Il Fmi vede l'Italia sottozero: nel 2023 crescita a -0,2%. "Il peggio deve ancora venire"
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - "Il peggio deve ancora venire". Non è incoraggiante il segnale lanciato da Pierre-Olivier Gourinchas, direttore del Research Department dell'Fmi, presentando l'Outloook mondiale all'inizio dei vertici annuali delle istituzioni finanziarie internazionali. Sono tre gli elementi negativi che pesano di più: la guerra in Ucraina, le pressioni inflazionistiche, e il rallentamento della Cina dovuto soprattutto al Covid. I problemi ovviamente riguardano anche l'Italia, dove nel 2023 la crescita scenderà a -0,2%.
Questo è il passaggio chiave del rapporto: "Le nostre ultime stime prevedono che la crescita globale rimanga invariata nel 2022 al 3,2% e rallenti al 2,7% nel 2023, cioè 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio, con una probabilità del 25% che possa scendere al di sotto del 2%. Più di un terzo dell'economia globale si contrarrà quest'anno o il prossimo, …
WASHINGTON - "Il peggio deve ancora venire". Non è incoraggiante il segnale lanciato da Pierre-Olivier Gourinchas, direttore del Research Department dell'Fmi, presentando l'Outloook mondiale all'inizio dei vertici annuali delle istituzioni finanziarie internazionali. Sono tre gli elementi negativi che pesano di più: la guerra in Ucraina, le pressioni inflazionistiche, e il rallentamento della Cina dovuto soprattutto al Covid. I problemi ovviamente riguardano anche l'Italia, dove nel 2023 la crescita scenderà a -0,2%.
Questo è il passaggio chiave del rapporto: "Le nostre ultime stime prevedono che la crescita globale rimanga invariata nel 2022 al 3,2% e rallenti al 2,7% nel 2023, cioè 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio, con una probabilità del 25% che possa scendere al di sotto del 2%. Più di un terzo dell'economia globale si contrarrà quest'anno o il prossimo, mentre le tre maggiori economie - Stati Uniti, Unione Europea e Cina - continueranno la fase di stallo. In breve, il peggio deve ancora venire e molti nel 2023 avvertiranno la recessione". L'inflazione potrebbe toccare il 9,5% e le banche centrali devono "stay the course", ossia proseguire sulla linea attuale, anche se questo secondo l'Fmi non significa che debbano accelerare il rialzo dei tassi più di quanto non abbiano già fatto finora. La stessa vice presidente della Fed, Brainard, ha infatti detto che gli effetti dell'aumento del costo del denaro sono già in corso, anche se possono non apparire evidenti.
Per quanto riguarda il nostro paese, l'Fmi rivede al rialzo la crescita. Dopo il +6,6% del 2021, il prodotto interno lordo dovrebbe salire nel 2022 del 3,2%, cioè 0,2 punti percentuali in più rispetto alle stime di luglio. Per il 2023 invece il Fondo monetario internazionale abbassa le sue stime di 0,9 punti percentuali, prevedendo quindi una contrazione dell'economia dello 0,2% (un dato lontano dalle previsioni del governo uscente che nella Nadef - la nota di aggiornamento sui conti pubblici presentata al Parlamento - ha previsto un +0,6%). Nel corso del 2022 l'Italia crescerà più della Germania (+1,5%) e della Francia (+2,5%), in parte grazie alla ripresa dei servizi turistici e della produzione industriale nella prima metà dell'anno. Il nostro "è uno dei paesi per i quali c'è stata un revisione positiva della crescita per il 2022". Per il prossimo anno, però, Gourinchas prevede "un forte rallentamento, in gran parte dovuto ai prezzi dell'energia, ma anche all'impatto della stretta monetaria".
Il Fondo si aspetta che saremo colpiti da una recessione tecnica nei prossimi mesi, in particolare a causa della crisi energetica. L'Fmi perciò consiglia a Roma di sostenere i cittadini più deboli, e garantire che il debito segua una traiettoria di calo. Il debito pubblico italiano dovrebbe scendere dal 150,9% del pil nel 2021 al 147,2% nel 2022, e poi al 147,1% del 2023. In calo anche il deficit, che scenderà al 5,4% quest'anno dal 7,2% del 2021, e poi ancora al 3,9% nel 2023, e 3,0% nel 2027. Il tasso di disoccupazione calerà all'8,8% nel 2022 dal 9,5% del 2021, ma il prossimo anno tornerà in aumento al 9,4%.
Per la Russia il Fondo prevede una contrazione economica nel 2022 e nel 2023, ma inferiore rispetto alle previsioni di luglio: -3,4% quest'anno e -2,3% nel 2023, in rialzo di 2,6 e 1,2 punti percentuali rispetto a tre mesi fa e di 5,1 punti per il 2022 rispetto alle previsioni di sei mesi fa (invariata la previsione per il 2023).