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Gas, ecco come la Russia viola i contratti e si espone alle penali

Gli operatori europei ccontinuano a chiedere le quote massime previste dagli accordi commerciali, ma Gazprom in questi mesi ne ha mandato sempre di meno. Potrebbe scattare così l'arbitrato internazionale
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ROMA - Per ora ci guadagna, visto che i prezzi del gas naturale - da un anno e mezzo a questa parte - sono aumentati anche del 550 per cento. Ma alla lunga, Gazprom potrebbe pagare un prezzo molto salato per il suo braccio di ferro con l'Europa. E, di conseguenza, potrebbero risentirne pesantemente le finanze pubbliche gestite dal Cremlino.

Non c'è solo la perdita degli ultimi giorni sui listini, con l'indice Ttf ad Amsterdam - punto di riferimento per il mercato europeo - che è sceso del 35 per cento in sole sette sedute da quando la Ue ha annunciato poche promuoverà un tetto al prezzo del gas: unico rimbalzo nella seduta del 5 settembre, dopo l'annuncio - da parte di Gazprom - che il gasdotto Nord Stream non può riaprire per colpa delle sanzioni che impediscono l'arrivo dei pezzi di ricambio. A maggior ragione se la Ue dovesse approvare un tetto al prezzo del gas.

ROMA - Per ora ci guadagna, visto che i prezzi del gas naturale - da un anno e mezzo a questa parte - sono aumentati anche del 550 per cento. Ma alla lunga, Gazprom potrebbe pagare un prezzo molto salato per il suo braccio di ferro con l'Europa. E, di conseguenza, potrebbero risentirne pesantemente le finanze pubbliche gestite dal Cremlino.

Non c'è solo la perdita degli ultimi giorni sui listini, con l'indice Ttf ad Amsterdam - punto di riferimento per il mercato europeo - che è sceso del 35 per cento in sole sette sedute da quando la Ue ha annunciato poche promuoverà un tetto al prezzo del gas: unico rimbalzo nella seduta del 5 settembre, dopo l'annuncio - da parte di Gazprom - che il gasdotto Nord Stream non può riaprire per colpa delle sanzioni che impediscono l'arrivo dei pezzi di ricambio. A maggior ragione se la Ue dovesse approvare un tetto al prezzo del gas.

Ma c'è un altra ragione che espone il Cremlino a una perdita economica per il futuro. Secondo quanto riferiscono gli importatori dei paesi Ue, Gazprom sta violando i contratti e in questo modo sta accumulando penali milionarie. Ma, nel concreto, perché i russi si troverebbero in questa situazione? Di fatto, gli operatori nei vari Paesi, giornalmente, stanno chiedendo quote di gas che si avvicinano ai massimi previsti dai contratti. Ma Gazprom, in questi mesi, ha ridotto sempre di più le quantità, fino ad arrivare a circa il 20% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

I contratti sono costruiti in modo che per un certo periodo di tempo si possa mandare meno gas, ma poi i flussi vanno compensati fino a raggiungere le quote previste. Gazprom, ovviamente, si appella a difficoltà tecniche, manutenzioni ritardate, problemi causati dall'embargo commerciale (come il caso delle turbine che avrebbe dovuto fornire il gruppo tedesco Siemens).

Ma così facendo - secondo gli operatori europei - si mette nelle condizioni di essere contestati dai clienti europei per ottenere le penali se non addirittura la recessione dai contratti. Essendo la situazione ancora delicata in vista dell'inverno (gli europei hanno il problema di sostituire completamente le foniture di Gazprom) le contestazioni non scatteranno subito. Più probabile l'anno prossimo, passando attraverso un arbitrato internazionale. Ma nel frattempo, gli operatori stanno costruendo il dossier di tutte quelle che potrebbero essere le violazioni accumulate in questi mesi.