Bollette, piano Meloni a 25 miliardi. Garanzie di Stato per i contratti
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Famiglie che bruciano le bollette in piazza. Ristoratori che le espongono in vetrina, per giustificare gli aumenti. Alberghi che minacciano la chiusura. Aziende con la produzione a singhiozzo. La prima grana del nuovo governo a guida Meloni sarà mettere al riparo famiglie e imprese dallo tsunami invernale che spingerà molti sull'orlo della sopravvivenza. Le impennate di luce e gas sono state in parte calmierate dall'esecutivo Draghi, intervenuto con otto decreti per redistribuire 66 miliardi quest'anno. Altri 10 miliardi sono stati lasciati al governo entrante. Ma non basteranno. E soprattutto, scavallato dicembre, bisognerà capire se la morsa degli aumenti si placherà per effetto delle decisioni europee sul tetto al prezzo del gas. O se, in assenza, nel primo trimestre 2023 si rischia una valanga di crac e cassa integrazione.
ROMA - Famiglie che bruciano le bollette in piazza. Ristoratori che le espongono in vetrina, per giustificare gli aumenti. Alberghi che minacciano la chiusura. Aziende con la produzione a singhiozzo. La prima grana del nuovo governo a guida Meloni sarà mettere al riparo famiglie e imprese dallo tsunami invernale che spingerà molti sull'orlo della sopravvivenza. Le impennate di luce e gas sono state in parte calmierate dall'esecutivo Draghi, intervenuto con otto decreti per redistribuire 66 miliardi quest'anno. Altri 10 miliardi sono stati lasciati al governo entrante. Ma non basteranno. E soprattutto, scavallato dicembre, bisognerà capire se la morsa degli aumenti si placherà per effetto delle decisioni europee sul tetto al prezzo del gas. O se, in assenza, nel primo trimestre 2023 si rischia una valanga di crac e cassa integrazione.
Fermare la speculazione
Lo spettro dell'Italia che si ferma ed entra in recessione agita i sonni dei vincitori del 25 settembre. "La priorità è fermare la speculazione sul gas", continua a ripetere la leader di FdI Giorgia Meloni. L'ha fatto sabato all'assemblea di Coldiretti a Milano e ieri sui social: "Continuare all'infinito a compensare il costo delle bollette regalando soldi a chi si sta arricchendo sulle spalle di cittadini e imprese sarebbe un errore".
Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani è fiducioso sul tetto al prezzo: "Sono stati fatti passi avanti, nelle prossime 48 ore manderemo la nostra proposta, da condividere con altri Paesi. L'ipotesi è quella di indicizzare il prezzo del gas agganciandolo a Borse un po' più stabili del Ttf olandese". Ma per Cingolani la situazione in Italia è buona: "Non c'è un problema di quantità di gas, l'inverno è coperto".
Nell'immediato però, specie se a livello Ue non si troverà la quadra sul tetto al prezzo del gas, il nuovo governo dovrà battere un colpo. E lasciarsi un cuscinetto anche per dopo, qualora la situazione internazionale - dalla guerra agli approvvigionamenti - dovesse volgere al peggio. Così mentre ancora il nuovo Parlamento non si è insediato - lo farà il 13 ottobre e il primo provvedimento da convertire in legge sarà proprio il decreto Aiuti ter da 14 miliardi lasciato da Draghi - gli sherpa sono al lavoro.
Verso il decreto Aiuti quater
I consiglieri di Meloni sanno che sarà difficile caricare il decreto Aiuti ter di altre misure: scade il 23 novembre e non ci sarebbe tempo, tra elezione dei presidenti di Camera e Senato, incarico al premier designato, lista di ministri, giuramento al Quirinale. Ecco dunque l'idea di un nuovo decreto legge, il primo provvedimento del possibile governo Meloni. Un decreto, va detto, in assoluta continuità con gli ultimi tre dell'esecutivo Draghi. Molte misure saranno sovrapponibili. E non potrebbe essere altrimenti, visto anche il clima di assoluta cooperazione in questo momento di transizione tra governo uscente ed entrante.
Meloni può contare su un budget che va da 10 a 25 miliardi. Dieci lasciati in eredità da Draghi, grazie al minor deficit ufficializzato dal ministro dell'economia Daniele Franco nella Nadef. Altri 10 miliardi almeno dalle extra entrate tributarie degli ultimi quattro mesi dell'anno che stanno ancora tirando (soprattutto l'Iva per via dell'inflazione). E 5 miliardi dagli incassi dalla tassa sugli extraprofitti (1 miliardo già avanzato dal decreto Aiuti bis, versato dalle imprese delle rinnovabili).
Le possibili misure
A cosa serviranno? Almeno 4,7 miliardi per rinnovare il credito d'imposta per dicembre alle imprese energivore, già allargato da Draghi a bar, negozi e ristoranti. Tre miliardi per un bis del bonus da 150 euro a 20 milioni di lavoratori e pensionati, compresi precari e autonomi, con redditi fino a 20 mila euro annui. Due miliardi per lo sconto accise sui carburanti di 30,5 centesimi, fino a fine anno (dal 17 ottobre).
E poi allo studio del centrodestra - FdI in particolare - c'è la moratoria per famiglie e imprese sulle bollette non pagate: almeno sei mesi di non morosità e senza distacchi di luce e gas. E l'ombrello della garanzia Sace da allargare alle piccole imprese di fornitori di energia che rischiano il crac se le aziende sono insolventi. Si valuta poi l'ipotesi di alzare il tetto Isee per il bonus sociale in bolletta.
Se poi la situazione precipitasse, con un rincorrersi di aziende che chiudono, si dovrà inserire anche un nuovo ciclo di cassa integrazione senza ticket di accesso. Gratis come la Cig Covid.