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Petrolio, l'Opec+ propone un maxi taglio di 2 milioni di barili al giorno per sostenere i prezzi

Petrolio, l'Opec+ propone un maxi taglio di 2 milioni di barili al giorno per sostenere i prezzi
(reuters)
I produttori si muovono in modo energico per sostenere le quotazioni. Rischiando di spingere ultertiormente l'inflazione. Gli Stati Uniti: "L'Opec+ si allinea alla Russia, è miope decisione"
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MILANO - I Paesi produttori di petrolio si preparano ad un maxi taglio della produzione a sostegno dei prezzi.  In apertura della riunione odierna dell'Opec+ a Vienna, il Joint Ministerial Monitoring Committee ha raccomandato un taglio della produzione di petrolio di 2 milioni di barili al giorno. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg dopo che già nel corso delle ultime ore si era parlato di un taglio cospicuo dell'output per sostenere i prezzi del greggio. La decisione finale passa ora alla riunione dei ministri riuniti oggi.

Il nuovo aumento rischia di rappresentare  possibile battuta d’arresto per la lotta all’inflazione, con gli aumenti del greggio che andrebbero a sommarsi a quelli – in verità assai più cospicui – del gas naturale. Ma ad andare in scena nella capitale austriaca sono gli interessi dei grandi produttori, che hanno visto il prezzo del barile scendere dai massimi di giugno (126 dollari al barile) fino ai 79 dollari del minimo registrato il 26 settembre scorso. Una caduta del 25 per cento del suo valore in poco meno di tre mesi, convincendo i vertici dell’Opec+ a prendere provvedimenti. Incuranti, ancora una volta, delle richieste delle cancellerie di tutto il mondo  volta, delle richieste delle cancellerie di tutto il mondo - come ha fatto anche il presidente Usa Joe Biden durante la sua visita a Riad - che hanno a più riprese chiesto al cartello di non agire troppo sulla leva del prezzo per non alimentare la corsa dell'inflazione. 

A guidare la politica dei prezzi del cartello, è l’Arabia Saudita - a capo dei paesi produttori del Golfo - con la Russia che si muove in scia. Per il principe Mohammad bin Salman si tratta di garantirsi i fondi per i piani di modernizzazione del regno saudita, che passano anche da progetti faraonici come la nuova megalopoli di Neom, la prima al mondo tutta elettrica e senza auto grazie a investimenti per 500 miliardi. Per Vladimir Putin, il petrolio è importante per sostenere la campagna militare e le casse pubbliche colpite dall’embargo economico dei paesi occidentali.

Nelle dichiarazioni ufficiali della vigilia, la decisione dell’Opec+ è giustificata dal calo della domanda, causata dai timori della recessione in arrivo. L’eccesso di offerta avrebbe fatto scendere i prezzi del barile ancora di più, causando instabilità sui mercati. Non a caso, da fine settembre - quando hanno cominciato a filtrare le prime notizie sul taglio della produzione - le quotazioni del greggio hanno ripreso a salire.

Per paradosso, i produttori temono che di petrolio non ce ne sia abbastanza. Ne è convinto Amin Nasser, amministratore delegato di Aramco: si tratta della prima oil company mondiale controllata dal governo saudita che quest’anno ha superato Apple per capitalizzazione di Borsa. Nasser - che ieri ha parlato all’Energy intelligence forum di Londra - vede la produzione calare bruscamente in Russia con il nuovo anno quando scatterà l’embargo europeo sul petrolio del Cremlino. Inoltre, avanza la possibilità che la fine dei lockdown in Cina facciano ripartire la prima economia asiatica. A quel punto, sostiene, non sarà possibile soddisfare la domanda a causa del calo degli investimenti degli ultimi anni, in previsione della transizione energetica. Questo significa, è la sua conclusione, che il mondo dovrà abituarsi nei prossimi anni a prezzi del petrolio elevati. O è la sua speranza?

Washington: "L'Opec+ si allinea alla Russia, è miope decisione"

"È chiaro che con la sua decisione odierna, l'Opec+ si sta allineando con la Russia". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One diretto in Florida. Jean-Pierre ha aggiungo: "E' un errore".

In precedenza, la Casa Bianca aveva diffuso una nota nella quale riferiva che il presidente Usa è "contrariato dalla miope decisione" dell'Opec+ di tagliare la produzione di greggio.