L’inflazione Usa non demorde, ora i mercati temono la Fed. E Wall Street crolla. Biden: non sono preoccupato
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - L’inflazione Usa di agosto, più alta delle attese, manda a tappeto Wall Street (che ha chiuso a -3,94%, con il Nasdaq che ha ceduto il 5,16%) e a ruota le Borse Europee. Gli operatori temono che con questa corsa dei prezzi la Fed la prossima settimana possa fare un aumento dei tassi di interesse ancora più corposo del previsto. Gli economisti stimano infatti che la Banca centrale Usa alzerà i tassi dello 0,75%, ma a questo punto c’è chi teme che si spingerà fino all’1%; in questo clima ieri il rendimento del T-Bond a 3 mesi è salito ai massimi dal 2008.
"La Borsa non riflette necessariamente lo stato dell'economia", ha commentato il presidente americano Joe Biden parlando con i giornalisti in Delaware.
"L'economia Usa è ancora forte e la disoccupazione è bassa", ha aggiunto.
Il carovita ad agosto ha mostrato un rallentamento all’8,3%, rispetto all’8,5% di luglio…
MILANO - L’inflazione Usa di agosto, più alta delle attese, manda a tappeto Wall Street (che ha chiuso a -3,94%, con il Nasdaq che ha ceduto il 5,16%) e a ruota le Borse Europee. Gli operatori temono che con questa corsa dei prezzi la Fed la prossima settimana possa fare un aumento dei tassi di interesse ancora più corposo del previsto. Gli economisti stimano infatti che la Banca centrale Usa alzerà i tassi dello 0,75%, ma a questo punto c’è chi teme che si spingerà fino all’1%; in questo clima ieri il rendimento del T-Bond a 3 mesi è salito ai massimi dal 2008.
"La Borsa non riflette necessariamente lo stato dell'economia", ha commentato il presidente americano Joe Biden parlando con i giornalisti in Delaware.
"L'economia Usa è ancora forte e la disoccupazione è bassa", ha aggiunto.
Il carovita ad agosto ha mostrato un rallentamento all’8,3%, rispetto all’8,5% di luglio, e al 9,1% di giugno, ma resta sopra i livelli di guardia e sopra le attese, che stimavano un rallentamento del tasso di crescita all’8,1%. «Ci vorrà più tempo e determinazione per ridurre l’inflazione – ha commentato ieri il presidente Usa Joe Biden - i prezzi del gas sono scesi in media di 1,30 dollari al gallone dall’inizio dell’estate, alcuni aumenti di generi alimentari sono rallentati sul mese precedente e i salari reali sono saliti per il secondo mese consecutivo, dando alle famiglie che lavorano sodo un po’ di respiro».
Del resto anche i cugini inglesi hanno già iniziato a tagliare sui consumi: Ocado, supermercato Uk che consegna a casa cibo di fascia medio-alta, ha registrato il primo calo dei ricavi della sua storia.
Con le azioni giù, molte materie prime (tra cui il rame e l’argento) sono tornate salire, viceversa la decisione dell’Opec di tenere ferme le stime della produzione di greggio per 2022-2023 ha fatto scivolare il petrolio (-1,5% a 86,4 dollari al barile il Wti americano ), che è una delle cause dell’inflazione.
Anche il dollaro si è rafforzato su tutte le valute, tornando sopra la parità con l’euro (che era rimbalzato dopo l’aumento dei tassi della Bce), apprezzandosi pure sulla sterlina e sullo yen. Vista da questa parte dell’Oceano, la forza del biglietto verde è un fattore positivo, per un’economia come quella del Vecchio Continente che vive di esportazioni. Tuttavia per le aziende Ue comprare materie prime (compreso il greggio), diventa più caro dato che il dollaro è la moneta ufficiale di scambio per quasi tutte le merci.