✕

Asili, affitti, trasporti. Quando i rincari inseguono l’inflazione

(ansa)
Con le indicizzazioni automatiche di prezzi e tariffe arriva una nuova stangata
2 minuti di lettura

ROMA - A Como gli aumenti delle rette degli asili nido decisi dalla giunta comunale sfiorano l'8%. Nella stessa provincia, a Erba, a crescere nella stessa misura, tra le proteste, sono invece le tariffe delle mense scolastiche, dagli asili alle medie. Anche ad Arezzo i pasti delle mense scolastiche da quest'anno arriveranno a costare fino a 18 centesimi in più dell'anno scorso per la fascia di reddito più alto.

Sta succedendo in tutta Italia, da Nord a Sud, e non si tratta di aumenti decisi a tavolino, ma di adeguamenti automatici all'inflazione, stabiliti dalle norme regionali, provinciali, comunali, e che adesso, con la corsa dei prezzi, sono scattati, colpendo le stesse fasce di consumatori già in difficoltà per i rincari delle bollette e dei beni di prima necessità.

Aumenti inevitabili, spiegano gli amministratori locali: i contratti dei servizi pubblici ancorano le tariffe all'inflazione, in particolare all'indice Ista…

ROMA - A Como gli aumenti delle rette degli asili nido decisi dalla giunta comunale sfiorano l'8%. Nella stessa provincia, a Erba, a crescere nella stessa misura, tra le proteste, sono invece le tariffe delle mense scolastiche, dagli asili alle medie. Anche ad Arezzo i pasti delle mense scolastiche da quest'anno arriveranno a costare fino a 18 centesimi in più dell'anno scorso per la fascia di reddito più alto.

Sta succedendo in tutta Italia, da Nord a Sud, e non si tratta di aumenti decisi a tavolino, ma di adeguamenti automatici all'inflazione, stabiliti dalle norme regionali, provinciali, comunali, e che adesso, con la corsa dei prezzi, sono scattati, colpendo le stesse fasce di consumatori già in difficoltà per i rincari delle bollette e dei beni di prima necessità.

Aumenti inevitabili, spiegano gli amministratori locali: i contratti dei servizi pubblici ancorano le tariffe all'inflazione, in particolare all'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI). E anche se gli aumenti arrivano dopo anni di tariffe invariate, adesso si tratta dell'ennesima stangata: a Torino il prezzo del biglietto integrato metropolitano è passato da 2,70 a 3,50 euro, a Napoli la corsa semplice urbana è passata da 1,1 a 1,2 euro, la Regione Marche ha previsto aumenti fino al 15%. Aumenti anche per i treni: per Trenord l'adeguamento fissato dalla delibera regionale è del 3,82%.

L'indice FOI è il parametro scelto dalla legge per mettere al riparo le pensioni e il trattamento di fine rapporto dall'erosione dovuta agli aumenti dei prezzi. Al FOI sono indicizzati anche alcuni titoli del debito pubblico, come il Btp Italia. Ma serve da riferimento anche per gli affitti (non la cedolare secca), che con l'ultimo aggiornamento degli indici subiranno un adeguamento annuale dell'8,1% per le rivalutazioni al 100% e del 6,075% per le rivalutazioni al 75%, valori che non si vedevano dal 1985, e per l'adeguamento periodico automatico degli assegni di mantenimento del coniuge separato o divorziato.

"Il FOI senza tabacchi - spiega Federico Polidoro, dirigente Istat del Servizio prezzi al consumo - ha sostituito come parametro il vecchio indice del costo della vita. A differenza dell'indice "intera collettività", fa riferimento esclusivamente alle spese delle famiglie che hanno come persona di riferimento operai o impiegati, e alle relative variazioni dei prezzi".

Oltre a pubblicare mensilmente l'aggiornamento degli indici, l'Istat aiuta a calcolare le variazioni sul sito "Rivaluta", che permette di calcolare le variazioni dovute all'inflazione, senza però rilasciare certificazioni ufficiali.

Con un'inflazione che ad agosto ha superato l'8%, gli adeguamenti sono ormai sempre più frequenti. E per i lavoratori, protestano da mesi i sindacati, non ci sono adeguamenti che possano compensare le perdite di potere d'acquisto subite dai salari: il parametro stabilito per legge per i contratti collettivi, l'IPCA, risulta ampiamente inferiore all'inflazione reale. Nel 2021, per esempio, si è fermato allo 0,8% contro un aumento medio dell'1,9%.