Fitch-Confcommercio, doppio alert recessione per l'Italia: l'agenzia vede il 2023 a -0,7%
Finora l'economia italiana ha retto meglio delle previsioni ai colpi inferti dalla guerra in Ucraina, con il conseguente tsunami di rincari che sta mettendo a dura tenuta i bilanci delle famiglie e delle imprese. Solo pochi giorni fa il Tesoro ha potuto prendere atto di un andamento delle entrate superiore alle aspettative, liberando risorse per poco più di 6 miliardi che andranno nel nuovo decreto Aiuti (il terzo) per affrontare i rincari delle bollette: è atteso a giorni, dovrebbe sfiorare i 14 miliardi di valore. Ma a lungo andare la resistenza si sta fiaccando. Nell'ultima sua nota mensile l'Istat, pur prendendo atto del fatto che l'ultimo dato sulla produzione industriale (luglio) è stato di recupero, ha avvertito di un "possibile ridimensionamento" nei mesi finali dell'anno. Oggi altri due campanelli d'allarme risuonano il rischio recessione: uno, interno, viene dalla Confcommercio. L'altro, con sguardo globale, dall'agenzia di rating Fitch.
Confcommercio vede una "recessione mite"
L'Italia va "verso un peggioramento del quadro economico: una recessione mite". Lo indica la congiuntura presentata dal direttore dell'Ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella, alla luce dell'emergenza energetica. Secondo le stime, il Pil nel terzo trimestre potrebbe segnare -0,8% rispetto al trimestre precedente e +1,1% rispetto al terzo trimestre 2021. "Con un ulteriore moderato peggioramento congiunturale nell'ultimo trimestre, il 2022 si chiuderebbe a +3%. Una recessione mite", data da due cali consecutivi ma "di modesta entità". Che però avrebbe un trascinamento negativo per il 2023 "con un ritorno ad un'assenza di crescita".
"Nonostante crisi gravissime a livello internazionale, l'Italia ha reagito bene, meglio di altri Paesi europei, ma il caro energia inarrestabile rende più concreti i rischi di recessione. Una recessione probabilmente contenuta, ma pur sempre penalizzante", ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. "Ecco perché - prosegue -, in raccordo con l'Europa, bisogna mettere in campo con la massima urgenza interventi strutturali per superare l'emergenza energetica, contenere l'inflazione e, dunque, evitare il pericolo recessione".
Proprio sulla dinamica dei prezzi, la stima dell'associazione è che il 2022 si potrebbe chiudere con un'inflazione media al 7,5%. Mentre nel mese di settembre i prezzi al consumo salirebbero ancora, toccando un rialzo del 9,2% su base annua (dall'8,4% di agosto), "il picco massimo". A pesare sarà sempre il caro-energia. Metà dell'inflazione, sottolinea la congiuntura, è causata dall'energia in modo diretto (tra il 60% e 80% in modo anche indiretto comprendendo le materie prime alimentari e non). Una situazione che impatta negativamente sulle imprese: "Nei prossimi 10 mesi sono a rischio chiusura 120mila imprese" del terziario, è l'allarme che rilancia, sottolineando che si tratta di "una stima prudenziale".
Fitch vede il 2023 a -0,7%. Spesa per il gas top in Europa
Il secondo campanello, si diceva, viene dall'agenzia di rating Fitch per la quale l'Italia potrebbe entrare in recessione l'anno prossimo: nel nuovo Global economic outlook, l'agenzia di rating taglia le previsioni di crescita per il nostro Paese di 2,6 punti percentuali, portandole al -0,7% per il 2023.
Tra i dati che emergono, quello della spesa per il gas che potrebbe salire a più del 5% del Pil nel 2023, fino a 2 punti percentuali in più rispetto alla Germania: si registra "un aumento maggiore della spesa per il gas" in percentuale del Pil in Italia "rispetto alle altre principali economie dell'Eurozona". Secondo l'agenzia di rating, "l'Italia ha anche fatto meno progressi della Germania nel ridurre il consumo di gas in risposta al calo delle forniture" ma "insieme alla Germania, ha registrato i più forti aumenti dei prezzi al dettaglio di elettricità e gas, pari a circa il 55% annuo a luglio 2022".
Nel capitolo dedicato all'Italia, Fitch dice di aspettarsi nuovi interventi dal prossimo esecutivo per fronteggiare il caro energia e anche che "il piano di ripresa e di resilienza dell'Italia, sostenuto dai fondi Ue, dovrebbe garantire uno slancio positivo agli investimenti. Ci sono anche investimenti nel settore energetico per aumentare la capacità di importazione di gas da fonti non russe".