Energia, dall'Ue pressing sulla Germania. Gentiloni e Breton: "Come in pandemia, serve fondo comune per finanziare la crisi"
MILANO - La risposta dei Paesi Ue alla crisi energetica dev'essere il più possibile unitaria per evitare frammentazioni tra gli stati. È il giudizio espresso dal commissario agli affari economici Paolo Gentiloni, a proposito del maxi piano di aiuti da 200 miliardi annunciato dalla Germania. "La reazione degli Stati membri è di per sé pienamente giustificata, allo stesso tempo dobbiamo preservare il nostro mercato unico evitando la frammentazione e rafforzando gli strumenti per la solidarietà", ha detto Gentiloni, al suo arrivo all'Eurogruppo a Lussemburgo. "La solidarietà non è solo sulle spalle tedesche, è qualcosa che dobbiamo fornire a livello di Ue - ha evidenziato -. Abbiamo ottimi esempi" su come sia stata messa in atto "nella crisi precedente".
Gentiloni è stato protagonista di una iniziativa che li ha portati a scrivere una lettera assieme a Thierry Breton, Commissario per il mercato interno pubblicata su alcuni quotidiani europei (in Italia sul Corriere della Sera): i due scrivono che bisogna "ispirarsi a 'Sure' per aiutare gli europei e gli ecosistemi industriali nell'attuale crisi potrebbe essere una delle soluzioni a breve termine che apre la strada a un primo passo verso la fornitura di 'beni pubblici europei' nei settori dell'energia e della sicurezza, che è l'unico modo per dare una risposta sistemica alla crisi. Per superare le falle causate dai diversi margini di manovra dei bilanci nazionali, dobbiamo pensare a strumenti mutualizzati a livello Ue", hanno sottolineato.
Dello stesso avviso anche il vice presidente Valdis Dombrovskis. "Gli aiuti messi in campo dai governi contro il caro energia devono essere "temporanei e mirati", ha detto rispondendo a una domanda sull'eventualità che pacchetti di aiuti come quello da 200 miliardi di euro della Germania non rischino di allargare il divario tra i Paesi con più spazio fiscale e gli altri. "Discuteremo del tipo di supporto che i diversi Stati membri stanno fornendo ad aziende e famiglie, il consiglio è di procedere in modo temporaneo e mirato, affinché" gli aiuti "non diventino un onere permanente per le finanze pubbliche, e coordinato".
Berlino: "Piano proporzionato a nostra economia"
Da parte sua, il governo tedesco difende il proprio intervento. Il piano da 200 miliardi di aiuti varato dalla Germania "è proporzionato" alle dimensioni dell'economia tedesca, ha detto il ministro delle Finanze, Christian Lindner, al suo arrivo all'Eurogruppo, sottolineando che "lo scudo protettivo" vale "un massimo di 200 miliardi di euro per due anni, non solo per il 2023 ma anche per il 2024". "Non è nostra intenzione rafforzare la domanda o togliere completamente il peso sulle famiglie", si tratta di una misura per "proteggere la struttura della nostra economia", ha aggiunto.