ROMA - Un brindisi, un grazie e poi tutti sullo scalone di Palazzo Chigi: ultimo Consiglio dei ministri, il numero 98, ultima foto di gruppo. "I governi passano, l'Italia resta", è il commiato del premier uscente Draghi ai ministri. "Potete essere orgogliosi di quanto fatto" Tutti emozionati, qualcuno di più. I tecnici tornano tecnici. Qualche politico riconfermato in Parlamento. Altri fuori, come Luigi Di Maio e Renato Brunetta.
"Avete fronteggiato una pandemia, una crisi economica, una crisi energetica, il ritorno della guerra in Europa", ricorda Draghi e usa il "voi", come omaggio al suo gruppo di lavoro. "Avete organizzato la campagna vaccinale, scritto e avviato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato un numero enorme di misure di sostegno economico".
Un governo di unità nazionale, ammette Draghi, "è, per forza di cose, un'esperienza eccezionale, che avviene soltanto nei mom…
ROMA - Un brindisi, un grazie e poi tutti sullo scalone di Palazzo Chigi: ultimo Consiglio dei ministri, il numero 98, ultima foto di gruppo. "I governi passano, l'Italia resta", è il commiato del premier uscente Draghi ai ministri. "Potete essere orgogliosi di quanto fatto" Tutti emozionati, qualcuno di più. I tecnici tornano tecnici. Qualche politico riconfermato in Parlamento. Altri fuori, come Luigi Di Maio e Renato Brunetta.
"Avete fronteggiato una pandemia, una crisi economica, una crisi energetica, il ritorno della guerra in Europa", ricorda Draghi e usa il "voi", come omaggio al suo gruppo di lavoro. "Avete organizzato la campagna vaccinale, scritto e avviato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato un numero enorme di misure di sostegno economico".
Un governo di unità nazionale, ammette Draghi, "è, per forza di cose, un'esperienza eccezionale, che avviene soltanto nei momenti di crisi profonda". E "mantenerla, l'unità, come avete fatto per molti mesi, richiede maturità, senso dello Stato, e anche un bel po' di pazienza". I risultati, rivendica Draghi, sono evidenti: "I cittadini si aspettavano molto da voi. E voi li avete serviti al meglio. Potete essere orgogliosi dei progetti che avete avviato e che altri sapranno completare".
E qui Draghi guarda avanti: "Tra qualche settimana su questi banchi siederà il nuovo esecutivo. Vi rinnovo l'invito ad agevolare una transizione ordinata, che permetta a chi verrà di mettersi al lavoro da subito. Lo dobbiamo alle istituzioni di cui abbiamo fatto parte, ma soprattutto lo dobbiamo ai cittadini".
E proprio per favorire questa "transizione ordinata" il Cdm di ieri approva un'importante riforma inclusa nel Pnrr e molto attesa: il disegno di legge con le misure per gli anziani non autosufficienti. Poi proroga il tasso agevolato sui mutui dei giovani under 35 fino al 31 dicembre. E licenzia anche - fatto non scontato, fino a qualche settimana fa - il Dpb, il Documento programmatico di bilancio, che ogni Paese invia alla Commissione Ue entro il 15 ottobre.
Il testo è molto asciutto, non contempla il tradizionale "riassunto" della manovra. Si limita a ripetere le tendenze dell'economia italiana per il 2023 già enunciate dalla Nadef (la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza). E per scelta non contiene il quadro programmatico che il governo Draghi lascia al governo entrante.
Nel Dpb di Draghi - spedito già ieri sera a Bruxelles - c'è la sola indicazione delle spese dello Stato indifferibili per 2-3 miliardi (l'anno scorso erano poco più di 3 miliardi), comprese le missioni militari all'estero e altre spese ministeriali. Spetterà al nuovo governo riformularlo e accompagnarlo con la legge di bilancio per il 2023 entro la fine di novembre.
Compito non facile perché - avvertono Bankitalia, Fmi e Banca Mondiale - i rischi di recessione aumentano. Gli economisti di Via Nazionale vedono un'Italia in frenata nell'ultimo trimestre dell'anno per il caro energia, ma con un Pil ancora positivo nel 2023, al pari del governo Draghi (+0,6% dal +3,3% di quest'anno). Le imprese sono pessimiste come mai dal 1999. Ma l'occupazione per ora regge. L'Italia resta.