLINO - Se la fine della lunga clausura da Covid ha indotto i tedeschi a intasare quest'estate gli aeroporti e le stazioni per il desiderio di tornare a viaggiare, certamente non li ha fatti tornare in ufficio. In Germania la percentuale di chi continua a lavorare da casa è calata pochissimo ad agosto: secondo un'indagine dell'istituto economico di Monaco Ifo si è attestata al 24,5%, solo in lieve diminuzione rispetto al 24,9% di aprile.

Il governo, lungi dall'essere preoccupato per questa passione dei tedeschi per l'home office, ha appena deciso di riconfermare gli incentivi che erano scaduti a marzo. Anche perché il ministro della Salute, Karl Lauterbach (Spd) ha messo in guardia da una possibile nuova ondata di Omicron in autunno e teme persino l'arrivo di "una variante più pericolosa" del coronavirus.

Il ministro della Salute Karl Lauterbach parla con il cancelliere Olaf Scholz prima della riunione del governo al Castello di Meseberg del 31 agosto 2022 (afp)

"L'obbligo di lavorare da casa è scaduto a marzo, ma da allora la percentuale di dipendenti che lo fanno è diminuita solo in minima parte. A quanto pare, le aziende e i dipendenti hanno deciso di lavorare da remoto a lungo termine", ha spiegato l'economista dell'Ifo, Jean-Victor Alipour. "È improbabile che le normative governative sui programmi di lavoro da casa in autunno abbiano un effetto aggiuntivo", ha aggiunto.

Con il maxi pacchetto anti-crisi energetica da 65 miliardi di euro varato ieri, il governo Scholz ha deciso di continuare a incentivare il lavoro da casa. L'esecutivo semaforo ha deciso una riedizione della cosiddetta "Home-Office-Pauschale" che consente di scaricare 5 euro per ogni giorno lavorato lontano dall'ufficio fino a un massimo di 600 euro all'anno (l'equivalente di 120 giorni lavorativi).

Il dato medio rilevato dall'Ifo sullo smart working nasconde notevoli differenze tra tipologie di lavoratori. Nel settore dei servizi, il 35,5% dei dipendenti lavora da casa; nel commercio all'ingrosso la percentuale è del 15,5%; nel settore manifatturiero del 15,3%; nel commercio al dettaglio del 5,4% e nell'edilizia del 5,1%. Le società di consulenza gestionale sono in testa con il 71,5%, seguite dai fornitori di servizi informatici con il 71,3% e dai fornitori di servizi di informazione con il 70,6%. In coda troviamo i produttori di articoli in legno, paglia e materiali da intreccio con il 4,0%, il settore alberghiero con l'1,7% e gli hotel con l'1,0% di dipendenti che lavorano da casa.