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L'inflazione raffredda la corsa ai container. In crisi le rotte marine

(ansa)

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Per il World Container Index di Drewry, le tariffe di trasporto medie per un contenitore da 40 piedi, a settembre del 2021, avevano toccato quota 10.377 dollari. Oggi i prezzi sono scesi del 61% a 4.014,1 dollari. Roach, analista di Braemar: "Colpa soprattutto del rallentamento economico". Baumgartner, ad Fercam: "In pandemia prezzi dei noli malsani. Oggi stanno tornando su livelli adeguati"
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MILANO - L'inflazione rallenta i traffici marittimi internazionali e svuota le grandi navi "portacontainer". Riducendo, nello stesso tempo, i costi di trasporto via mare: un ulteriore segnale che l'economia sta tirando il freno. Per inquadrare il fenomeno, occorre partire dalla frenesia degli anni della pandemia, quando, per fare fronte a una domanda sempre maggiore di beni, il traffico mondiale si era intensificato al punto che gli spazi nei container si erano drasticamente ridotti e i costi di spedizione si erano impennati.

Secondo i dati del World Container Index di Drewry, le tariffe di trasporto medie per un contenitore da 40 piedi, a settembre del 2021, avevano toccato quota 10.377 dollari. Oggi, dopo 31 settimane di cali consecutivi, i prezzi sono scesi del 61% a 4.014,1 dollari, livello in ogni caso ancora sopra la media a cinque anni (3.714 dollari). In particolare, le tariffe medie sulla rotta da Shanghai a Genova sono crollate del 62% a 5.216 dollari…

MILANO - L'inflazione rallenta i traffici marittimi internazionali e svuota le grandi navi "portacontainer". Riducendo, nello stesso tempo, i costi di trasporto via mare: un ulteriore segnale che l'economia sta tirando il freno. Per inquadrare il fenomeno, occorre partire dalla frenesia degli anni della pandemia, quando, per fare fronte a una domanda sempre maggiore di beni, il traffico mondiale si era intensificato al punto che gli spazi nei container si erano drasticamente ridotti e i costi di spedizione si erano impennati.

Secondo i dati del World Container Index di Drewry, le tariffe di trasporto medie per un contenitore da 40 piedi, a settembre del 2021, avevano toccato quota 10.377 dollari. Oggi, dopo 31 settimane di cali consecutivi, i prezzi sono scesi del 61% a 4.014,1 dollari, livello in ogni caso ancora sopra la media a cinque anni (3.714 dollari). In particolare, le tariffe medie sulla rotta da Shanghai a Genova sono crollate del 62% a 5.216 dollari. "I prezzi di trasporto dei container - spiega Jonathan Roach, analista di Braemar, società di consulenza dell'industria marittima - si stanno ridimensionando dopo che gli effetti della pandemia li avevano spinti sui massimi. Sono diversi i fattori in gioco, ma il principale è rappresentato dall’economia globale, che attraversa una fase di incertezza e rallentamento".  

Risalgono ad appena un anno fa ma appaiono lontanissimi i tempi in cui colossi americani come Home Depot, Walmart e Coca-Cola cercavano di superare i problemi dei colli di bottiglia produttivi e degli ingorghi nei porti noleggiando navi per trasportare da soli la loro merce. Al contrario, oggi, man mano che passa la sbornia di quel periodo, sempre più società, da Walmart a Macy's passando per Nike, si trovano a fare i conti con l'accumulo di rimanenze di magazzino. "Il cliente finale - evidenzia Hannes Baumgartner, amministratore delegato dell'azienda di trasporti e logistica di Bolzano, Fercam - anche durante la pandemia aveva continuato a consumare, mentre le scorte erano state ridotte al punto da non riuscire più a soddisfare la domanda. Successivamente il mercato è tornato ad aumentare gli ordini, ma gli utenti finali dal 2022 hanno iniziato a ridurre i consumi". Così, stando a recenti dati del Wall Street Journal, per l'inizio di ottobre sono stati cancellati 61 viaggi di navi portacontainer dall'Asia verso gli Stati Uniti. Si tratta di un numero molto elevato rispetto al massimo di quattro cancellazioni settimanali registrate in tempi "normali", tenendo conto che proprio in questo periodo si tendono a costituire le scorte in vista della stagione di shopping natalizia. 

"Posto che per ora la caduta dei prezzi del trasporto marittimo non sembra riflettere una recessione globale - osserva Roach - a raffreddare la domanda di container per il 2023 è un'economia vista in rallentamento, a causa di un maggiore costo della vita e di prestiti più onerosi, specialmente nei Paesi più sviluppati". Insomma, ricopre un ruolo cruciale l'inflazione, che sta modificando i comportamenti di acquisto, orientando i consumi su certi beni a scapito di altri. Proprio nei giorni scorsi, il colosso danese dello shipping Maersk ha fatto sapere che, anche per far fronte a una minore domanda, rallenterà il passo dei suoi container, così da ridurre costi del carburante che si sono impennati negli ultimi mesi. 

"La pandemia - aggiunge l’analista di Braemar - aveva spinto le persone a mettere da parte i servizi per focalizzarsi sui prodotti di consumo, aumentando così la richiesta di trasporti marittimi. Dal 2022 è in corso un riposizionamento sui servizi che sta andando a rimuovere quella parte di domanda di container legata all'eccezionalità del momento". "Prima della pandemia - afferma Baumgartner - i noli erano troppo bassi, a un livello che oserei definire “malsano”. Nei tempi della pandemia sono aumentati a livelli altissimi e altrettanto “malsani”. Ora, a mio avviso, i noli stanno tornando a un livello adeguato, a beneficio dei nostri clienti importatori e nella speranza che l’economia registri uno sviluppo positivo".