Caro bollette: dalla settimana bianca alla Messa, effetto domino per i rincari
di Carlotta Scozzari , di Carlotta ScozzariMILANO - Dalla montagna fino alla chiesa: il "caro vita" si estende a macchia d'olio e non risparmia alcun settore. L'inflazione rischia di erodere risparmi degli italiani per 92 miliardi di euro. A calcolarlo è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia), nell'ipotesi che le famiglie abbiano mantenuto gli stessi risparmi che avevano a inizio anno e che l'inflazione resti all'8% (8,9% il dato annuale di settembre). A pagare il prezzo più caro sono i residenti nelle grandi città, dove il caro vita si fa sentire di più. La Cgia, pur riconoscendo che una parte della perdita di potere di acquisto verrà compensata dall'aumento degli interessi sui depositi, sottolinea come l'incremento dell'inflazione, non a caso ritenuta una tassa occulta regressiva, vada a colpire con maggiore forza le famiglie meno abbienti.
L'attenzione maggiore resta resta sull'impennata dei costi dell'energia, e in pa…
MILANO - Dalla montagna fino alla chiesa: il "caro vita" si estende a macchia d'olio e non risparmia alcun settore. L'inflazione rischia di erodere risparmi degli italiani per 92 miliardi di euro. A calcolarlo è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia), nell'ipotesi che le famiglie abbiano mantenuto gli stessi risparmi che avevano a inizio anno e che l'inflazione resti all'8% (8,9% il dato annuale di settembre). A pagare il prezzo più caro sono i residenti nelle grandi città, dove il caro vita si fa sentire di più. La Cgia, pur riconoscendo che una parte della perdita di potere di acquisto verrà compensata dall'aumento degli interessi sui depositi, sottolinea come l'incremento dell'inflazione, non a caso ritenuta una tassa occulta regressiva, vada a colpire con maggiore forza le famiglie meno abbienti.
L'attenzione maggiore resta resta sull'impennata dei costi dell'energia, e in particolare delle bollette. "Gli italiani - mette in guardia l'associazione di consumatori Codacons - vanno incontro a una stangata senza precedenti, determinata dall'inflazione alle stelle e dai rincari delle tariffe energetiche, salite a ottobre del 59% per la luce mentre si prevedono aumenti del 70% per il gas". Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, indica al nuovo governo in via di formazione, sotto la guida di Giorgia Meloni, la strada da percorrere: "Dovrà intervenire con urgenza per porre un argine alla crisi economica, abbandonando la politica dei bonus a pioggia in favore di misure strutturali in grado di abbattere nel lungo periodo prezzi e tariffe. Per affrontare subito l'emergenza, è necessario calmierare i listini al dettaglio e abbattere i costi per famiglie e imprese, partendo dal tagliare per tutto il 2023 l'Iva su alimentari e beni di prima necessità".
Proprio "l'emergenza drammatica del caro bollette" spinge la Uil Milano e Lombardia, in una lettera indirizzata al governatore della regione Attilio Fontana e al presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra, a domandare una "rapidissima convocazione degli Stati Generali per trovare immediatamente una soluzione". Per il sindacato, l'economia della Lombardia "rischia di arrivare a un punto di non ritorno che, se superato, implicherebbe dei costi insopportabili per chiunque e un innegabile innescarsi di pericolose tensioni sociali. Non spegniamo i motori della regione". Urge un intervento, spiega la Uil, perché la situazione è "ormai sfuggita di mano" con aumento di prezzi, bollette e anche dei mutui. "Nei territori - aggiunge il sindacato - registriamo aziende che hanno ridotto l'attività, altre che hanno chiuso, sindaci in difficoltà nel far fronte ai pagamenti delle bollette per scuole e asili" e per questo "servono misure e ammortizzatori sociali idonei per il sistema produttivo evitando licenziamenti".
Anche l'associazione dei ristoranti e degli altri esercizi pubblici, il Fipe, chiede al governo di intervenire. "Sui prezzi dell'energia anche la speculazione sta uccidendo le nostre imprese. Per il terzo mese consecutivo diversi nostri imprenditori si sono visti recapitare bollette fino a cinque volte più alte rispetto a un anno fa e tutto questo senza che si veda all'orizzonte una risposta forte, di sistema, da parte della politica. Senza un intervento deciso i nostri locali saranno costretti a chiudere i battenti già nel mese di novembre e limitare le aperture nei fine settimana, a Natale, Pasqua e nei periodi di picco. Sempre che esistano ancora" afferma il vicepresidente di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano, che lancia un appello trasversale alla premier in pectore, Meloni, e ai vertici di tutti i principali partiti.
Intanto, con un preoccupante "effetto Domino", il caro vita si estende a tutti i settori dell'economia. Con la stagione fredda alle porte, i rincari arrivano a toccare anche la "settimana bianca". Del resto, negli ultimi tempi, erano stati numerosi i gridi di allarme degli operatori dl settore, che avevano denunciato forti aumenti dei costi dell'energia. Ora almeno parte di questi costi viene scaricata sui consumatori. Lo denuncia Assoutenti, che ha messo a confronto le tariffe praticate lo scorso anno dai principali impianti italiani con quelle in vigore per l'imminente stagione sciistica. "Solo per lo skipass, chi sceglierà le Dolomiti recandosi in una delle località del maggiore comprensorio d'Italia (Dolomiti Superski) dovrà mettere in conto una spesa per il biglietto giornaliero pari a 74 euro in alta stagione - evidenzia Assoutenti - contro i 67 euro dello scorso anno, con un aumento della tariffa del 10,4%. L'abbonamento stagionale passa invece dagli 870 euro di un anno fa a 890 euro (se acquistato fino al 24 dicembre; dopo Natale 950 euro, contro i 930 euro del 2021)". Dall'analisi emerge che i rincari maggiori sono in Lombardia: a Bormio il prezzo giornaliero dello skipass in alta stagione sale da 46 euro a 52 euro, con un aumento del 13%, quello stagionale passa da 775 euro a 825 euro (+6,4%). A Livigno la spesa passa da 52 a 55 euro per lo skipass da un giorno (+5,8%) e da 787 euro a 825 euro (+4,8%) per l'abbonamento stagionale. Chi sceglie la Valle d'Aosta deve mettere in conto un aumento dello skipass giornaliero dell'8,9% a Courmayeur (da 56 a 61 euro) e del 7,5% a Cervinia (da 53 a 57 euro).
Anche la Diocesi di Padova è corsa ai ripari per contrastare il "caro energia". Lo ha fatto fissando in un breve documento alcune linee per aiutare le parrocchie ad affrontare l'attuale fase di emergenza. La nota, diffusa il 7 ottobre, è stata firmata dal vicario generale della diocesi, don Giuliano Zatti, con alcune riflessioni sul tema, a partire anche dalle sollecitazioni di Papa Francesco nell'enciclica "Laudato sì". Tra i suggerimenti da segnalare, quello di celebrare le Messe in "spazi più contenuti e più avanzati sul piano dell'efficientamento energetico, o già riscaldati per altri motivi", come cappelle, sale parrocchiali, "ove non vi siano grandi numeri". I sacerdoti sono invitati, come scelta di vita personale, a "cercare, nelle case canoniche, di utilizzare solo gli spazi necessari e ideare forme concrete di fraternità nella condivisione dei pasti, o anche per l'ospitalità durante la notte". Insomma, la nuova fase di "austerity energetica" riguarda davvero tutti.