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Luce e gas, il fornitore fallisce o stacca il contratto: che fine fa il cliente? Il rischio di maxi-rincari

Quando un operatore fallisce o cessa il contratto unilateralmente, il cliente torna ai prezzi della tutela. Ma per il gas il gestore dipende da zona a zona, e soprattutto arrivano pesanti rincari dopo tre mesi: meglio trovare un’alternativa il prima possibile
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Se non posso aumentarti la bolletta, ti disattivo l'utenza. Come abbiamo documentato su Repubblica, in questi mesi difficili succede anche questo, soprattutto ai clienti che consumano poco o hanno saltato anche solo un pagamento. Non è tutto: molti consumatori non restano a spasso perché "scaricati" ma proprio perché l'operatore è fallito: il caso più eclatante si è verificato a fine 2021 con Green Network (300mila clienti) ma molte altre sono le aziende piccole e poco note che rischiano di saltare. Queste società a volte non possono permettersi di acquistare gas e luce ai prezzi attuali senza prima modificare i contratti con i clienti (stipulati a prezzi molto più bassi), solo che il Dl Aiuti bis vieta le modifiche unilaterali fino ad aprile 2023. 

Ma cosa succede agli utenti del mercato libero che, per un motivo o un altro, vengono lasciati dal proprio gestore? Anzitutto niente paura: non si rimane al …

Se non posso aumentarti la bolletta, ti disattivo l'utenza. Come abbiamo documentato su Repubblica, in questi mesi difficili succede anche questo, soprattutto ai clienti che consumano poco o hanno saltato anche solo un pagamento. Non è tutto: molti consumatori non restano a spasso perché "scaricati" ma proprio perché l'operatore è fallito: il caso più eclatante si è verificato a fine 2021 con Green Network (300mila clienti) ma molte altre sono le aziende piccole e poco note che rischiano di saltare. Queste società a volte non possono permettersi di acquistare gas e luce ai prezzi attuali senza prima modificare i contratti con i clienti (stipulati a prezzi molto più bassi), solo che il Dl Aiuti bis vieta le modifiche unilaterali fino ad aprile 2023. 

Ma cosa succede agli utenti del mercato libero che, per un motivo o un altro, vengono lasciati dal proprio gestore? Anzitutto niente paura: non si rimane al buio e al freddo. Ma per quanto riguarda il gas, chi non cerca un nuovo operatore alla svelta rischia stangate senza precedenti. 

Cerchiamo di fare ordine e capire cosa succede ai clienti rimasti senza un gestore.

Luce

Nel caso delle utenze di energia elettrica, il consumatore torna al mercato tutelato. Sarà quindi il gestore competente per la sua area a prendere in carico l'utenza e la tariffa applicata ricalcherà quelle stabilite da Arera. Per l'ultimo trimestre dell'anno l'autorità ha reso noto che l'aumento sarà del 59%. Il consiglio in questi casi è di guardarsi intorno, consultare il Portale offerte e capire se sul mercato libero ci sono proposte più convenienti. In questo momento il prezzo variabile costa meno rispetto alle offerte a prezzo fisso, ma è una situazione che nei prossimi mesi potrebbe cambiare. 

Gas

La situazione si fa più complessa. Nel caso in cui il gestore del mercato libero sia fallito oppure abbia cessato il contratto, il cliente finisce nel Mercato di ultima istanza (Mui) nel quale agiscono, a oggi, solo due operatori individuati da Acquirente unico attraverso aste. Sono divisi per zone:

  • Hera Comm gestisce i clienti di: Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria; Trentino Alto Adige e Veneto; Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna; Toscana, Umbria e Marche; Lazio; Campania;
  • Enel Energia invece gestisce i clienti di: Lombardia, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia; Sicilia e Calabria.

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Quanto costa il servizio di ultima istanza?

Per i primi tre mesi questi gestori applicheranno le condizioni economiche della tutela, senza alcuna maggiorazione.

Passato questo periodo, i consumatori che non hanno ancora trovato un operatore nel mercato libero, vengono "incentivati" a farlo attraverso un pesante rincaro della bolletta che va dai 10 ai quasi 19 centesimi/smc. Per fare un paio di esempi, significa che una famiglia di quattro persone a Roma pagherebbe 146 euro in più all'anno, un anziano solo a Napoli quasi 110 euro in più all'anno. Insomma, l'inerzia non paga. Anzi: costa. Ecco, zona per zona, a quanto ammonta il rincaro in bolletta dopo i primi tre mesi di mercato di ultima istanza. I prezzi sono validi fino al 30 settembre 2023.

  • Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria: 19,39 centesimi/smc
  • Lombardia: 18,90 centesimi/smc
  • Trentino Alto Adige e Veneto: 14,39 centesimi/smc
  • Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna: 10,59 centesimi/smc
  • Toscana, Umbria e Marche: 13,52 centesimi/smc
  • Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia: 9,90 centesimi/smc
  • Lazio: 14,97 centesimi/smc
  • Campania: 17,74 centesimi/smc
  • Sicilia e Calabria: 12,90 centesimi/smc.

Insomma, vale la pena cercare al più presto un nuovo operatore nel mercato libero. Fino a qualche mese fa erano questioni che riguardavano una piccola nicchia di clienti ma, come rileva la stessa Arera, dall'ottobre 2021 al febbraio 2022, i volumi di energia erogati nel sistema di ultima istanza sono aumentati del 250% una variazione senza precedenti. Per dare un'idea, nel passato gli scostamenti si attestavano intorno al 10%.