BERLINO - Il più esplicito sull'attesissima riunione di oggi della Bce è stato Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit. "Ovvio che la lotta all'inflazione è assolutamente decisiva. Ma anche il contesto economico è molto fragile", ha avvertito ieri. Per il top manager, intervenuto a un forum dell'Handelsblatt, ormai la questione non è più se ci sarà la recessione in Europa, ma quanto sarà pesante. E se i tassi di interesse saranno alzati troppo, aumenta anche il rischio di un tonfo dell'economia più grave. Ma ormai ai piani alti della Bce sembra prevalere l'atteggiamento espresso al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole dal membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel.
L'economista tedesca ha espresso persino timori di un disancoramento delle aspettative, di un'inflazione fuori controllo, in sostanza. E ha detto a chiare lettere che la Bce deve puntare anzitutto a…
BERLINO - Il più esplicito sull'attesissima riunione di oggi della Bce è stato Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit. "Ovvio che la lotta all'inflazione è assolutamente decisiva. Ma anche il contesto economico è molto fragile", ha avvertito ieri. Per il top manager, intervenuto a un forum dell'Handelsblatt, ormai la questione non è più se ci sarà la recessione in Europa, ma quanto sarà pesante. E se i tassi di interesse saranno alzati troppo, aumenta anche il rischio di un tonfo dell'economia più grave. Ma ormai ai piani alti della Bce sembra prevalere l'atteggiamento espresso al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole dal membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel.
L'economista tedesca ha espresso persino timori di un disancoramento delle aspettative, di un'inflazione fuori controllo, in sostanza. E ha detto a chiare lettere che la Bce deve puntare anzitutto a rimettere le briglie a un'andamento dei prezzi che ad agosto ha raggiunto nell'eurozona il 9,1% e che a fine anno potrebbe superare il 10%. Stretta tra Scilla e Cariddi, tra la scelta di frenare l'inflazione e quella di non aggravare la situazione economica, la Bce si concentrerà sul mandato. Che è quello di riportare l'inflazione al 2%. Peraltro, a favore di una stretta netta parla anche l'indebolimento dell'euro, sceso stabilmente sotto al dollaro.
L'estate dei prezzi del gas alle stelle ha convinto dunque i banchieri centrali a puntare su una stretta che secondo la stragrande maggioranza degli analisti sarà dello 0,75%. E sarebbe il balzo più grande nella storia della Bce. A fronte di un rumoroso silenzio delle "colombe", i "falchi" si sono espressi quasi tutti. Il governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau si è augurato "un rialzo significativo dei tassi". Il suo collega della Bundesbank, Joachim Nagel, ha espresso un auspicio analogo. E il veterano dei membri del Consiglio, l'olandese Klaas Knot ha detto di tifare per l'aumento di tre quarti di punto, esattamente come l'estone Madis Müller e il lettone Martins Kazaks.
L'Italia, al Consiglio di stamane, sarà ovviamente l'elefante nella stanza, e una fonte autorevole "non esclude" che se ne parli a margine di una discussione che si annuncia già drammatica per i picchi dei prezzi e la crisi economica (peraltro è probabile che le stime sulla crescita vengano riviste in peggio soprattutto per il 2023).
Le condizioni perché la Bce stenda sull'Italia il suo ombrello anti-spread varato a luglio sono scritte nero su bianco nel comunicato dell'ultima riunione. E delle quattro condizioni, la numero uno è che le riforme e gli aggiustamenti concordati con Bruxelles per il Recovery Fund non vengano cestinati con il nuovo governo.
Una rottura con Bruxelles farebbe sparire immediatamente lo scudo anti-spread. Perciò a Francoforte è considerata pericolosa l'ipotesi di rinegoziare il Pnrr. Il membro del board Fabio Panetta, ascoltatissimo dalla presidente Christine Lagarde, che aveva strappato queste condizioni morbide dello scudo a quelle ben più dure che chiedevano i "falchi" (che non lo volevano proprio o chiedevano il ricorso al Mes), in cambio ha dovuto accettare un rialzo dei tassi che già a luglio è stato più vigoroso del previsto, ossia di mezzo punto.
Un ultimo capitolo riguarda le banche. Secondo l'analista di Pimco Konstantin Veit, la Bce potrebbe varare una misura per limitare i guadagni delle banche dalle operazioni di liquidità cosiddette Tltro, revocando le condizioni particolarmente favorevoli per i crediti varate in pandemia.