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Eurobond contro il caro-energia, giallo sulla posizione tedesca

Il cancelliere tedesco Scholz (reuters)
La Germania, secondo le indiscrezioni di Bloomberg, avrebbe aperto al debito comune europeo a margine del vertice di Praga. Ma un portavoce del governo Scholz ha smentito la notizia
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BERLINO -  È giallo sulla posizione tedesca riguardo a una soluzione europea anti-crisi. La Germania avrebbe aperto all'ipotesi di un nuovo fondo europeo finanziato da bond comuni per affrontare la crisi dei prezzi energetici, ma solo a condizione che si tratti di prestiti e non di risorse a fondo perduto. La conferma delle indiscrezioni sulla disponibilità del governo Scholz di trovare una soluzione comune per il caro-bollette arriva da Bloomberg: secondo l'agenzia di stampa il cancelliere socialdemocratico avrebbe segnalato a margine del vertice Ue della scorsa settimana la disponibilità a discuterne. Ma la notizia è stata più tardi smentita da un portavoce del governo tedesco che ha negato l'ipotesi di usare gli Eurobond contro la crisi energetica.

Come riportato la scorsa settimana da Repubblica, il governo tedesco voleva aspettare l'appuntamento elettorale in Bassa Sassonia di domenica 9 ottobre per cominciare a elaborare s…

BERLINO -  È giallo sulla posizione tedesca riguardo a una soluzione europea anti-crisi. La Germania avrebbe aperto all'ipotesi di un nuovo fondo europeo finanziato da bond comuni per affrontare la crisi dei prezzi energetici, ma solo a condizione che si tratti di prestiti e non di risorse a fondo perduto. La conferma delle indiscrezioni sulla disponibilità del governo Scholz di trovare una soluzione comune per il caro-bollette arriva da Bloomberg: secondo l'agenzia di stampa il cancelliere socialdemocratico avrebbe segnalato a margine del vertice Ue della scorsa settimana la disponibilità a discuterne. Ma la notizia è stata più tardi smentita da un portavoce del governo tedesco che ha negato l'ipotesi di usare gli Eurobond contro la crisi energetica.

Come riportato la scorsa settimana da Repubblica, il governo tedesco voleva aspettare l'appuntamento elettorale in Bassa Sassonia di domenica 9 ottobre per cominciare a elaborare seriamente una soluzione europea per la crisi. Il timore era che Scholz subisse l'ennesima batosta a un'elezione regionale; il 'suo' governatore uscente, Stephan Weil, è stato riconfermato invece ieri con un buon risultato. L'unica incognita è il liberale ministro delle Finanze, Christian Lindner: il suo partito è volato fuori dal parlamentino regionale (la Fdp non ha superato la soglia del 5%). Fonti governative avevano puntualizzato che al vertice Ue di Praga, dunque, non ci sarebbe stato un risultato, ma solo l'inizio di una discussione. E Bloomberg sembra confermare questa tesi.

E' pensabile che la Germania possa suggerire una soluzione simile al livello europeo di quella che sta per adottare al livello nazionale. Proporre una soglia di consumi entro la quale il prezzo del gas sarebbe sovvenzionato, mentre al di sopra di quel limite si tornerebbe al prezzo di mercato. Una soluzione che ai tedeschi piace per due ragioni: la prima è che risponde all'imperativo ambientalista di ridurre i consumi. La seconda è che, non incidendo direttamente sul prezzo finale del gas, non scoraggia i fornitori dal venderlo all'Europa.