✕

Il caro vita brucia 12,1 miliardi degli italiani. E le famiglie usano i risparmi

(agf)
I dati relativi al secondo semestre 2022 di Confesercenti che propone di "girare" il gettito dell'Iva a vantaggio di imprese e consumatori. Coldiretti: "Con i costi stellari dell'energia, a rischio i 25mila agriturismi"
2 minuti di lettura

MILANO - Il "caro vita" innescato dalla corsa dei beni energetici, in questa seconda metà del 2022, starebbe già erodendo capacità di spesa degli italiani per 12,1 miliardi, corrispondenti a circa 470 euro a famiglia. Lo calcola l'ufficio economico di Confesercenti, dopo che già ieri la Cgia di Mestre aveva lanciato l'allarme su come l'inflazione stia mettendo a rischio 92 miliardi di risparmi degli italiani. Secondo i numeri diffusi da Confesercenti, "per contrastare il prolungato aumento dei prezzi, le famiglie hanno utilizzato fino a ora i propri risparmi, scesi già nel trimestre primaverile di ben 2,3 punti in quota di Pil. Ma i margini a disposizione dei consumatori sono ormai ridotti al lumicino. Le tendenze dell’occupazione non consentono di prevedere alcun aumento del reddito disponibile, e l’aumento dei tassi di interesse limita le possibilità legate al credito". 

Per questo …

MILANO - Il "caro vita" innescato dalla corsa dei beni energetici, in questa seconda metà del 2022, starebbe già erodendo capacità di spesa degli italiani per 12,1 miliardi, corrispondenti a circa 470 euro a famiglia. Lo calcola l'ufficio economico di Confesercenti, dopo che già ieri la Cgia di Mestre aveva lanciato l'allarme su come l'inflazione stia mettendo a rischio 92 miliardi di risparmi degli italiani. Secondo i numeri diffusi da Confesercenti, "per contrastare il prolungato aumento dei prezzi, le famiglie hanno utilizzato fino a ora i propri risparmi, scesi già nel trimestre primaverile di ben 2,3 punti in quota di Pil. Ma i margini a disposizione dei consumatori sono ormai ridotti al lumicino. Le tendenze dell’occupazione non consentono di prevedere alcun aumento del reddito disponibile, e l’aumento dei tassi di interesse limita le possibilità legate al credito". 

Per questo motivo, ragiona Confesercenti, "anche se la tendenza a usare la liquidità accumulata negli anni passati si dovesse mantenere, nel secondo semestre di quest’anno gli italiani non potrebbero mettere sul piatto più di 8,9 miliardi di risparmi. Una quantità di risorse imponente, ma insufficiente a compensare il calo di potere d’acquisto, con una perdita secca di consumi stimabile in oltre 3 miliardi di euro per l’ultimo trimestre dell’anno. E questo nell’ipotesi – ottimistica – che l’occupazione non cali ulteriormente e che il tasso di inflazione continui a conservarsi al di sotto della media europea".

In questo quadro, a detta dell'associazione che rappresenta 350mila piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria,"la priorità rimane porre un freno alla corsa delle tariffe energetiche, in modo da preservare il potere d’acquisto delle famiglie e contenere il boom dei costi fissi delle imprese, motore principale dell’aumento dei prezzi. Ma il probabile crollo della spesa pone un’ulteriore criticità per le attività della distribuzione commerciale, che si attendono di vivere il Natale più freddo – dal punto di vista dei consumi – dal 2020, anno della pandemia. È dunque necessario continuare a intervenire per attutire lo shock dovuto all’aumento della crisi energetica. Le risorse ci sono: tra inflazione e l’incremento dei prezzi di gas, energia e carburanti, nei primi otto mesi dell’anno il gettito Iva è aumentato di oltre 18 miliardi. Risorse destinate ad aumentare ancora nell’ultima parte dell’anno, e che devono essere restituite all’economia sotto forma di sostegni a imprese e famiglie". Anche l'associazione a tutela dei consumatori Codacons, in una nota di ieri, aveva domandato al governo di agire intervenendo sull'Iva, ma azzerandola in modo da calmierare i prezzi a carico delle famiglie e delle imprese.

In generale, gli allarmi sugli effetti del "caro energia" si moltiplicano. Nel commentare i dati della ricerca realizzata in collaborazione con l'Istituto Piepoli sul turismo internazionale, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha dichiarato: "È un bilancio molto positivo quello del turismo, grazie soprattutto al ritorno degli stranieri anche se non ai livelli pre-Covid. I costi fuori controllo del caro energia rischiano, però, di vanificare la stagione invernale". Mentre Coldiretti ha messo in guardia che i costi stellari dell'energia mettono a rischio il futuro degli oltre 25mila agriturismi presenti in Italia, con circa 14 milioni di presenze all'anno, oltre la metà delle quali è rappresentata da turisti stranieri.