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Ursula von der Leyen: “Un tetto al prezzo del petrolio”. Nuove sanzioni Ue alla Russia

(reuters)
Dopo le ultime minacce di Putin, l'Unione europea vara l'ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Nelle misure arriva anche il tetto al prezzo del petrolio
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ROMA - Dopo le ultime minacce della Russia, la Ue vara l'ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca. E nelle misure arriva anche il tetto al prezzo del petrolio. Provvedimento già concordato dal G7. Ma come sta accadendo ormai sistematicamente da mesi, l'Ungheria rappresenta un punto interrogativo. In contemporanea con l'annuncio della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il premier di Budapest, Viktor Orbán, convoca un referendum proprio sulle sanzioni. Non esattamente un'approvazione della linea seguita dall'Unione europea.

 

"La Russia - avverte Von der Leyen - deve pagare per questa ulteriore escalation". Soprattutto i 27 "non accetteranno mai" l'esito dei "falsi" referendum nel Donbass. Nelle sanzioni, comunque, adesso rientrano anche altri prodotti (soprattutto tecnologici) che dovrebbero tagliare altri 7 miliardi di euro di entrate in Russia. Verranno colpiti tutti coloro che aggirano…

ROMA - Dopo le ultime minacce della Russia, la Ue vara l'ottavo pacchetto di sanzioni contro Mosca. E nelle misure arriva anche il tetto al prezzo del petrolio. Provvedimento già concordato dal G7. Ma come sta accadendo ormai sistematicamente da mesi, l'Ungheria rappresenta un punto interrogativo. In contemporanea con l'annuncio della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il premier di Budapest, Viktor Orbán, convoca un referendum proprio sulle sanzioni. Non esattamente un'approvazione della linea seguita dall'Unione europea.

 

"La Russia - avverte Von der Leyen - deve pagare per questa ulteriore escalation". Soprattutto i 27 "non accetteranno mai" l'esito dei "falsi" referendum nel Donbass. Nelle sanzioni, comunque, adesso rientrano anche altri prodotti (soprattutto tecnologici) che dovrebbero tagliare altri 7 miliardi di euro di entrate in Russia. Verranno colpiti tutti coloro che aggirano le sanzioni e sarà vietato ai cittadini dell'Unione europea di far parte dei board di aziende nazionali russe.

Secondo Paolo Gentiloni, commissario agli Affari economici, "il limite al prezzo delle esportazioni petrolifere russe concordato in linea di principio a livello del G7 eserciterà una pressione al ribasso sui prezzi globali dell'energia e ridurrà la capacità del Cremlino di finanziare la sua guerra". In effetti l'obiettivo dell'esecutivo europeo è quello di calmierare i prezzi del greggio. Sebbene non sia ancora chiaro quando il "tetto" sarà operativo. Nei documenti si parla infatti di "base legale" per introdurre il "price cap". Va tenuto presente, inoltre, che l'Europa bandirà dal prossimo 5 dicembre tutto l'"oro nero" importato dalla Russia via mare, che rappresenta il 90 per cento del totale.

L'aspetto più importante, però, riguarda l'impatto sull'economia del Cremlino. Nel caso specifico, inoltre, il "tetto" riguarderà anche i paesi terzi. Ossia anche nazioni extra-Ue verranno messe in condizione di non acquistare petrolio con un prezzo superiore. Come ? Alle compagnie di navigazione e a quelle assicurative sarà vietato trasportare o assicurare il petrolio russo, se il prezzo a cui viene venduto è superiore a un certo limite. Naturalmente questo divieto riguarderà le società europee, ma vuol dire bloccare il trasporto petrolifero almeno in tutto il Mediterraneo.

 

"Le sanzioni - insiste Gentiloni - stanno costantemente divorando l'economia russa, che è destinata a ridursi notevolmente sia quest'anno che il prossimo". Tradotto in cifre: 3 mila brand hanno sospeso gli affari, 500 società straniere sono state liquidate tagliando 125 mila posti di lavoro. Le importazioni della Russia dall'Ue sono diminuite di circa il 50%. Le vendite delle auto sono crollate di oltre il 70%. Le esportazioni del gas in Europa sono passate dal 40 al 9 per cento del totale. Cifre che rassicurano Bruxelles sull'efficacia dei provvedimenti. "La nostra strategia sta funzionando - ha ripetuto l'Alto Rappresentante Josep Borrell -, le nostre sanzioni stanno avendo un effetto persuasivo. Devono essere mantenute nel tempo e bisogna assicurarsi che non vengano aggirate".

 

Su tutti i pacchetti, però, pende la spada di Damocle dell'Ungheria. "Il premier Viktor Orbán - dice il suo portavoce Zoltan Kovacs - annuncia una consultazione nazionale sulle sanzioni energetiche contro la Russia. Solo unendo le forze possiamo porre fine all'aumento dei prezzi dell'energia", conclude, alludendo alla necessità di ottenere un mandato dal popolo ungherese.