MILANO - Le Borse europee terminano in negativo una giornata volatile che era partita in rosso, aveva girato in positivo e poi si è indebolita di nuovo sul finale. Gli investitori restano stretti tra i timori per il rischio recessione rilanciato ancora ieri dal Fondo Monetario Internazionale e le attese per il dato sull'inflazione Usa in arrivo domani. Un dato che potrebbe offrire un'indicazione importante sulle prossime mosse della Fed, chiamata a contrastare la corsa dell'inflazione ma sempre assicurandosi di non tirare eccessivamente il freno a mano dell'economia Usa.
A scuotere i mercati, oggi, anche il balletto sulle intenzioni della Bank of England. In un primo momento, le indiscrezioni del Financial Times hanno lanciato la notizia di una possibile prosecuzione nel suo programma di acquisti oltre la scadenza prevista per venerdì, malgrado intanto il controverso piano fiscale varato dal governo Truss, che aveva creato molte turbolenze sul mercato britannico, sia già stato ritirato. Le anticipazioni del quotidiano londinese hanno dato spinta alla sterlina, in netto recupero in mattinata sul dollaro. Dopo nemmeno due ore di scambi, però, è arrivata una smentita che ha fatto ridiscendere i bond inglesi: attraverso la Bloomberg, un portavoce della Banca centrale britannica ha detto che il programma terminerà venerdì, come già annunciato e ribadito dal governatore Bailey anche ieri da Washington. Erano soprattutto i fondi pensione a chiedere un'estensione.
Seduta mista invece per le Borse asiatiche. I nuovi focolai Covid riaccendono le preoccupazioni in Cina e indeboliscono i listini locali. Va meglio a Tokyo, con il Nikkei che termina gli scambi in calo frazionale (-0,02%). Da rimarcare, sul valutario, la debolezza dell'euro e soprattutto dello yen, ai minimi da oltre vent'anni sul dollaro.
Enel chiude la cessione delle attività russe
Enel lascia definitivamente la Russia: dopo l'annuncio di giugno, la società elettrica ha comunicato di aver perfezionato la cessione dell'intera partecipazione da essa detenuta in Pjsc Enel Russia, pari al 56,43% del capitale sociale di quest'ultima, a Pjsc Lukoil e al Closed Combined Mutual Investment Fund "Gazprombank-Frezia", per un corrispettivo totale pari a circa 137 milioni di euro. Il perfezionamento dell'operazione fa seguito all'avveramento di tutte le condizioni sospensive previste dai due distinti accordi sottoscritti con le citate controparti, inclusa l'approvazione dell'operazione da parte del Presidente della Federazione russa ai sensi del paragrafo 5 del Decreto n. 520 del 5 agosto 2022.
Per effetto dell'operazione, Enel ha completato la cessione di tutti i suoi asset di generazione elettrica in Russia, che includono circa 5,6 GW di capacità convenzionale e circa 300 MW di capacità eolica in diverse fasi di sviluppo.
Lo spread torna a salire e chiude a 245 punti
Torna ad allargarsi lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale ha chiuso la giornata a 245 punti, dai 236 della vigilia. Il tasso dei titoli italiani è salito al 4,797%, spinto verso l'alto dalle nuove tensioni sui gilt britannici e dalle dichiarazioni del governatore della Banca d'Olanda, Klaas Knot, secondo cui la Bce dovrà procedere ad almeno altri due rialzi significativi dei tassi prima di raggiungere il livello neutrale. A peggiorare l'umore del mercato anche i dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti, che a settembre sono aumentati dello 0,4%, oltre le stime di mercato, aprendo ulteriori spazi a possibili maxi-rialzi dei tassi della Fed.
Le Borse europee chiudono in negativo una seduta volatile: Milano perde l'1,3%
Le Borse europee chiudono in negativo una seduta volatile, caratterizzata dai timori per la recessione e la crescente attesa per il dato sull'inflazione Usa che potrebbe dare nuove armi alla Fed sul rialzo dei tassi.
L'indice Ftse Mib di Milano termina la seduta odierna di contrattazioni a -1,27%, a 20.446,77 punti base. Piazza Affari è così la peggiore di giornata: Francoforte chiude a -0,37%, Parigi registra -0,25% e Londra -0,90%.
S&P, da guerra lunga scenario pessimo: il Pil italiano può scendere dell'1,5%
S&P vede "il rischio significativo che la guerra russo-ucraina si trascini esacerbando la crisi energetica in Europa, mentre i tassi d'interesse nelle economie avanzate potrebbero dover salire più velocemente". Lo scrive l'agenzia di rating in un report, avvertendo che il quadro potrebbe causare "una recessione più profonda di quanto atteso": lo scenario avverso di S&P vedrebbe l'Italia e la Germania maggiormente colpite, con un -1,5% di crescita nel 2023 (da -0,1% dello scenario base) per l'Italia, e un -3,4% (da -0,3%) per la Germania.
Chiusura in calo per l'euro, yen ai minimi da 24 anni
Chiusura in calo per l'euro sul dollaro mentre lo yen prosegue la sua discesa nei confronti del biglietto verde ai minimi da 24 anni. Il dollaro sale dello 0,74% a 146,88 yen. Le autorità giapponesi hanno effettuato il primo acquisto di yen dal 1998 lo scorso 22 settembre, quando il dollaro era a 145,90 yen. Oggi il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, ha sottolineato che movimenti rapidi e unidirezionali dello yen, provocati dalla speculazione, sono nocivi per l'economia. La sterlina è in rialzo dello 0,83% a 1,1066 dollari dopo aver toccato i minimi da due settimane a 1,0925 dollari dopo che il governatore di Bank of England, Andrew Bailey, ieri ha ribadito che la banca centrale porrà fine al programma di acquisto bond venerdì, dicendo ai manager dei fondi pensione che hanno tre giorni per ribilanciare le posizioni. Tuttavia secondo il Financial Times la BoE, privatamente, ha segnalato alle banche di essere pronta a prolungare il programma. Euro in lieve calo sul dollaro dopo che la presidente della Bce Christine Lagarde a Washington ha affermato che l'Eurozona non è in recessione e che la banca centrale sta valutando il ritiro del Qe. La moneta unica cede lo 0,04% a 0,9700 e mentre guadagna sullo yen (+0,7%) a 142,5.
Wall Street in tensione dopo i prezzi alla produzione
Apertura volatile a Wall Street, dopo che i prezzi alla produzione si sono rivelati più alti del previsto, a settembre. Domani, atteso il dato sui prezzi al consumo (cpi). Più tardi, saranno pubblicati i verbali dell'ultima riunione della Fed, da cui gli investitori cercheranno di percepire le intenzioni future della banca centrale sui tassi d'interesse, dopo tre rialzi consecutivi da 75 punti base. Le aspettative sull'inflazione a un anno, a settembre, sono intanto calate dal 5,74% al 5,4%, secondo l'ultimo sondaggio condotto dalla Fed di New York. Si tratta del dato più basso in un anno, dopo aver toccato il 6,8% a giugno. Dopo i primi minuti di scambi il Dow Jones perde 100,39 punti (-0,34%) per poi riguadagnare la parità, lo S&P 500 è in ribasso di 13,15 punti (-0,37%), il Nasdaq cede 36,57 punti (-0,35%). Il petrolio Wti al Nymex è in calo dell'1,72% a 87,81 dollari al barile.
Piazza Affari riduce le perdite a metà sessione
Piazza Affari riduce le perdite a metà sessione, con l'indice Ftse Mib che perde lo 0,3%. I listini europei tentano di alzare la testa sulla scia del rialzo dei dei future di Wall Street, ma sullo sfondo restano i timori legati all'intensificarsi delle tensioni geopolitiche e ai crescenti rischi di recessione globale. C'è attesa per le minute della Fed di questa sera e soprattutto per il temuto dato di domani sull'inflazione negli Usa a settembre. Sul listino milanese le vendite più forti si manifestano su Leonardo -4,64%, Azimut -4,14%, Finecobank -2,54%, Saipem -2,34%, Buzzi Unicem -1,61%. Amplia il rialzo Moncler +2,25%, seguita da Interpump +1,52%, Campari +1,35% e Stm +1,11%.
Produzione industriale, bene l'Eurozona: +1,5% ad agosto
Ad agosto 2022 la produzione industriale destagionalizzata è aumentata dell'1,5% nell'area dell'euro e dell'1,1% nell'Ue rispetto a luglio, secondo le stime di Eurostat, l'istituto statistico dell'Unione europea. A luglio la produzione industriale era diminuita del 2,3% nell'area dell'euro e dell'1,5% nell'Ue. Rispetto ad agosto 2021, la produzione industriale è aumentata del 2,5% nell'area dell'euro e del 3,5% nell'Ue.
Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili dati, gli incrementi mensili più elevati sono stati registrati in Irlanda (+16,6%), Estonia (+5%) e Danimarca (+4,3%). Le maggiori diminuzioni sono state osservate in Svezia (7%), Belgio (-6,1%) e Paesi Bassi (-1,5%).
Torna la tensione sui titoli di Stato, spread sopra 240
Torna la tensione sul mercato obbligazionario e si allarga il differenziale tra Btp e Bund tedeschi. A metà giornata lo spread si attesta a 243 punti, in rialzo rispetto ai 236 punti dell'apertura e ai 235 dell'ultimo closing. Il rendimento del decennale sale a 4,809%.
I tassi dei Gilt volano oltre il 5%
La Banca d'Inghilterra ha ribadito che andrà avanti con la sua decisione di interrompere il sostegno al mercato obbligazionario venerdì prossimo, smentendo così le voci di una sua possibile proroga. "Come avevamo chiarito fin dall'inizio", il programma terminerà venerdì, ha detto l'istituto finanziario. La smentita di un possibile allungamento, filtrato dal Ft, ha fatto scattare un sell-off sul mercato obbligazionario.
Si tratta in particolare dei titoli a 20 anni, che hanno toccato il top dal 2008, a oltre il 5%. Si tratta di un rialzo di 15 punti base in un giorno. Anche per i titoli a 10 anni, i tassi sono balzati a livelli record, al 4,5710%.
Le Borse europee migliorano dopo la partenza debole
Dopo un avvio debole, le Borse europee accelerano. Francoforte sale dello 0,52%, Londra dello 0,47% e Parigi dello 0,64%. Milano è piatta a +0,02%. La produzione industriale ad agosto è aumentata dell'1,5% nell'area dell'euro e dell'1,1% nell'Ue rispetto a luglio, secondo le stime di Eurostat; a luglio era calata del 2,3% nell'area dell'euro e dell'1,5% nell'Ue. Rispetto ad agosto 2021, la produzione industriale è cresciuta del 2,5% nell'area dell'euro e del 3,5% nell'Ue.
Chiusure miste per l'Asia, giù le valute locali
Le Borse asiatiche chiudono miste, sui listini pesano ancora i timori di una possibile recessione globale, con le valute locali che perdono ancora terreno sul dollaro statunitense. Chiusura piatta per la Borsa di Tokyo: è la terza di fila in calo viste le crescenti preoccupazioni per l'aumento dell'inflazione e l'inasprimento delle condizioni finanziarie. L'indice Nikkei cede lo 0,02% a 26.396,83 punti mentre il Topix lo 0,12% a 1.869,00 punti. Positivi invece i listini cinesi, con Shanghai che chiude in rialzo dell'1,53% a 3.025,51 punti e l'indice composito Szse di Shenzhen che termina a +2,46% a 3.025,51 punti. In rosso però l'Hang Seng di Hong Kong a -0,98% con 16.667,50 punti. Positivo invece il Kospi di Seul che chiude le contrattazioni a +0,47% con 2.202,47 punti.
Mps corre a Piazza Affari, aumento sul tavolo del cda
Corre a Piazza Affari il titolo di Mps nel giorno in cui sul tavolo del cda arriva l'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. In attesa della riunione del consiglio, che dovrà fare il punto sulla ricapitalizzazione giunta ormai al bivio, il titolo sale del 2%. Se sarà trovata un'intesa con le banche per il consorzio di garanzia, su cui sono in corso intense trattative, il cda dovrebbe esercitare la delega e fissare il prezzo di emissione delle nuove azioni. Se la rete delle banche venisse invece a mancare, si aprirebbe per l'operazione una fase di grande incertezza.
Anima Holding è pronta a dare il suo contributo per far partire l'aumento di capitale di Mps. La società di gestione del risparmio, a quanto apprende l'Ansa da fonti finanziarie, è intenzionata a convocare - nel più breve tempo possibile compatibilmente con i tempi tecnici richiesti dall'istruttoria - un cda per deliberare il suo intervento nella ricapitalizzazione. Anima dovrebbe mettere sul piatto circa 25 milioni, consentendo al Monte di disporre di impegni di sottoscrizione più o meno formali per mezzo miliardo di euro, cifra minima a cui le otto banche del consorzio hanno subordinato la concessione della garanzia sull'inoptato.
La BoE conferma la chiusura del programma d'acquisti
Dopo l'articolo del Ft che apriva a una possibile estensione da parte della Banca d'Inghilterra degli acquisti nel mercato obbligazionario, arriva oggi la smentita: il programma, riporta Bloomberg citando un portavoce della BoE, terminerà venerdì, come già detto in precedenza. Viene così confermata la posizione del governatore Bailey espressa ieri: "Il mio messaggio ai fondi coinvolti e a tutte le aziende è che restano tre giorni", aveva dichiarato a Washington. Molti operatori locali, soprattutto i fondi pensione, avevano invece chiesto un'estensione. Ieri, ad esempio, con un comunicato, l'associazione britannica dei fondi pensione aveva chiesto alla boe più tempo. La notizia dà lo stop allo sprint della sterlina, innescato dal Ft.
Apertura mista per le Borse europee, Francoforte in rosso. In luce Mps
Apertura debole per le principali borse europee. Il Cac parigino in avvio segna un +0,046%, mentre il Dax di Francoforte cede lo 0,24% dopo i primi scambi. Il Ftse 100 di Londra a inizio seduta cede lo 0,061% e l'Ibex di Madrid lo 0,20%.
Si conferma debole Piazza Affari (Ftse Mib -0,5%) con lo spread tra Btp e Bund tedeschi in calo a 234 punti e il rendimento annuo italiano in rialzo di 0,5 punti al 4,663%. Pesa Buzzi (-3,03%) insieme al resto del comparto delle materie prime in Europa, frenato dai timori per la recessione. Segno meno anche per Azimut (-1,76%), Stellantis (-1,7%), Pirelli (-1,26%), Mediolanum (-0,94%) e Unipol (-1,18%).
Contrastate le banche, con Unicredit (-0,69%), Intesa (-0,74%) e Bper (-0,41%) in calo a differenza di Banco Bpm (+0,1%), che resiste sopra la parità. In luce Mps (+3,27%), il cui Cda si è riunito ieri per l'aumento di capitale da 2,5 miliardi, con un probabile aggiornamento oggi. Tengono Tim (+0,6%), Moncler (+0,72%) e Campari (+0,5%), mentre cede Eni (-1,02%), con il greggio Usa in calo sotto i 90 dollari al barile (Wti -0,22% a 89,14 dollari). Debole Enel (-0,86%).
Il punto sulle valute. Euro in calo, yen ai minimi da 24 anni, sterlina in risalita
L'euro apre in calo sul dollaro a 0,9724 e il biglietto verde si rafforza anche sullo yen, che crolla ai minimi da 24 anni a 146,19 dollari. Euro/yen in rialzo a 142,06. In recupero la sterlina dopo la notizia secondo cui la Banca d'Inghilterra avrebbe segnalato privatamente agli istituti di credito di essere pronta a estendere il suo programma di emergenza di acquisti di bond oltre la scadenza fissata per venerdì prossimo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero. Dopo la rivelazione del Financial Times, la valuta britannica è rimbalzata dello 0,4% a 1,1008 dollari e per poi stabilizzarsi a 1,0995 (+0,36%). Contro l'euro la sterlina è salita a 88,41 pence.
Il gas apre in rialzo
Apre in lieve rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti futures sul mese di novembre guadagnano lo 0,14% a 157 euro al MWh.
Spread stabile in avvio
Apertura poco mossa per il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, salito dai 236 punti della vigilia a 236,7 punti base. Invariato il rendimento annuo italiano al 4,657%.
Petrolio poco mosso
Avvio di giornata poco mosso per le quotazioni del petrolio: il greggio Wti cede lo 0,15% rispetto alle quotazioni di ieri sera a New York, a 89,22 dollari al barile. Il Brent sale invece dello 0,10% a 94,38 dollari al barile.