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Gas: dal tetto al prezzo ai tagli ai consumi: ecco tutte le proposte sul tavolo della Ue

Venerdì a Bruxelles il Consiglio dei ministri dell'Energia dovrà esaminare le ipotesi della Commissione contro l'emergenza energetica. La riduzione dei consumi potrebbe diventare vincolante, mentre il "cap" potrebbe applicarsi solo al metano russo e si cercherà di "separare" il prezzo dell'elettricità prodotta da fonti meno costose
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ROMA - Dopo l’emergenza Covid, Bruxelles è a un nuovo punto di svolta per la costruzione di una casa comune europea. Dopo giorni di discussione dietre le quinte tra gli emissari dei governo, domani si terrà l’atteso Consiglio europeo dei ministri dell’Energia che dovranno esaminare le cinque proposte della Commissione che costituiscono non solo una risposta all’emergenza gas, ma pongono – di fatto – le basi per una grande riforma del mercato dell’energia. In parte si tratta di misure provvisorie, in attesa che la Ue si sfili dal ricatto delle forniture russe di gas, sostituendole con operatori alternativi e riducendo i consumi. Ma dall’altra la Ue potrebbe porre le basi per nuove regole con nuove procedure da replicare anche in futuro.

Ma quali sono le proposte? Finora sono state presentate con la formula del “non paper”, in pratica un documento “non ufficiale” per evitare contrasti e discussioni pr…

ROMA - Dopo l’emergenza Covid, Bruxelles è a un nuovo punto di svolta per la costruzione di una casa comune europea. Dopo giorni di discussione dietre le quinte tra gli emissari dei governo, domani si terrà l’atteso Consiglio europeo dei ministri dell’Energia che dovranno esaminare le cinque proposte della Commissione che costituiscono non solo una risposta all’emergenza gas, ma pongono – di fatto – le basi per una grande riforma del mercato dell’energia. In parte si tratta di misure provvisorie, in attesa che la Ue si sfili dal ricatto delle forniture russe di gas, sostituendole con operatori alternativi e riducendo i consumi. Ma dall’altra la Ue potrebbe porre le basi per nuove regole con nuove procedure da replicare anche in futuro.

Ma quali sono le proposte? Finora sono state presentate con la formula del “non paper”, in pratica un documento “non ufficiale” per evitare contrasti e discussioni prima del Consiglio e dare tempo ai Paesi membri di presentarsi con eventuali critiche e controproposte. Momento molto delicato: il mercato sta scommettendo sull’approvazione delle misure, se non tutte in buona parte, come dimostra il fatto che da quando è emersa la volontà della Commissione di varare le nuove misure il prezzo del gas da 340 euro al megawattora è sceso sotto i 200 euro. Ma vediamo nel dettagli le proposte.

Consumi gas, un piano di risparmi vincolante

La presidente Ursula von der Leyen l’ha presentato come “un obiettivo vincolante di risparmio di elettricità nei periodi di maggiori consumi”. I Paesi membri verrano chiamati per il prossimo inverno a ridurre la domanda di elettricità, visto che il gas è il combustibile che in media viene usato maggiormente per la produzione di energia nelle centrali (in Italia nettamente sopra la media).

I governi avevano già l’obbligo di redigere un piano di risparmi entro il 30 ottobre. La Ue aveva già raccomandato, su base volontaria, una riduzione del 15% nel periodo tra agosto e marzo. Ma ora viene superato dalla nuova proposta che dovrà essere vincolante. E questa dovrebbe essere la misura su cui c’è consenso unanime.

Tetto al prezzo del metano

E’ la proposta che farà più discutere. Prevede l’introduzione di un tetto agli acquisti di gas. La Commissione pare orientata a limitarlo ai soli acquisti da Gazprom, il colosso di Stato russo, anche se così sembrerebbe solo un embargo nei confronti del Cremlino. Ma indirettamente sta influendo anche sugli altri fornitori, perché – come detto – il prezzo del gas è calato del 40% nelle ultime due settimane, cioè da quando è arrivato il via libera della Germania a discutere il piano Ue.

Contributo sugli extraprofitti dell’energia

Considerando che ci sono società che vendono energia non utilizzando gas (rinnovabili, carbone, nucleare, biomasse) e quindi hanno costi di approvvigionamento minori, la Commissione propone che i governi incassino una parte di questi extraprofitti. Nei documenti è indicato come “revenue capture”: il tetto viene fissato a 200 euro al Mwh: oltre questa cifra scatta il prelievo.

Misura su cui c’è largo consenso ma non unanimità: la Polonia – che ha notevole consumo di carbone - ha già fatto sapere di non essere favorevole.

Disaccoppiamento mercati gas ed elettricità

Il contributo sugli extraprofitti è un modo per arrivare a una separazione dei mercati del gas e dell’elettricità, visto che ora il primo condiziona molto il secondo. Ma c’è chi propone una riforma più profonda, arrivando a crerare dei mercati dell’elettricità nettamente separati per ciascuna delle fonti principali (gas, rinnovabili, carbone, nucleare)  

Tassa sulle società di petrolio e gas

Allo stesso tempo, si prevede di chiedere un contributo anche alle società che si occupano di petrolio e gas: chi ha la possibilità di produrre idrocarburi in questo periodo di prezzi elevati ha potuto presentare ai propri soci utili record. L’Italia ha già varato una misura simile, contestata con una serie di ricorsi dalle società del settore: il governo Draghi ha scelto di valutare gli extraprofitti tramite le dichiarazioni Iva tra entrare e uscite, mentre le imprese riterrebbero più corretto una manovra una tantum sull’Ires, la tassa sui redditi delle società.

Garanzie statali agli acquisti di gas ed elettricità

Secondo le attuali regole di mercato, gli operatori e i grossisti devono versare garanzie legate agli acquisto di partite di gas ed elettricità. Ma i prezzi record hanno gofiato a dismisure gli impegni finanziai. Per gli operatori più grandi questo significa bloccare gli investimenti, per i medio-piccoli il rischio di un default.

La proposta è quella di “congelare” l’obbligo di depositare garanzie, con l’assicurazione che nel caso di default intervengono i governi. In Italia, era stata utilizzata la garanzia Sace durante l’emergenza Covid.

La “riforma” della Borsa del gas di Amsterdam

Infine, bisognerà capire se si discuterà della proposta di rivedere le regole del funzionamento del Ttf, l’indice di riferimento del prezzo sul mercato del gas in Europa, gestito dalla Borsa di Amsterdam. Nasce qui, perché l’Olanda è da sempre un punto di approdo importante del Gnl, il gas liquefatto che viaggia via nave.

C’è chi ha proposto che l’andamento del mercato sia monitorato più da vicino dall’Esma, l’Authority che controlla i mercati finanziari europei. Contrario, ovviamente, il mercato olandese. Ma anche gli operatori sono scettici: sostengono che si tratta pur sempre “di un punto di riferimento per la formazione del prezzo”.