Federer inciampa a Wall Street con le scarpe ON: in meno di un anno il valore è crollato del 70%
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliAnche il Re Mida Federer, che grazie al tennis è entrato nel ristretto olimpo degli sportivi miliardari, ogni tanto si ritrova a perdere soldi. Gli è capitato, di recente, con le sneakers ON, di cui è comproprietario con altri quattro soci svizzeri. L’azienda, che nel settembre del 2021 è entrata a Wall Street, con una cerimonia che ha visto il campione elvetico dare il via ufficiale alla quotazione, facendo suonare la mitica campanella del New York Stock Exchange, ha subito un vero e prorio rovescio borsistico. Come rivela il quotidiano elvetico Handelszeitung, venerdì scorso le azioni di ON sono crollate del 7%. Quel che è più grave è che, in meno di un anno, la loro quotazione è passata dai 55.87 dollari del novembre 2021 ai 17 dollari degli ultimi giorni. Stiamo parlando di una caduta del 70%.
Una clamorosa frenata soprattutto se guardiamo al 16 settembre dello scorso anno, ovvero al primo giorno in cui le azion…
Anche il Re Mida Federer, che grazie al tennis è entrato nel ristretto olimpo degli sportivi miliardari, ogni tanto si ritrova a perdere soldi. Gli è capitato, di recente, con le sneakers ON, di cui è comproprietario con altri quattro soci svizzeri. L’azienda, che nel settembre del 2021 è entrata a Wall Street, con una cerimonia che ha visto il campione elvetico dare il via ufficiale alla quotazione, facendo suonare la mitica campanella del New York Stock Exchange, ha subito un vero e prorio rovescio borsistico. Come rivela il quotidiano elvetico Handelszeitung, venerdì scorso le azioni di ON sono crollate del 7%. Quel che è più grave è che, in meno di un anno, la loro quotazione è passata dai 55.87 dollari del novembre 2021 ai 17 dollari degli ultimi giorni. Stiamo parlando di una caduta del 70%.
Una clamorosa frenata soprattutto se guardiamo al 16 settembre dello scorso anno, ovvero al primo giorno in cui le azioni di ON hanno fatto la loro comparsa alla borsa newyorkese. Quel giovedì il titolo partÌ immediatamente al rialzo, facendo segnare un più 48% in poche ore, raggiungendo una quotazione di 35.40 dollari. Poi salita ulteriormente come abbiamo visto, nonostante alcuni inciampi provocati dal Covid, con le fabbriche asiatiche in cui le calzature sportive vengono prodotte, costrette a lavorare a singhiozzo a causa della pandemia. D’altronde tutto deponeva a favore del successo di quel marchio. Innanzitutto le sneakers erano state progettate da una start-up di Zurigo che si era avvalsa della collaborazione del politecnico della città svizzera. E poi il nome di Federer, anche se il campione aveva ormai imboccato la parabola discendente, era garanzia di successo.
Non a caso marchi prestigiosi quali Mercedes, Rolex e Barilla se lo coccolano tutt’ora con sponsorizzazioni milionarie. Il crollo delle azioni di ON, stando ad alcuni analisti, è stato indotto da quello dei titoli del colosso Nike che, sempre venerdì scorso, hanno lasciato sul terreno il 13% del loro valore, a causa di un vistoso calo dei profitti. Resta comunque il fatto che la capitalizzazione di Nike è di 130 miliardi di dollari, contro i 5 miliardi di quella di ON. La valutazione del titolo del marchio lanciato a livello globale da Federer sarebbe, comunque, sopravvalutata, nonostante un aumento di due terzi delle vendite, nel primo semestre di quest’anno. Intanto, per godersi il boom borsistico dei primi mesi di quotazione delle sneakers, Federer e i suoi soci del CDA di ON si sono spartiti un gruzzolo di 83,6 milioni di franchi. Uno stipendio di 17 milioni a testa, visto che sono in cinque. “Più di quello del CEO di Roche, Severin Schvan, che è il manager più pagato d’Europa”, scrive Handelszeitug. D’altronde, colui che viene considerato il più grande tennista di tutti i tempi, che di recente è stato omaggiato a Londra, nel suo addio alla Laver Cup, pur con tutti i soldi che guadagna ha un mare di spese. Sul lago di Zurigo si sta costruendo una mega-villa da 50 milioni di franchi. Roba che quei 17 milioni guadagnati con le sneakers sono poco più che spiccioli.