Il Pil rallenta al +0,6% nel 2023 dal +3,3 di quest'anno. Il governo Draghi approva la Nadef
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - L'Italia torna a crescere allo zero virgola: +0,6%. Ed è quasi una fortuna, perché alcune previsioni (Fitch e Moody's) per il 2023 sono addirittura negative, dopo il +6,6% del 2021 e il +3,3% del 2022 (livello rivisto al rialzo proprio oggi dal +3,1% precedente). Recuperato il livello pre-Covid, il Pil italiano del prossimo anno cadrà dunque di quasi due punti rispetto a quanto immaginato solo pochi mesi fa nel Def (+2,4%), il Documento di economia e finanza. Ma resta positivo, nonostante guerra, inflazione, bollette. Lo scrive nero su bianco il governo uscente Draghi nella Nadef - la Nota di aggiornamento al Def - approvata oggi in Consiglio dei ministri.
Nadef solo tendenziale
Una Nadef par…
ROMA - L'Italia torna a crescere allo zero virgola: +0,6%. Ed è quasi una fortuna, perché alcune previsioni (Fitch e Moody's) per il 2023 sono addirittura negative, dopo il +6,6% del 2021 e il +3,3% del 2022 (livello rivisto al rialzo proprio oggi dal +3,1% precedente). Recuperato il livello pre-Covid, il Pil italiano del prossimo anno cadrà dunque di quasi due punti rispetto a quanto immaginato solo pochi mesi fa nel Def (+2,4%), il Documento di economia e finanza. Ma resta positivo, nonostante guerra, inflazione, bollette. Lo scrive nero su bianco il governo uscente Draghi nella Nadef - la Nota di aggiornamento al Def - approvata oggi in Consiglio dei ministri.
Nadef solo tendenziale
Una Nadef particolare, per la prima volta nella storia repubblicana d'Italia senza la tabella "programmatica" delle principali variabili macroeconomiche. Ma solo la fotografia "tendenziale" di quelle variabili, ovvero cosa succederà all'economia a politiche invariate, senza immaginare interventi di spesa, risparmi, investimenti lasciati dal governo Draghi ai nuovi inquilini di Palazzo Chigi. È chiaro però che la cornice tracciata nella Nadef condizionerà l'azione del nuovo esecutivo, a partire dall'impostazione della legge di bilancio per il 2023, da presentare a Bruxelles entro novembre, dal 15 ottobre canonico, come deroga post-elettorale concessa dalla Commissione Ue ai vincitori delle elezioni del 25 settembre.
Deficit e debito ancora in discesa
Tra i numeri più importanti della Nadef, spiccano quelli su debito e deficit. Il governo Draghi consegna al centrodestra un sentiero discendente di entrambe le percentuali, gonfiate a dismisura durante il Covid. Il rapporto tra deficit e Pil si abbassa ancora, anche rispetto alle stime di primavera. E questo perché già quest'anno è andato meglio del previsto: dal 5,6% al 5,1%.
Ecco che il prossimo anno - secondo il governo Draghi - si scenderà al 3,4%. Un buon risultato se si guarda al 7,2% del 2021 e al 9,5% del 2020. Il limite stabilito dal trattato di Maastricht è al 3%. Anche il debito pubblico - vero, storico macigno italiano - dopo il picco del 155% nel 2020 continua la sua lenta discesa: dal 150,3% dell'anno scorso al 145% di quest'anno (rivisto al ribasso dal 147%), per finire al 140% nel 2023.
L'inflazione comincerà a sgonfiarsi entro dicembre
L'inflazione inizierà a scendere entro fine anno, dice ancora la Nadef. E dal 6,6% di quest'anno si passa al 4,5% nel prossimo. E questa è una buona notizia per lavoratori, pensionati, consumatori e imprese. "L'aggiornamento della previsione evidenzia anche un rialzo del sentiero dell'inflazione e della crescita salariale", si legge nel testo. "Si continua comunque a prevedere che il tasso di inflazione cominci a scendere entro la fine di quest'anno". L'inflazione è uno dei motivi per cui il deficit si è rialzato perché comporta una spesa maggiore per rivalutare le pensioni e per pagare gli interessi sul debito pubblico.