Le previsioni: energia e incertezza politica, così l’Italia rischia la recessione
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - I venti gelidi della recessione, che soffiano in Europa e negli Usa, stanno prendendo forza proprio sull’Italia, insieme alla Germania tra i paesi più esposti alla crisi energetica. Due giorni fa Fitch aveva preconizzato la tempesta perfetta sull’Eurozona, con stime del Pil 2023 in zona recessione (-0,1%) e peggio per l’Italia (-0,7%). Ieri ha rincarato la dose, mentre nelle stesse ore Christine Lagarde, presidente della Bce, ammetteva che esiste un rischio-recessione: «Le nostre azioni possono avere un impatto sulla crescita, ma è un rischio che dobbiamo correre perché la stabilità dei prezzi è una priorità».
È pur vero che per il momento i dati puntuali raccontano un’altra storia, come ha confermato autorevolmente ieri Mario Draghi, nella conferenza stampa post consiglio dei ministri. Parlando del Pil 2022 ha puntualizzato: «Le previsioni dicevano 3, oggi siamo al 3,4 o 3,5%». …
MILANO - I venti gelidi della recessione, che soffiano in Europa e negli Usa, stanno prendendo forza proprio sull’Italia, insieme alla Germania tra i paesi più esposti alla crisi energetica. Due giorni fa Fitch aveva preconizzato la tempesta perfetta sull’Eurozona, con stime del Pil 2023 in zona recessione (-0,1%) e peggio per l’Italia (-0,7%). Ieri ha rincarato la dose, mentre nelle stesse ore Christine Lagarde, presidente della Bce, ammetteva che esiste un rischio-recessione: «Le nostre azioni possono avere un impatto sulla crescita, ma è un rischio che dobbiamo correre perché la stabilità dei prezzi è una priorità».
È pur vero che per il momento i dati puntuali raccontano un’altra storia, come ha confermato autorevolmente ieri Mario Draghi, nella conferenza stampa post consiglio dei ministri. Parlando del Pil 2022 ha puntualizzato: «Le previsioni dicevano 3, oggi siamo al 3,4 o 3,5%». E per l’anno prossimo «chiaramente c’è un rallentamento, ma ancora non ci sono sintomi di una recessione».
Stesso concetto espresso dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, che ha smentito le previsioni di recessione nel terzo trimestre e anzi «se vi sarà un tasso adeguato di crescita, penso che la politica economica possa restare positiva, di sostegno alla crescita». Aggiungendo, ovvio, che a menare le danze sono i prezzi energetici, che ai livelli attuali rappresentano «una situazione alla lunga non sostenibile», così come è destinato a pesare la sorte degli altri paesi: «Se vanno in recessione noi seguiremo» dice Franco; la Germania potrebbe già esserci e la Banca mondiale ha appena messo in guardia sui rischi di una recessione globale, innescata dalla politica di forti rialzi dei tassi delle banche centrali.
Una coalizione di centro-destra non necessariamente entrerà in rotta di collisione con l’Ue, spiega l’agenzia di rating, ma chiunque salga al governo dovrà puntare a «surplus primari più alti», il che significa diminuire lo spazio di manovra su flat tax e maggior spesa pensionistica. E ancora: tassi di interesse a lungo termine intorno al 4% renderanno «necessari sforzi di consolidamento fiscale da parte del prossimo governo per ridurre il rapporto deficit/Pil». La chiave di volta resta il costo dell’energia, che infiamma l’inflazione. E su questo Lagarde è stata chiara: occorre «assolutamente» evitare la spirale prezzi-salari.