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Stop alla delega fiscale: "Dalla destra uno schiaffo a contribuenti e imprese"

Il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani: "Intanto Forza Italia e Lega continuano a fare promesse impossibili agli italiani"
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ROMA - "Uno schiaffo ai contribuenti italiani da parte di Lega e Forza Italia". Il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, è netto sullo stop alla riforma del fisco ufficializzato ieri in Senato. "L'hanno avversata da sempre perché dentro c'era il catasto".

Senatore, ieri Palazzo Madama ha affossato la delega fiscale. Buttati all'aria due anni di lavoro. Uno schiaffo a Draghi?
"Uno schiaffo ai contribuenti italiani, che da anni attendono un fisco più moderno e più giusto. La destra ha deciso che dovranno aspettare ancora. Nel frattempo, continua a praticare in campagna elettorale uno sport in cui eccelle: promettere tagli di tasse mirabolanti destinate immancabilmente a rimanere sulla carta".

Perché non si è riusciti a chiudere il cerchio, dopo l'approvazione alla Camera?
"Perché Lega e Forza Italia non volevano le norme sul catasto. Norme che hanno sempre avversato p…

ROMA - "Uno schiaffo ai contribuenti italiani da parte di Lega e Forza Italia". Il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, è netto sullo stop alla riforma del fisco ufficializzato ieri in Senato. "L'hanno avversata da sempre perché dentro c'era il catasto".

Senatore, ieri Palazzo Madama ha affossato la delega fiscale. Buttati all'aria due anni di lavoro. Uno schiaffo a Draghi?
"Uno schiaffo ai contribuenti italiani, che da anni attendono un fisco più moderno e più giusto. La destra ha deciso che dovranno aspettare ancora. Nel frattempo, continua a praticare in campagna elettorale uno sport in cui eccelle: promettere tagli di tasse mirabolanti destinate immancabilmente a rimanere sulla carta".

Perché non si è riusciti a chiudere il cerchio, dopo l'approvazione alla Camera?
"Perché Lega e Forza Italia non volevano le norme sul catasto. Norme che hanno sempre avversato pur sapendo che non avrebbero prodotto effetti fiscali se non il maggior gettito derivante dall'emersione degli immobili fantasma".

Il catasto era solo un pretesto, secondo lei? Dentro la delega c'era anche l'estensione della flat tax cara alla Lega e il cashback sponsorizzato da M5S.
"La flat tax di cui stanno parlando Salvini, Berlusconi e Meloni era esclusa dalla delega fiscale. Anzi, su proposta del Pd il taglio delle aliquote Irpef nella delega era prioritariamente destinato ai redditi bassi e medi. C'era invece la proposta di trasformare parte delle detrazioni fiscali in erogazioni dirette ai contribuenti attraverso un meccanismo simile al cashback. Un'idea interessante, che permetterebbe di aiutare anche gli incapienti. La condividiamo e la riproponiamo nel programma elettorale del Pd".

Il Pnrr è compromesso, anche se quella del fisco non è una riforma vincolante ai fini dei fondi europei?
"Il Pnrr no. Ma sono andati persi due anni di lavoro e l'opportunità di approvare e attuare una riforma che conteneva proposte importanti, dalla revisione dell'Irpef al superamento dell'Irap, dal Codice tributario unico fino alla riorganizzazione delle imposte indirette in funzione della transizione ecologica".

Cosa si può salvare nella prossima legislatura? Con l'assegno unico per i figli il testo è stato ripreso da un Parlamento all'altro. Succederà ancora?
"Noi vogliamo ripartire da dove il lavoro del Parlamento si è interrotto. Una riforma organica del sistema fiscale è indispensabile. Quella affossata dalla destra era frutto di un compromesso tra posizioni politiche molto distanti. Noi ne riprenderemo le parti più condivisibili, ma saremo più netti e incisivi nel rendere il sistema fiscale più equo, più semplice e maggiormente favorevole per chi lavora e fa impresa".