Ferragamo e Tod's, il lusso made in Italy supera le difficoltà e continua a crescere
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - L’ultima ondata di risultati del Made in Italy dovrebbe confermare che il lusso continua a crescere nonostante la guerra e i venti di recessione. In particolare oggi Ferragamo si prepara ad annunciare i risultati semestrali, poi mercoledì 7 sarà la volta di Tod’s, che peraltro è oggetto di un’Offerta pubblica di acquisto da parte della famiglia Della Valle, attualmente al vaglio della Consob. Per la maison fiorentina delle scarpe si tratta del primo giro di boa con al timone Marco Gobbetti, neo amministratore del gruppo, con un lungo passato ai vertici di Burberry e Givenchy.
Gli analisti si aspettano un secondo trimestre in crescita a due cifre (la media degli analisti stima un aumento del 18% pari per il periodo aprile - giugno a circa 330 milioni), nonostante le difficoltà registrate in Cina, soprattutto lo scorso aprile e maggio, a causa delle prolungate chiusure legate alla Pandemia. E in particolare Bestinver stima ricavi i…
MILANO - L’ultima ondata di risultati del Made in Italy dovrebbe confermare che il lusso continua a crescere nonostante la guerra e i venti di recessione. In particolare oggi Ferragamo si prepara ad annunciare i risultati semestrali, poi mercoledì 7 sarà la volta di Tod’s, che peraltro è oggetto di un’Offerta pubblica di acquisto da parte della famiglia Della Valle, attualmente al vaglio della Consob. Per la maison fiorentina delle scarpe si tratta del primo giro di boa con al timone Marco Gobbetti, neo amministratore del gruppo, con un lungo passato ai vertici di Burberry e Givenchy.
Gli analisti si aspettano un secondo trimestre in crescita a due cifre (la media degli analisti stima un aumento del 18% pari per il periodo aprile - giugno a circa 330 milioni), nonostante le difficoltà registrate in Cina, soprattutto lo scorso aprile e maggio, a causa delle prolungate chiusure legate alla Pandemia. E in particolare Bestinver stima ricavi in aumento del 19% a 332 milioni, trainati dalla crescita delle vendite dei negozi di terzi in Usa (+45% il canale wholesale dei grandi magazzini), che porterà la marginalità al 30% del fatturato, vale a dire a circa 100 milioni di margine operativo lordo (+4% rispetto allo stesso periodo 2021).
Con l’occasione, Gobbetti dovrebbe illustrare alcune linee guida e confermare che si aspetta di chiudere l’anno con ricavi in crescita e un utile operativo pari al 12,5% del fatturato, in linea con quello 2021 a prescindere dall’aumento dei costi e del minor impatto della Cina. Bestinver stima inoltre che simili considerazioni possano essere reiterate anche per l’anno prossimo, anche se energia trasporti e materie prime peseranno di più sul conto economico del gruppo.
Anche per quanto riguarda Tod’s le attese degli analisti sono positive, a conferma del fatto che il gruppo che fa capo a Diego Della Valle ha scelto di andarsene da Piazza Affari non perché si trova in un momento di difficoltà, ma al contrario perché il peggio è alle spalle e vuole accelerare sugli investimenti nei singoli marchi a iniziare da Roger Vivier.
Per Tod’s la media degli analisti si aspetta una crescita dei ricavi del secondo trimestre dell’8% pari a 238 milioni, e del 16% nel primo semestre dell’anno. Dato che a differenza di Ferragamo l’aumento delle vendite è spinto dai negozi a gestione diretta, anche il margine dovrebbe crescere in modo più che proporzionale: il consensus di Piazza Affari stima infatti un mol del primo semestre in aumento del 26% (e pari al 18% del fatturato consolidato) anche se le spese di marketing e per il digitale potrebbero tingere i conti del gruppo leggermente di rosso.