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Dai soci Mediobanca le prime risposte su Banca Generali

Gian Maria Mossa (Banca Generali) 
Lunedi si riunirà il “patto” di Piazzetta Cuccia. Atteso anche il responso del mercato
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MILANO - Doppio banco di prova, domani, per il risiko dell’asset management, che vede di nuovo sotto i riflettori Generali e, a cascata, Banca Generali e Mediobanca. Dopo i rumors di venerdì scorso, che hanno fatto crescere in un giorno di quasi il 20% la banca guidata da Gian Maria Mossa e controllata al 50,1% dall’assicurazione triestina, si vedrà se il mercato continua a scommettere sull’operazione che la porterebbe in pancia all’istituto milanese, a sua volta azionista di riferimento del Leone.

L’altro appuntamento sarà con gli azionisti del Patto di Consultazione di Mediobanca, che si riuniranno domani. Appuntamento fissato da mesi e di routine: il Patto - titolare di un pacchetto pari al 10,9% - si riunisce due volte l’anno, in prossimità della semestrale e dell’assemblea di bilancio (il prossimo 28 ottobre). L’ordine del giorno è tutto sui conti, ma è chiaro che la vicenda non passer&agra…

MILANO - Doppio banco di prova, domani, per il risiko dell’asset management, che vede di nuovo sotto i riflettori Generali e, a cascata, Banca Generali e Mediobanca. Dopo i rumors di venerdì scorso, che hanno fatto crescere in un giorno di quasi il 20% la banca guidata da Gian Maria Mossa e controllata al 50,1% dall’assicurazione triestina, si vedrà se il mercato continua a scommettere sull’operazione che la porterebbe in pancia all’istituto milanese, a sua volta azionista di riferimento del Leone.

L’altro appuntamento sarà con gli azionisti del Patto di Consultazione di Mediobanca, che si riuniranno domani. Appuntamento fissato da mesi e di routine: il Patto - titolare di un pacchetto pari al 10,9% - si riunisce due volte l’anno, in prossimità della semestrale e dell’assemblea di bilancio (il prossimo 28 ottobre). L’ordine del giorno è tutto sui conti, ma è chiaro che la vicenda non passerà sotto silenzio. Mediobanca ha detto che «non ci sono colloqui in corso», ma le domande all’ad Alberto Nagel non mancheranno.

Rispetto a due anni fa, quando l’operazione si arenò per la ferma opposizione di Del Vecchio e Caltagirone dentro Generali, c’è un elemento in più: l’interesse - secondo i rumors - del Leone di Trieste per la compagnia di asset management Usa Guggenheim, specializzata nel reddito fisso. Generali ha specificato che si guarda intorno ma al momento «non è stata presa alcuna decisione».

Le voci dicono che il dossier non è in fase avanzata, ma l’interesse c’è (anche se il caro-dollaro può costituire un problema). La vendita di Banca Generali potrebbe servire a far cassa e, vista dalla parte di Nagel, continua ad avere una valenza industriale perché Piazzetta Cuccia vuole crescere nell’asset management. In Italia, ci sono solo tre gruppi che consentirebbero il salto dimensionale: Banca Generali, Mediolanum e Fineco. Il punto è capire se ce ne è almeno una in vendita e a che prezzo.

Doppio scoglio, concentrandosi su Banca Generali. Il primo riguarda gli azionisti del Leone diversi da Mediobanca: la Delfin fondata da Del Vecchio, il gruppo Caltagirone e i Benetton. I primi due a suo tempo furono ferocemente contrari; non è detto che abbiano cambiato idea. L’altro è il prezzo. Nel settembre 2020 l’ipotesi era che Mediobanca pagasse un po’ in contanti, un po’ in azioni Generali (ne ha per il 12,77% del capitale) e un po’ con azioni proprie. Ma oggi è tutta un’altra storia.