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Per il taglio delle bollette un tesoretto da 14 miliardi dai fondi Ue. Ma utilizzarli sarà un problema

(ansa)

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L'Italia potrebbe sbloccare 14 miliardi, ma di questi 10 sono legati agli sgravi sul lavoro nel Mezzogiorno. E altri 3,5 miliardi da impiegare solo nelle Regioni dove avanzano, cioè le più lente a spendere i fondi Ue. Con il paradosso di aiutare siciliani e campani, ma non lombardi e veneti
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ROMA - Usare vecchi fondi strutturali europei, non spesi né impegnati giuridicamente, in scadenza a fine 2023, per finanziare gli sgravi sulle bollette per famiglie e imprese. Si può fare in frangenti eccezionali, come durante il Covid. L'Ecofin del 4 ottobre ha dato un primo ok, liberando in teoria per l'Italia 14 miliardi del ciclo di programmazione dei fondi Ue 2014-2020. Risorse vive sulla carta, un po' meno nella realtà.

Perché è difficile recuperare questi soldi?

Almeno per due motivi. Perché il monitoraggio della Ragioneria è al 30 aprile 2022 e dunque il "tesoretto" potrebbe essere di molto sovrastimato. E anche perché, in ogni caso, l'Europa consente, in questa fase di crisi energetica, di cambiare solo l'ambito di utilizzo di questi fondi: per le bollette anziché per le politiche di coesione, ovvero la riduzione dei divari occupazionali, sociali, industriali. Ma la stessa Europa no…

ROMA - Usare vecchi fondi strutturali europei, non spesi né impegnati giuridicamente, in scadenza a fine 2023, per finanziare gli sgravi sulle bollette per famiglie e imprese. Si può fare in frangenti eccezionali, come durante il Covid. L'Ecofin del 4 ottobre ha dato un primo ok, liberando in teoria per l'Italia 14 miliardi del ciclo di programmazione dei fondi Ue 2014-2020. Risorse vive sulla carta, un po' meno nella realtà.

Perché è difficile recuperare questi soldi?

Almeno per due motivi. Perché il monitoraggio della Ragioneria è al 30 aprile 2022 e dunque il "tesoretto" potrebbe essere di molto sovrastimato. E anche perché, in ogni caso, l'Europa consente, in questa fase di crisi energetica, di cambiare solo l'ambito di utilizzo di questi fondi: per le bollette anziché per le politiche di coesione, ovvero la riduzione dei divari occupazionali, sociali, industriali. Ma la stessa Europa non consente di mutare il vincolo di destinazione territoriale dei fondi che per l'80% vanno al Sud.

A cosa sono destinati oggi questi fondi Ue?

Il prossimo governo di centrodestra - a partire da Maurizio Leo, consigliere economico di Giorgia Meloni - ci contava, ma non sarà facile districarsi. Intanto dei 14 miliardi di "avanzi" teorici, oltre 10 sono legati a un fondo creato da Bruxelles in pandemia che si chiama React-Eu. Con questo fondo l'Italia ci copre la decontribuzione al 30% del lavoro al Sud: le buste paga di tutti i lavoratori sono più leggere di quasi un terzo. E anche gli sgravi per l'assunzione di giovani e donne. Il monitoraggio della Ragioneria a fine aprile ancora non registrava questi impieghi, ma il prossimo - tra qualche settimana - lo farà emergere.

Campania e Sicilia premiate, Lombardia e Veneto no

Davvero contendibili dunque per le bollette - a meno di non volere togliere gli aiuti all'occupazione - sarebbero 3,5 miliardi di fondi strutturali Ue (in sigla: Fesr e Fse). A ben vedere nelle tabelle, gli avanzi più corposi - un miliardo a testa - sono in Sicilia e Campania. Moltissime Regioni hanno già speso tutto o quasi, come Lazio, Lombardia, Veneto, Liguria, Puglia. Se il vincolo di destinazione territoriale resta, quale impatto si avrebbe? Le bollette dei siciliani e dei campani sarebbero agevolate e quelle delle famiglie e delle imprese del lombardo-veneto no? Un paradosso: le regioni più virtuose e veloci a spendere i fondi Ue penalizzate perché non hanno residui.

Quali capitoli perderebbero risorse?

Un nodo spinosissimo. Se si guarda invece ai programmi che resterebbero sguarniti con la sottrazione di queste risorse dirottate al contrasto del caro energia, le perplessità aumentano. Perché si tratta di obiettivi quasi tutti legati alla transizione ambientale, ovvero al cuore di un altro grande e cruciale piano europeo: il Pnrr.

Per agevolare il pagamento delle bollette, si sottrarrebbero ad esempio 915 milioni alla tutela ambientale, 885 milioni alla lotta contro la CO2, 429 milioni alle strategie per il cambiamento climatico. Senza pensare che sul piano sociale verrebbero meno 1,2 miliardi per l'occupazione sostenibile e la mobilità dei lavoratori. E 658 milioni per combattere la povertà.

Sarà il prossimo governo a decidere come convincere alcuni territori a preferire sgravi sulle bollette agli aiuti per il lavoro, i bisognosi, l'ambiente, la vivibilità.