✕

Caro bollette: dal lavoro nel weekend alla spinta sulle rinnovabili, così le imprese corrono ai ripari

(ansa)
Ci sono cartiere e impianti siderurgici che hanno fermato la produzione. Assocarta: "Siamo in emergenza, si fa quel che si può". Le fonderie di ghisa Ariotti e il gruppo Feralpi concentrano le attività quando l'energia costa meno. Molte aziende, come Leonardo e Fs, puntano sull'autoproduzione da rinnovabili. Ma gli ostacoli non mancano
3 minuti di lettura

MILANO - Le imprese italiane, quelle più energivore in particolare, cercano di correre ai ripari per difendersi dal salasso delle bollette dell'elettricità e del gas. C'è chi cambia i turni di lavoro per concentrarli nei momenti in cui i risparmi sono maggiori, chi si trova costretto a chiudere almeno per un po' e chi cerca di spingere, per quanto possibile, sull'autoproduzione da rinnovabili. "Siamo in emergenza: si fa quel che si può" sintetizza la situazione Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, associazione aderente a Confindustria che raggruppa i produttori di carta, cartoni e paste per carta. "Oggi difficilmente l'offerta riesce a incontrare la domanda al giusto prezzo, motivo per cui qualche volta si riducono le produzioni. Da agosto il ritmo di produzione del settore è inferiore al normale e c'è da considerare che quando una cartiera si ferma lo fa per una settimana. Siamo grati al governo D…

MILANO - Le imprese italiane, quelle più energivore in particolare, cercano di correre ai ripari per difendersi dal salasso delle bollette dell'elettricità e del gas. C'è chi cambia i turni di lavoro per concentrarli nei momenti in cui i risparmi sono maggiori, chi si trova costretto a chiudere almeno per un po' e chi cerca di spingere, per quanto possibile, sull'autoproduzione da rinnovabili. "Siamo in emergenza: si fa quel che si può" sintetizza la situazione Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, associazione aderente a Confindustria che raggruppa i produttori di carta, cartoni e paste per carta. "Oggi difficilmente l'offerta riesce a incontrare la domanda al giusto prezzo, motivo per cui qualche volta si riducono le produzioni. Da agosto il ritmo di produzione del settore è inferiore al normale e c'è da considerare che quando una cartiera si ferma lo fa per una settimana. Siamo grati al governo Draghi per gli aiuti, ma non sono sufficienti: la filiera non è più competitiva".  

Una nuova organizzazione del lavoro

Molte aziende stanno rivedendo l'organizzazione del lavoro. Nelle fonderie di ghisa Ariotti, in provincia di Brescia, "da inizio anno, abbiamo concentrato le attività più energivore nel fine settimana - spiega il titolare Roberto Ariotti - e abbiamo aumentato la potenza quando la corrente costa meno. Queste iniziative saranno intensificate nei prossimi mesi, quando la situazione andrà presumibilmente peggiorando, anche per via del freddo". 

Anche la produzione elettrosiderurgica del gruppo Feralpi dipende dai prezzi dell'energia: "Ormai da inizio anno - racconta il presidente Giuseppe Pasini - giorno per giorno, decidiamo se sospendere l’attività nelle fasce orarie in cui il prezzo raggiunge i picchi più alti. È evidente che si tratta di una misura temporanea che non si coniuga affatto con la gestione di un’attività industriale. Ma Feralpi è energivora per definizione: consumiamo ogni anno, solo in Italia, un miliardo di chilowatt, il 3 per mille del consumo energetico nazionale. Quindi, per difenderci dal “caro-bolletta”, abbiamo messo in campo tanto azioni a livello industriale quanto azioni immediate". Concentrare le produzioni quando costa meno, aggiunge Pasini, "implica una ridefinizione continua della pianificazione. La collaborazione delle nostre persone è stata determinante. Non è mai mancata e ci ha consentito di attutire il colpo, che resta comunque molto forte, visto che paghiamo bollette dieci o 12 volte più care della media degli ultimi dieci anni. Non è una situazione sostenibile". Stando ad alcuni numeri che girano nel settore, al 9 settembre, 15 acciaierie in Europa hanno sospeso o stanno pianificando di sospendere la produzione. Anche in Italia ci sono impianti siderurgici che non sono stati riavviati dopo la pausa estiva.

Il "caro bollette" non riguarda, però, solo le aziende più energivore. Anche le altre si stanno muovendo in vista della stagione fredda. La partecipata statale Leonardo, per esempio, fa sapere che, da un lato, si prepara a "procedere alla piena applicazione delle raccomandazioni contenute nel “Piano nazionale del contenimento dei consumi di gas naturale”, tra cui la riduzione delle finestre temporali e l’abbassamento della potenza degli impianti di riscaldamento". Dall'altro lato, il gruppo della difesa punta a "sensibilizzare le persone a comportamenti virtuosi, finalizzati a evitare l’accensione delle luci quando gli ambienti sono vuoti, ridurre l’uso dell’acqua calda allo stretto necessario e così via". Dal punto di vista più strutturale, il gruppo Leonardo "implementa un modello di gestione dell'energia che agisce sia sulla leva dell’efficienza sia sugli approvvigionamenti". Per esempio, "il Programma di autoproduzione, già avviato con la sottoscrizione dei primi contratti, coinvolgerà a regime tutti i siti con l’obiettivo di massimizzare le installazioni da fotovoltaico a sostegno dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile".

La spinta verso le energie rinnovabili

Più in generale, sembra che da parte del governo ci sia stata una sollecitazione nei confronti delle aziende partecipate pubbliche a prestare maggiore attenzione ai consumi di energia. È anche in quest'ottica che vanno lette le recenti di dichiarazioni dell'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato (Fs), Luigi Ferraris: "C’è un piano di investimenti da oltre 1,6 miliardi che ci consentirà di produrre energia da fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaico ed eolico, in grado di soddisfare almeno il 40% del nostro fabbisogno". In altri termini, essendo l'azienda più energivora del Paese, Fs sta accelerando l'installazione di mini pale eoliche e soprattutto di pannelli fotovoltaici su terreni e superfici di proprietà nella maggior parte dei casi non più utilizzati. Il risparmio si estende anche alla nuova flotta di treni, a minore consumo e dotati in alcuni casi di impianti che per esempio consentono di recuperare energia quando si frena. 

Anche Feralpi sta accelerando sulle rinnovabili. "Sono parte integrante del nostro piano industriale al 2026. Degli oltre 400 milioni di euro di investimenti straordinari, 120 milioni di euro sono calati nella strategia climatica e destinati alla realizzazione di parchi fotovoltaici in Italia, in grado di produrre energia verde pari al 20% di quella totale che consumiamo nel Paese. Si tratta di circa 118 megawatt, sempre che la burocrazia non metta freni allo sviluppo" auspica Pasini.

La burocrazia, che in molti casi allunga i tempi delle autorizzazioni, non è l'unico ostacolo alle rinnovabili. "Stiamo ulteriormente spingendo su questo tipo di energie - testimonia Ariotti, che è anche vicepresidente di Assofond, l'associazione italiana delle fonderie - ma abbiamo problemi di approvvigionamento. Basti pensare che il nostro impianto sul tetto da 500 chilowatt non può lavorare perché non riusciamo ad avere l'inverter. Oggi mancano anche i materiali necessari per riuscire a inserire più rinnovabili. È, inoltre, indispensabile che il sistema acceleri al massimo i tempi di allacciamento alla rete e delle autorizzazioni per gli investimenti. Bisogna fare presto".

"Prima di riorganizzarci per produrre di più con le rinnovabili - osserva Poli, alla guida di Cartiere Saci - occorre cambiare le regole del mercato. Le cartiere italiane vanno a gas e sono dotate di cogenerazione. È necessario che a livello legislativo venga promosso e incentivato l'utilizzo di biomasse e biogas. Se la cartiera del futuro potesse usare queste due sostanze, la filiera potrebbe ambire a tornare competitiva e a sconfiggere un po' la dipendenza dal gas".