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Sanzioni, il superyacht di Mordashov attracca a Hong Kong e fa litigare Usa e Cina

Il Nord, superyacht da 465 piedi, avvistato in questi giorni a Hong Kong (reuters)
L'imbarcazione da mezzo miliardo di dollari, di proprietà dell'oligarca della Severstal, ha gettato l'ancora al Victoria Harbour. Per il Dipartimento di Stato americano mette a rischio la reputazione del centro finanziario. Ma per il governatore John Lee (anch'egli sanzionato dagli Usa) può rimanere dov'è
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PECHINO - E' apparso misteriosamente nelle acque di Hong Kong mercoledì scorso e nel fine settimana ha ottenuto l'autorizzazione a gettare l'ancora al Victoria Harbour nell'ex colonia britannica. Parliamo del "Nord", il megayacht di proprietà dell'oligarca russo sotto sanzioni Alexei Mordashov, vecchia conoscenza anche di casa nostra. Una storia che sta facendo litigare, di nuovo, Cina e Stati Uniti.

"Il possibile utilizzo di Hong Kong come rifugio sicuro da parte di individui che eludono le sanzioni di più giurisdizioni mette ulteriormente in discussione la trasparenza della città. La reputazione di Hong Kong come centro finanziario dipende dal rispetto delle leggi e degli standard internazionali", annunciava sabato il Dipartimento di Stato americano. La replica del governo hongkonghese è arrivata il giorno successivo: "La città non attua né ha l'autorità legale per intervenire s…

PECHINO - E' apparso misteriosamente nelle acque di Hong Kong mercoledì scorso e nel fine settimana ha ottenuto l'autorizzazione a gettare l'ancora al Victoria Harbour nell'ex colonia britannica. Parliamo del "Nord", il megayacht di proprietà dell'oligarca russo sotto sanzioni Alexei Mordashov, vecchia conoscenza anche di casa nostra. Una storia che sta facendo litigare, di nuovo, Cina e Stati Uniti.

"Il possibile utilizzo di Hong Kong come rifugio sicuro da parte di individui che eludono le sanzioni di più giurisdizioni mette ulteriormente in discussione la trasparenza della città. La reputazione di Hong Kong come centro finanziario dipende dal rispetto delle leggi e degli standard internazionali", annunciava sabato il Dipartimento di Stato americano. La replica del governo hongkonghese è arrivata il giorno successivo: "La città non attua né ha l'autorità legale per intervenire su sanzioni unilaterali imposte da altre giurisdizioni". Posizione ribadita anche questa mattina dal governatore della città (sotto sanzioni Usa) John Lee: "Non abbiamo alcuna base legale per agire sulle sanzioni imposte dall'Occidente, ma ci conformeremo a qualsiasi risoluzione delle Nazioni Unite sulle sanzioni". Tradotto: al momento lo yacht può rimanere dov'è.

Due postazioni per elicotteri, cinema e piscina: uno degli yacht più grandi - 456 piedi - e lussuosi del mondo. Valore: mezzo miliardo di dollari. Partito, secondo il sito Marine Traffic, da Vladivostok la settimana scorsa. 

(afp)

Mordashov, azionista di maggioranza e presidente di Severstal, la più grande azienda siderurgica e mineraria della Russia, è stato sanzionato da Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca per le sue connessioni col presidente Vladimir Putin. A marzo le autorità italiane avevano sequestrato uno degli yacht di Mordashov, il Lady M, al porto di Imperia. 

"Se i governi (in città e a Pechino) non dovessero sostenere gli appelli occidentali alla cooperazione, gli oligarchi russi potrebbero vedere in questo un segno che Hong Kong potrebbe diventare un rifugio sicuro per loro e i loro beni", dice al Wall Street Journal James D. Fry, professore all'Università di Hong Kong.