Gli azionisti Twitter dicono sì all'offerta di Musk
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - L’accordo più importante nella storia delle piattaforme social è entrato in una fase surreale: gli azionisti di Twitter hanno approvato l’offerta di Elon Musk da 44 miliardi di dollari, ma che lo stesso miliardario ha già rinnegato dopo aver trovato dati gonfiati sul numero degli account. E il via libera degli azionisti è arrivato nelle stesse ore in cui davanti al Congresso una talpa di Twitter stava demolendo la piattaforma, rilanciando i sospetti di Musk e dicendo agli americani: “Anche i vostri dati sensibili sono a rischio”.
NEW YORK - L’accordo più importante nella storia delle piattaforme social è entrato in una fase surreale: gli azionisti di Twitter hanno approvato l’offerta di Elon Musk da 44 miliardi di dollari, ma che lo stesso miliardario ha già rinnegato dopo aver trovato dati gonfiati sul numero degli account. E il via libera degli azionisti è arrivato nelle stesse ore in cui davanti al Congresso una talpa di Twitter stava demolendo la piattaforma, rilanciando i sospetti di Musk e dicendo agli americani: “Anche i vostri dati sensibili sono a rischio”.
“Quando sono entrato nel 2020 - ha raccontato - mi sono reso conto che in fatto di security erano indietro di una decina d’anni”. La piattaforma è stata descritta come un sistema gruviera, bucata da tutte le parti, “gestita da crisi e problemi, invece di gestire crisi e problemi”. Zatko ha parlato di forum tra dipendenti in cui “si vendevano accessi agli account”.
L’ex manager era stato convocato dal Congresso dopo il report che lui stesso aveva inviato alla Securities and Exchange Commission, l’agenzia federale che vigila su Wall Street. Tra le accuse più gravi, quella secondo cui Twitter avrebbe dichiarato falsamente di aver introdotto, nel 2011, misure per proteggere la privacy degli utenti. In realtà, le accuse di Zatko sarebbero poco corroborate da prove. Twitter lo ha definito un “ex dipendente licenziato per il basso standard e ora in cerca di vendetta”. Ma se Musk cercava un assist per vincere la battaglia legale con Twitter e annullare l’accordo, forse l’ha trovato.
Inizialmente per la società che cinguetta una vittoria davanti alla giustizia sembrava, secondo gli osservatori, a portata di mano. La sua posizione però si è indebolita con il passare delle settimane e un colpo forte è arrivato proprio da Zatko che, con le sue accuse, sembra dare ragione e Musk sugli account falsi e spam. Il fatto che Twitter abbia poi pagato al suo ex responsabile per la sicurezza un'indennità di fine rapporto da 7 milioni di dollari alla talpa in seguito al suo licenziamento complica ulteriormente la partita, aprendo la porta a Musk per rivendicare quella che ritiene un'ennesima violazione dell'accordo di acquisto che vieta pagamenti "al di fuori delle pratiche del passato".