Caro energia, pensioni, fisco e aiuti alle imprese: i dossier sul tavolo del nuovo governo
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Ci sarà poco tempo per festeggiare. Sul tavolo del prossimo capo del governo la lista dei dossier urgenti da gestire è lunga e i tempi sono già strettissimi. La priorità numero uno per il nuovo governo è affrontare l'emergenza energia e il conseguente caro bollette. Il governo Draghi da questo punto di vista in eredità le misure già approvate con l'ultimo decreto aiuti Ter, a partire dal bonus sociale per le bollette ampliato ai nuclei con Isee fino 15 euro ed esteso anche per tutto il quarto trimestre. Anche lo sconto sulle accise, che ha contribuito ad alleviare i rincari alle pompe di carburante, è stato esteso fino al 31 ottobre. Nuove misure però serviranno soprattutto dal lato delle imprese, schiacciate dal rincaro dei prezzi dell'energia. Da discutere poi c'è il piano di riduzione dei consumi proposto in sede europea dalla Commissione e che richiederà uno sforzo da parte delle …
MILANO - Ci sarà poco tempo per festeggiare. Sul tavolo del prossimo capo del governo la lista dei dossier urgenti da gestire è lunga e i tempi sono già strettissimi. La priorità numero uno per il nuovo governo è affrontare l'emergenza energia e il conseguente caro bollette. Il governo Draghi da questo punto di vista in eredità le misure già approvate con l'ultimo decreto aiuti Ter, a partire dal bonus sociale per le bollette ampliato ai nuclei con Isee fino 15 euro ed esteso anche per tutto il quarto trimestre. Anche lo sconto sulle accise, che ha contribuito ad alleviare i rincari alle pompe di carburante, è stato esteso fino al 31 ottobre. Nuove misure però serviranno soprattutto dal lato delle imprese, schiacciate dal rincaro dei prezzi dell'energia. Da discutere poi c'è il piano di riduzione dei consumi proposto in sede europea dalla Commissione e che richiederà uno sforzo da parte delle famiglie italiane.
Di sicuro l'esecutivo si troverà a gestire tra le priorità le conseguenze più ampie della corsa dell'inflazione. Per arginare la perdita di potere di acquisto delle famiglie il governo uscente è intervenuto fino ad ora con dei contributi una tantum, prima da 200 e poi da 150 euro. Uno schema che il nuovo esecutivo potrebbe replicare per tamponare l'emergenza ma sul lungo periodo ci sarà da gestire il nodo del rinnovo dei contratti pubblici, con i sindacati che chiedono un intervento in questo senso per mitigare la corsa dei prezzi.
I nuovi interventi del governo potranno trovare spazio nella Legge di Bilancio che il nuovo esecutivo è chiamato ad approvare questo autunno. Anche in questo caso, la "griglia di partenza" sarà fornita dall'esecutivo uscente, con la nota di aggiornamento al Def che fotografa la situazione dei conti e i relativi margini di manovra. Per finanziare le nuove misure però il nuovo Parlamento dovrà però con fare ricorso a maggior deficit, chiedendo quindi un nuovo scostamento di bilancio. La portata di questa richiesta di nuovo indebitamento sarà un primo test per capire quanto il nuovo governo vorrà comportarsi in termini di disciplina dei conti.
E uno dei piatti forti della prossima Manovra potrebbe essere proprio il capitolo fiscale. Per una delle promesse principali della campagna elettorale del centrodestra, la flat tax, servirebbero risorse molto consistenti e difficilmente saranno disponibili già in autunno. Di sicuro il Parlamento dovrà riprendere in mano il cantiere della delega fiscale, affossato sul finale di legislatura dopo un lunghissimo e tortuoso passaggio palamentare.
Sul tavolo della prossima legge di Bilancio planerà sicuramente anche il capitolo pensioni. Con quota 102 in scadenza a fine anno, che consente di lasciare il labvoro con 64 anni di età e 38 di contributi, i sindacati chiedono nuovi meccanismi di flessibilità che scongiurino un ritorno tout court ai criteri della legge Fornero, quindi con l'accesso alla pensione solo 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il nuovo governo è poi chiamato a gestire l'eredità del dossier Ita, con il Mef che ha optato per l'offerta di Certares in partnership commerciale con Delta ed Air France-Klm, per la trattativa esclusiva con il closing dell'operazione atteso a fine anno.