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La manovra che sarà: i soldi per le promesse del centrodestra non ci sono. Ecco i numeri

Il ministro dell'Economia Daniele Franco è al lavoro sulla Nadef 

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La frenata del Pil sotto l'1% nel 2023 non permetterà di finanziare subito misure bandiera come flat tax e Quota 41. Risorse solo per le bollette
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ROMA - Conti in ordine e migliori del previsto, considerando il contesto di guerra e la crisi del gas. Il passaggio della campanella "economica" tra il premier Draghi e il successore a Palazzo Chigi sarà all'insegna della buona tenuta dei saldi di bilancio. Ma gli spazi finanziari, non solo i tempi ristrettissimi, per una manovra piena di "sogni elettorali" - dalla flat tax all'abolizione della legge Fornero, restando nel centrodestra - non ci sono. A meno di far saltare il Paese.

L'Italia dovrebbe reggere nel 2023, dopo un 2022 più positivo del previsto, come ha certificato l'Istat ieri rivendendo all'insù di un decimo il Pil a +6,7%, arrivato come rimbalzo al -9% del 2020. La tenuta del sistema Italia sarà fotografata dalla Nadef - la Nota di aggiornamento al Def - che il governo uscente Draghi invierà al Parlamento il 27 settembre, data canonica, ma solo nella parte "tendenziale", non "progra…

ROMA - Conti in ordine e migliori del previsto, considerando il contesto di guerra e la crisi del gas. Il passaggio della campanella "economica" tra il premier Draghi e il successore a Palazzo Chigi sarà all'insegna della buona tenuta dei saldi di bilancio. Ma gli spazi finanziari, non solo i tempi ristrettissimi, per una manovra piena di "sogni elettorali" - dalla flat tax all'abolizione della legge Fornero, restando nel centrodestra - non ci sono. A meno di far saltare il Paese.

L'Italia dovrebbe reggere nel 2023, dopo un 2022 più positivo del previsto, come ha certificato l'Istat ieri rivendendo all'insù di un decimo il Pil a +6,7%, arrivato come rimbalzo al -9% del 2020. La tenuta del sistema Italia sarà fotografata dalla Nadef - la Nota di aggiornamento al Def - che il governo uscente Draghi invierà al Parlamento il 27 settembre, data canonica, ma solo nella parte "tendenziale", non "programmatica": stime aggiornate senza le politiche, lasciate al prossimo esecutivo.

E questo perché per la prima volta si vota a settembre, alla vigilia della sessione di bilancio. La stessa manovra per il 2023 slitterà dal 20 ottobre a novembre inoltrato. E potrà partire da stime ancora buone, quelle della Nadef di Draghi. Pil 2023 positivo, tra 0 e +1%, dal +2,4% previsto nel Def di primavera, e nonostante qualche gufo (Fitch scommette sul -0,7%). Anche il deficit, a sorpresa, non sarà molto distante dal 4,5% ipotizzato - forse 4,8% - in discesa costante dal picco Covid e dal 5,9% di quest'anno.

Il rallentamento dell'economia però è in agguato. L'Italia potrebbe attraversare una recessione tra la fine dell'anno e l'inizio del prossimo. E gli spazi fiscali per fare spesa "allegra" si sono ridotti all'osso. Chiunque arriverà al governo non potrà che impostare una legge di bilancio essenziale e posticipare di un anno le misure identitarie urlate in campagna elettorale. A meno di spingere lo spread alle stelle, rompere ogni dialogo con Bruxelles, perdere i soldi del Pnrr, riportare l'Italia tra i malati d'Europa.

I conti sono buoni perché prima dell'impennata del gas l'economia italiana stava spingendo moltissimo. Ma il caro energia, l'accelerazione del conflitto in Ucraina, la minaccia di stop totale del gas russo e una possibile nuova ondata di Covid sono le variabili "esogene" che possono rimettere tutto in discussione. Per ora "l'inflazione sale più rapidamente di quanto rallenta la crescita e gonfia le entrate dello Stato", osserva Stefano Fantacone, direttore di Cer. Ecco perché il governo Draghi ha potuto "redistribuire" 66 miliardi di extra entrate tributarie in diversi decreti Aiuti. Non tutto però è stato speso.

Sarà possibile per il nuovo governo intervenire ancora con un altro decreto per le bollette di famiglie e imprese: ogni mese "costa" 4,7 miliardi e ci sono le entrate dell'ultimo trimestre dell'anno da usare. Ma poi? La legge di bilancio dovrebbe essere asciutta, non solo per essere approvata in fretta, evitando l'esercizio provvisorio di gennaio. Ma anche per non far lievitare il deficit tenuto sotto il 5% proprio grazie all'inflazione che però gonfia anche alcune spese come quelle per gli interessi sul debito e per le pensioni da rivalutare.

"La legge di bilancio del nuovo governo non potrà muovere granché, solo garantire la sicurezza dei conti per il 2023", osserva Fantacone. Così anche Fedele De Novellis, economista di Ref: "Se il centrodestra vuole ridiscutere con la Commissione Ue il Pnrr per adeguarlo alle nuove esigenze, difficile che possa farlo presentandosi con una manovra che contiene la flat tax e Quota 41. I conti sono buoni, ma il Pil 2023 sarà allo zero virgola e gli spazi garantiti dall'inflazione come moltiplicatore di entrate non ci sono più".