Dellisanti, top manager di MobieTrain: "Ecco come funziona la piattaforma di micro-apprendimento"
di Patrizia Capua , di Patrizia CapuaCinque minuti al giorno di formazione attraverso un’app. Quiz, video, speech che le aziende offrono ai propri dipendenti per apprendere e conoscere in modo efficace e divertente tanto di più del loro lavoro. Un sistema alternativo che sembra un gioco ma invece è una cosa molto seria. Per conquistare anche il mercato italiano con la sua app di microlearning, la scale up MobieTrain in aprile ha puntato per il ruolo di sales executive su Francesca Dellisanti, 33 anni, manager pugliese di Acquaviva delle Fonti, alle porte di Bari, esperta di edtech, settore educational per lo sviluppo del capitale umano.
“In quei cinque minuti la persona entra in un’esperienza di micro apprendimento e gioca con contenuti non ludici. È una combinazione, in gergo tecno gamification, utile e snella. Risolvere un quiz sulla nuova collezione di abbigliamento da vendere, per esempio, ti porta ad accumulare punti e ti aiuta a superare dei livelli. Come in un videogioco. Ne…
Cinque minuti al giorno di formazione attraverso un’app. Quiz, video, speech che le aziende offrono ai propri dipendenti per apprendere e conoscere in modo efficace e divertente tanto di più del loro lavoro. Un sistema alternativo che sembra un gioco ma invece è una cosa molto seria. Per conquistare anche il mercato italiano con la sua app di microlearning, la scale up MobieTrain in aprile ha puntato per il ruolo di sales executive su Francesca Dellisanti, 33 anni, manager pugliese di Acquaviva delle Fonti, alle porte di Bari, esperta di edtech, settore educational per lo sviluppo del capitale umano.
“In quei cinque minuti la persona entra in un’esperienza di micro apprendimento e gioca con contenuti non ludici. È una combinazione, in gergo tecno gamification, utile e snella. Risolvere un quiz sulla nuova collezione di abbigliamento da vendere, per esempio, ti porta ad accumulare punti e ti aiuta a superare dei livelli. Come in un videogioco. Nello stesso contesto l’azienda può trasmettere i suoi valori e la sua storia alternati a elementi che aiutano gli utenti a restare ingaggiati con la piattaforma. Più punti hai più abbassi il livello di stress perché sai che stai andando bene e continui. Questo permette di avere tassi di engagement e di coinvolgimento superiori. Noi calcoliamo oltre il 50 per cento. Il sistema permette inoltre di apprendere e conservare le informazioni per il 27 per cento in più di un corso tradizionale”.
Dellisanti, che proviene da Lifeed, una edtech company a impatto sociale che crea soluzioni innovative per lo sviluppo del capitale umano e coinvolge il mondo delle imprese, coglie al volo l’occasione professionale che MobieTrain le ha offerto. Capisce che la scale up dei tre giovani imprenditori belgi, Guy Van Neck, Mireille van Hemert-Schelling e Willi Van Boven, fondata nel 2015, è il suo posto. MobieTrain è presente in Belgio, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna, con 50 addetti, e ha una rete globale di partner in Germania, Svizzera e Australia.
Lei, del resto, è la prima persona a cui i founder belgi si sono affidati in Italia. “Mi sento un po’ una pioniera. Il digitale ci ha fatto incontrare, il mio profilo è stato notato su Linkedin. C’è un management abbastanza giovane, intorno ai 40 anni. Per adesso siamo tre, in piazza Vetra a Milano, in un coworking che ci permette di avere flessibilità. Gli investimenti sono in crescita”.
L’app funziona sul cellulare e anche con tablet e pc. “I contenuti sono un mix. Noi diamo un supporto alla trasformazione. L’azienda ci passa il contenuto più tradizionale e noi lo trasformiamo in gioco di microlearning partendo dal sapere aziendale”.
La formula ha incontrato i consensi del mercato. MobieTrain nel 2021 ha registrato una crescita del 250 per cento in Europa con oltre 100mila utenti e 100 aziende tra cui Decathlon, Vans, Diesel, Timberland e DPD Group. Guarda sia alle grandi enterprise che alle più piccole. “Quelle da duecento persone in su. La nostra piattaforma di formazione in pillole è rivolta a chi solitamente non ha una scrivania e non è mai stato prima coinvolto nei progetti di formazione. È una proposta culturale oltreché formativa. D’altra parte uno studio realizzato da Deloitte dice che non abbiamo più di cinque minuti al giorno per imparare in contesti lavorativi, perché non c’è tempo, soprattutto nel caso di personale che lavora in negozio e l’attenzione deve darla al cliente. Quello che da noi nasce è un'esperienza sul campo”.
MobieTrain trova terreno fertile nel mondo retail del fashion, del food, della logistica, della sanità. “Anche in particolari contesti come la città di Rotterdam, che ci ha scelto per migliorare la customer experience dei propri cittadini. Il 20 per cento della popolazione mondiale lavora con un computer mentre nell’80 per cento ci sono coloro che svolgono attività a contatto con il pubblico, come assistenti alle vendite, infermieri, camerieri, addetti alla ristorazione. C’è la prova che l’esperienza di acquisto funziona tanto più se i dipendenti sono formati. Aziende molto innovative su questo punto hanno obiettivi sfidanti, e lavoriamo tantissimo con start up e società che stanno crescendo”.
Background essenziale per la manager sono stati i suoi trascorsi professionali di quasi tre anni in Lifeed. “Vendevo una piattaforma digitale perché lavoravo con tante esperienze di vita: essere madre, figlia, lavoratrice, sportiva. Tutto ciò che accade fuori dal lavoro ha un impatto su di esso. L’obiettivo era aiutare i dipendenti a vedere che quello che succedeva fuori del lavoro poteva essere una palestra di competenze”.
Con MobieTrain Dellisanti ha ingaggiato una nuova sfida nel suo percorso di vita e di lavoro. Dal diploma di liceo scientifico, conseguito a Gioia del Colle, in avanti. Nei supermercati di proprietà della sua famiglia era sempre alla cassa nei giorni liberi dalla scuola e durante le vacanze estive. Nell’ultimo anno verso la laurea in Economia e master in International management alla Lum, Libera università mediterranea a Bari, dal suo paese “famosissimo per la cipolla rossa”, se n’è volata a Londra.
In tasca i mille euro regalo di suo padre, a cercare lavoro. “Avevo deciso di sfidare la sorte con un biglietto di sola andata. Per un po’ non ho trovato niente e soltanto il primo mese di affitto della casa mi costava 600 pound. Stavo ormai contando gli spiccioli che mi restavano, depressa e rassegnata a tornare al paese, quando mi ha chiamata il Founder’s arms, un pub molto trendy davanti alla Tate Modern. Cercavano un glass collector, e mi sono rivelata brava a raccogliere in un colpo solo tutti i bicchieri dell’aperitivo. Dopo un anno sono diventata Floor manager del pub. Lavoravo e scrivevo la tesi”.
Tornata in Italia la manager trova uno stage nel dipartimento marketing di Diamalteria, un’azienda di origine francese, produttrice di estratto di malto con sede a Milano e uno stabilimento a Boario Terme, vicino Brescia. “L’ho avuto perché ero tra le pochissime a parlare inglese. In cinque anni mi sono occupata di marketing e poi sono diventata responsabile per l’Europa delle vendite e ho viaggiato spesso. Organizzavo fiere, incontravo i clienti, lavoravo molto di relazioni. Gestivo un portafoglio che era metà del fatturato aziendale di 20 milioni di euro”.
All’impegno professionale Francesca Dellisanti aggancia un ruolo attivo in un’altra ‘palestra’ formativa, in campagne e programmi di mentorship che hanno come obiettivo quello di promuovere la gender equality. “Young women network è la prima associazione non-profit che accompagna le giovani donne under 35 nella propria crescita personale e professionale con mentoring, networking, formazione e molto altro. Da ottobre 2020 ne sono presidente. Abbiamo fondato un’academy sull’educazione finanziaria, aprendo un nuovo filone collegato all’empowerment delle donne. Inoltre da sette anni sono nel team che organizza Ted X a Milano, palestra di allenamento e formazione continua. Il tutto in continuità. Anche io nel mio lavoro, per la mia formazione utilizzo MobieTrain che è un’ibridazione dei diversi momenti formativi. Quello che facciamo ha influenza su ciò che siamo e viceversa. Per me questa attività è una ricarica di energia così forte che me la ritrovo in ufficio”.
La manager torna spesso in Puglia. “Nelle vacanze c’è sempre una tappa a casa, almeno una settimana”. Il 14 luglio scorso Francesca Dellisanti si è sposata. “Quest’anno sono stata in Grecia, a Santorini, dopo il matrimonio, l’isola dell’amore”. Si allena in palestra almeno una volta alla settimana “altrimenti mi blocco con la cervicale”. Ama fare tante passeggiate con le amiche, “invece dello spritz camminiamo al parco di City Life”.
Appassionata di serie tv, Succession, Trono di spade. E stare con gli amici “che vita è sennò?”. L’ultimo libro che ha letto è ambientato a Procida, ‘Tutto sarà perfetto’, di Lorenzo Marone. “Bello. Ogni giorno c’è da imparare qualcosa di nuovo”.
Scelte professionali e obiettivi esistenziali per la manager. “Quale impatto voglio avere nel mondo è la domanda che mi pongo tutti i giorni. Come le mie aziende possono avere un riscontro positivo sulle persone e nella società. Non stiamo attraversando un periodo facile, l’inverno sarà ancora più complicato, ma la convinzione che sto facendo del bene mi dà la forza di andare avanti sulla strada che ho scelto. Poter includere nelle dinamiche produttive e sociali quell’80 per cento di persone di cui parlavamo all’inizio. Dal nostro osservatorio vediamo che quando le persone interagiscono con il contenuto, e hanno voglia di fare, incidono direttamente sulla loro performance aziendale e quindi lavorativa e possono sviluppare cultura e competenze. Il mondo che stiamo costruendo dipende molto dalla volontà di ognuno di crescere. A casa mia c’è la stanza in più per un figlio, se verrà”.