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Startup e innovazione, dagli incentivi agli investimenti al taglio del cuneo: il programma dei partiti

(afp)
Italian Tech Alliance passa in rassegna le proposte elettorali. "Molti spunti, ma gli operatori sono preoccupati perché non vedono interlocutori pronti a portare avanti l'agenda innovativa". Le priorità del sistema: fondi di fondi, libro bianco, coinvolgere casse previdenziali e assicurazioni
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"A sfogliare i programmi elettorali, le iniziative per l'ecosistema dell'innovazione non mancano certo. Sono temi sexy, non divisivi: non stupisce. Ma nella comunità c'è grande preoccupazione sulla reale intenzione di portare avanti queste istanze: gli operatori che ci scrivono sono preoccupati di non trovare, dal 26 settembre, interlocutori realmente disposti a dispiegare un'agenda realmente innovativa". Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance - l'associazione che riunisce l'ecosistema dagli investitori in Venture capital alle startup - spiega l'umore che serpeggia tra gli addetti ai lavori in vista del voto e delle tematiche care all'Italia spa innovativa.

L'Alleanza ha passato in rassegna i documenti dei partiti. Il voto arriva in un periodo di crescita dell'innovazione italiana, che sta proseguendo nonostante "i fisiologici timori dati dallo scenario macro incerto, dalle strette delle banc…

"A sfogliare i programmi elettorali, le iniziative per l'ecosistema dell'innovazione non mancano certo. Sono temi sexy, non divisivi: non stupisce. Ma nella comunità c'è grande preoccupazione sulla reale intenzione di portare avanti queste istanze: gli operatori che ci scrivono sono preoccupati di non trovare, dal 26 settembre, interlocutori realmente disposti a dispiegare un'agenda realmente innovativa". Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance - l'associazione che riunisce l'ecosistema dagli investitori in Venture capital alle startup - spiega l'umore che serpeggia tra gli addetti ai lavori in vista del voto e delle tematiche care all'Italia spa innovativa.

L'Alleanza ha passato in rassegna i documenti dei partiti. Il voto arriva in un periodo di crescita dell'innovazione italiana, che sta proseguendo nonostante "i fisiologici timori dati dallo scenario macro incerto, dalle strette delle banche centrali e dai problemi di aumenti dei costi". Il primo semestre del 2022 si è chiuso con investimenti di Vc per 996 milioni, il 30% in più del 2021. "L'anno chiuderà con un bilancio positivo, ma ancora una volta il nostro sistema è una frazione di quelli dei Paesi nostri competitor: siamo la terza economia Ue, decimi per ecosistema innovativo", ricorda Cerruti. Quanto alle ricette, il panorama è composito.

Verdi/Sinistra

Nel programma di Euroa Verde e Sinistra Italiana si rimarca il ruolo dell'innovazione tecnologica come occasione per migliorare la qualità della vita lavorativa, con un fondo per incentivare settimane di lavoro più brevi a parità di reddito. Una indicazione 'alta' è quella di un "governo sociale dell'innovazione" in relazione ai fondi del Pnrr, più in dettaglio si guarda al supporto degli investimenti in agricoltura ecologica e sostenibile della canapa. Attenzione, comune a molte forze, poi all'occupazione femminile.

Azione/Italia Viva

Più articolati, qui, gli interventi. Lo sviluppo degli Its è legato al diventare vivaio di talenti esperti in 5G, banda larga, cybersicurezza. Si unta a un fondo pubblico/privato per le tecnologie deep tech con riferimneto alle Dlt, le tecnologie distribuite delle blockchain, e all'intelligenza artificiale. Per facilitare la nascita di aziende innovative si propone una sandbox normativa eliminando le "gabelle" che accompagnano la nascita di una nuova impresa. Si rimarca il rilancio di Industria 4.0 e si strizza l'occhio agli investitori proponendo di eliminare del tutto la tassazione del capital gain sugli investimenti in startup e Vc. Il credito d'imposta per le imprese che investono in innovazione è alzato al 50%, si punta a potenziare la Space economy con un testo unico, a "posticipare e rateizzare" per tre anni gli adempimenti fiscali degli under 35 che lanciano un'impresa, a sostenere l'imprenditoria femminile e "creare una rete organica per il trasferimento tecnologico".

Coalizione Fi-Fdi-Lega-Noi Moderati

Le voci di massima sono: incentivi alle start-up tecnologiche, promozione di una filiera italiana per l'innovazione in agricoltura (con innalzamento dei massimali per gli aiuti de minimis), una regolamentazione ad hoc per cripto e token. Dal punto di vista finanziario, incentivi alle aziende italiane che comprano o investono in start-up, più risorse al Vc, innalzamento ad hoc delle garanzie del Fondo di garanzia al 90%, taglio del 50% del cuneo fiscale per le Pmi innovative che assumono laureati in modo stabile, defiscalizzazione delle plusvalenze delle persone fisiche che investono in start-up, obbligo per gli istituzionali (fondi pensione, assicurazioni) a dedicare lo 0,5% della raccolta agli investimenti in stratup (nel programma della Lega), istituzione di un Ministero dell'innovazione tecnologica.

M5S

Nel programma dei cinquestelle si legge di iniziative generali come la cancellazione definitiva dell'Irap per tutte le imprese, della sperimentazione di un orario di lavoro ridotto nei settori a più alta intensità tecnologica (a fronte di esoneri e crediti d'imposta), del rafforzamento delle garanzie statali delle Pmi, di sburocratizzazione e incentivi all'imprenditoria giovanle e di definire un piano industriale su tecnologie strategiche come fintech, valute digitali, intelligenza artificiale, web3, semiconduttori e altri ambiti.

Pd-Più Europa

I dem propongono di favorire la "transizione 4.0" e in concreto di spingere sul rafforzamento degli strumenti di politica industriale regionale (Fondo "Cresci al Sud", Fondo nazionale Innovazione, rilancio delle Zes, protocolli con Cdp e Invitalia"). La leva fiscale scatterebbe con una detrazione del 50% dell'Irpef a tutte le start-up per le persone fisiche under 35. C'è poi il piano straordinario per l'occupazione femminile e un Fondo nazionale per il pluralismo, l'informazione di qualità e il contrasto alla disinformazione.

Più Europa propone una maggiore flessibilità nella formazione terziaria investendo sulla ricerca "aperta e ibrida" tra Università, centri di ricerca, incubatori e imprese: il relativo finanziamento pubblico è da portare dallo 0,5 all'1,5% del Pil. Si chiede di appoggiare gli investimenti in transizione verde e digitale.

Le priorità di Italian Tech Alliance

A fronte di queste linee-guida, Italian Tech Alliance indica una serie di priorità. Cerruti ne sceglie tre. "La prima che suggeriamo è promuovere fondi di fondi pubblico-privati per ottenere un effetto moltiplicatore degli investimenti nel sistema. I gestori dovrebbero esser esperti del sistema, impegnati a incrementare le risorse loro affidate. All'estero siamo considerati un 'mercato emergente' dell'innovazione: la domanda che giriamo alla politica è se ci sia contezza, tra coloro che si candidano ad esser classe dirigente, che il sistema dell'innovazione è trainante per l'economia e non più un pugno di ragazzi che fa progetti in garage".

Il secondo intervento richiesto "è un libro bianco che riunisca, riorganizzi e in alcuni casi aggiorni le norme varate nel decennio dal 2012 ad oggi. Lo StartAct era una idea in questo senso, alla fine rimasta sospesa nel vuoto". Classico esempio del gap tra intenzioni - apparentemente bipartisan - e risultati concreti. Come nel caso dell'abolizione del "Professor's privilege" per attribuire i brevetti ad Atenei ed Enti di ricerca: "Stabilita per decreto, già da maggio, mai attuata".

Da ultimo, Cerruti spiega che è "fondamentale attrarre casse e fondi in questo sistema: enti previdenziali, fondi assicurativi. Quando decidono dove mettere i loro soldi, devono pensare seriamente alle startup".