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Twitter, gli azionisti approvano l'offerta di Musk. Che però il miliardario ha rinnegato

(afp)
La marcia indietro era stata motivata con dati gonfiati sugli account. Intanto la "talpa" che ha già denunciato alla Sec i buchi nella sicurezza della piattaforma ha rilanciato le sue accuse al Congresso
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NEW YORK - L’accordo più importante nella storia delle piattaforme social è entrato in una fase surreale: gli azionisti di Twitter hanno approvato l’offerta di Elon Musk da 44 miliardi di dollari, ma che lo stesso miliardario ha già rinnegato dopo aver trovato dati gonfiati sul numero degli account. E il via libera degli azionisti è arrivato nelle stesse ore in cui davanti al Congresso una talpa di Twitter stava demolendo la piattaforma, rilanciando i sospetti di Musk e dicendo agli americani: “Anche i vostri dati sensibili sono a rischio”.

Ma andiamo con ordine. La votazione è avvenuta ieri mattina, durante un breve incontro in remoto segnato dall’intervento del ceo di Twitter, Parag Agrawal. L’offerta di Musk, 54,20 dollari ad azione, presentata ad aprile, era più alta dell’attuale quotazione, sotto i 42, e ha ingolosito gli azionisti, ma l’accordo resta in un limbo visto che è in corso…

NEW YORK - L’accordo più importante nella storia delle piattaforme social è entrato in una fase surreale: gli azionisti di Twitter hanno approvato l’offerta di Elon Musk da 44 miliardi di dollari, ma che lo stesso miliardario ha già rinnegato dopo aver trovato dati gonfiati sul numero degli account. E il via libera degli azionisti è arrivato nelle stesse ore in cui davanti al Congresso una talpa di Twitter stava demolendo la piattaforma, rilanciando i sospetti di Musk e dicendo agli americani: “Anche i vostri dati sensibili sono a rischio”.

Ma andiamo con ordine. La votazione è avvenuta ieri mattina, durante un breve incontro in remoto segnato dall’intervento del ceo di Twitter, Parag Agrawal. L’offerta di Musk, 54,20 dollari ad azione, presentata ad aprile, era più alta dell’attuale quotazione, sotto i 42, e ha ingolosito gli azionisti, ma l’accordo resta in un limbo visto che è in corso una battaglia legale tra la piattaforma social e il fondatore di SpaceX, sempre meno convinto di andare avanti. Il processo, in programma nel Delaware, dovrebbe cominciare a ottobre e durare cinque giorni.

Mentre gli azionisti di Twitter annunciavano il loro entusiastico sì a Musk, l’ex capo della security informatica, Peiter Zatko, portava cattive notizie. Convocato dalla commissione Giustizia del Senato, la ‘talpa’, un esperto in cybersicurezza con passato da hacker e ex dipendente del Pentagono, ha accusato Twitter di non aver mai voluto proteggere i dati di milioni di utenti. “Quando sono entrato nel 2020 - ha raccontato - mi sono reso conto che in fatto di security erano indietro di una decina d’anni”. La piattaforma è stata descritta come un sistema gruviera, bucata da tutte le parti, “gestita da crisi e problemi, invece di gestire crisi e problemi”. Zatko ha parlato di forum tra dipendenti in cui “si vendevano accessi agli account”.

“Potrebbero prendere i dati di tutti i senatori presenti in quest’aula”, ha aggiunto. “Le accuse - ha commentato il presidente della commissione, Dick Durbin - sono sconvolgenti”. Twitter appare come una compagnia a cui interessava solamente portare avanti il profitto. “Non conoscono i dati di cui sono in possesso - ha aggiunto Zatko - non sanno dove si trovano, da dove provengono e dove finiranno”. Twitter avrebbe ignorato i suoi avvertimenti e quelli lanciati da altri dipendenti. 

L’ex manager era stato convocato dal Congresso dopo il report che lui stesso aveva inviato alla Securities and Exchange Commission, l’agenzia federale che vigila su Wall Street. Tra le accuse più gravi, quella secondo cui Twitter avrebbe dichiarato falsamente di aver introdotto, nel 2011, misure per proteggere la privacy degli utenti. In realtà, le accuse di Zatko sarebbero poco corroborate da prove. Twitter lo ha definito un “ex dipendente licenziato per il basso standard e ora in cerca di vendetta”. Ma se Musk cercava un assist per vincere la battaglia legale con Twitter e annullare l’accordo, forse l’ha trovato.