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Intel, partita aperta sul maxi investimento in Italia: il Piemonte ancora in corsa nel derby con il Veneto per ospitare lo stabilimento

(reuters)
Dal ministero dell'Innovazione prudenza sulla collocazione del sito produttivo dopo che recenti indiscrezioni avevano data per vincente la soluzione a Vigasio, nei pressi di Verona: "Situazione invariata, nessuna scelta fatta".  E all'inizio di dicembre il colosso Usa dovrebbe prendere una decisione finale
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L’ultima riunione è datata ieri. E ha visto intorno ad un tavolo i tecnici del ministero all’Innovazione guidato da Vittorio Colao, i funzionari del Piemonte e del Veneto e i dirigenti di Intel, la multinazionale che vuole aprire nuovi impianti in Europa per la produzione di chip nel vecchio continente. Obiettivo della riunione? Portare altri elementi utili per la decisione definitiva che deve prendere la società statunitense rispetto ad un investimento da 4,5 miliardi.i Ma Intel non ha già scelto il Veneto? E non solo l’azienda, anche il governo Draghi avrebbe puntato gli occhi sul sito inserito nel dossier proposto dalla Regione guidata dal leghista Luca Zaia. Non sarebbe cosi secondo il dicastero di Colao e secondo la Regione Piemonte presieduta da Alberto Cirio. Il sito individuato nel Nord-Est sarebbe a Vigasio, hinterland di Verona, a due passi dallo svincolo dell’autostrada che attraverso il Brennero porterebbe in poche ore i tir ver…

L’ultima riunione è datata ieri. E ha visto intorno ad un tavolo i tecnici del ministero all’Innovazione guidato da Vittorio Colao, i funzionari del Piemonte e del Veneto e i dirigenti di Intel, la multinazionale che vuole aprire nuovi impianti in Europa per la produzione di chip nel vecchio continente. Obiettivo della riunione? Portare altri elementi utili per la decisione definitiva che deve prendere la società statunitense rispetto ad un investimento da 4,5 miliardi.i Ma Intel non ha già scelto il Veneto? E non solo l’azienda, anche il governo Draghi avrebbe puntato gli occhi sul sito inserito nel dossier proposto dalla Regione guidata dal leghista Luca Zaia. Non sarebbe cosi secondo il dicastero di Colao e secondo la Regione Piemonte presieduta da Alberto Cirio. Il sito individuato nel Nord-Est sarebbe a Vigasio, hinterland di Verona, a due passi dallo svincolo dell’autostrada che attraverso il Brennero porterebbe in poche ore i tir verso i due stabilimenti principali che si troverebbe a Magdeburgo, in Germania. Questo almeno secondo l’agenzia Reuters che domenica, nel giorno delle elezioni politiche, ha lanciato la notizia della scelta fatta sul Veneto da parte dell’esecutivo e del gruppo americano che nel prossimo decennio vuole realizzare impianti in Europa per un valore di 80 miliardi di dollari. Ma il ministero guidato da Colao dice che “non abbiamo evidenze rispetto alla scelta, nessuna evidenza, per noi la situazione è invariata rispetto a mesi fa”. E secondo la Regione Piemonte il fatto che si prosegua nell’analisi degli elementi e che vengano richieste nuove informazioni sui siti ipotizzati è la concreta dimostrazione che non ci sia stata ancora nessuna decisione. “Ho sentito direttamente Colao e non solo – dice il governatore - tutti mi hanno confermato che non ci sono stati passi avanti e non sono state fatte scelte”, dice Cirio. Se si cercano altre informazioni Cirio diventa un muro: “Non posso aggiungere nulla, questione di riservatezza”. Il Piemonte sarebbe ancora in partita, però. 

Intel investirà in Italia circa 4,5 miliardi di euro. Cifra che potrebbe poi aumentare. Lo stabilimento creerà 1500 posti di lavoro e altri 3.500 nell’indotto. La previsione è di realizzare uno dei siti di back-end, di confezionamento finale dei microcircuiti con nuove tecnologie. Il Piemonte si era fatto avanti con diversi posti, tra cui una parte dello stabilimento auto di Mirafiori, ma Intel vuole spazi liberi. Per cui i vertici della Regione si sono orientati verso aree tra la provincia di Vercelli e Novara. In zona Cesarini, poi, è venuto fuori un nuovo comprensorio, tra Volpiano e Settimo Torinese, hinterland di Torino, che sarebbe più adatto: circa 300-350 mila metri quadri all’interno dei quali ci sono anche aree che appartengono (o che appartenevano) all’Eni e alla Pirelli: un vecchio stabilimento demolito, area ormai quasi tutta libera. Zona vicina al capoluogo, comoda rispetto agli svincoli autostradali in direzione Milano. Non solo. Nell’area c’è uno dei nomi del settore, la Spea, azienda che realizzare macchinari automatici per il collaudo di microchip per i maggiori produttori di elettronica e semiconduttori di tutto il mondo oltre che per big come Apple, Bosch e Marelli. Azienda che ha in programma importanti investimenti e ampliamenti. L’arrivo di Intel porterebbe così creare un distretto del chip completo. E in gioco per il Piemonte sarebbe rimasto solo questo pezzo di terra.

“Certo commenta qualcuno, il Veneto in linea d’aria è più vicino alla Germania, ma mi stupirebbe che la scelta si basasse solo su questo. Il sito proposto dal Piemonte rispetta tutti i requisiti richiesti”, dice chi conosce la questione. A meno che non ci siano ragioni politiche legate a compensazioni e assetti tra i diversi territori. Nel primi quindici giorni di settembre è stato firmato anche un accordo tra Stato italiano e Intel, una sorta di lettera di intenti, per mettere nero su bianco alcune questioni in vista del delicato passaggio elettorale di domenica scorsa e della formazione del nuovo governo. Un memorandum da lasciare in eredità al governo, probabilmente guidato da Meloni. Un agreement dove non è indicato solo il sito che si trova in provincia di Verona, ma pure quello del torinese. E quando dovrebbe avvenire la scelta? La nuova data fissata corrisponde al 1 dicembre con il nuovo governo insediato e nel pieno dei suoi poteri. A fine anno Intel deciderà tra le due opzioni in campo, sentendo anche gli umori del nuovo esecutivo, visto che, tra finanziamenti nazionali e fonti europee, Roma dovrebbe mettere sul piatto una compartecipazione all’investimento che arriverà fino ad un 40% del totale negli anni.