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Si sblocca l'aumento di capitale Mps: le banche del consorzio garantiranno l'operazione

(ansa)
Dopo lunghe trattative è vicina la soglia di 500 milioni di investitori privati, guidati da Axa. Entra anche Anima ma con soli 25 milioni. Dopo il cda senese prospetto integrato in Consob per partire in Borsa settimana prossima
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MILANO - La Borsa annusa la fumata bianca sull’aumento Mps: e anche se a fine seduta non c’era ombra di comunicazioni, ha capito che i manager senesi e il consorzio di garanzia stavano affinando l’accordo che sblocca la delicata operazione, e a giorni la porterà sul mercato.
Gli otto istituti del consorzio garantiranno tutti i 2,5 miliardi di euro di nuove azioni Mps in emissione: ma a fronte di “impegni irrevocabili” arrivati da investitori privati per 500 milioni, ed esclusi i 1.605 milioni per cui a giugno il Tesoro, primo socio col 64,23%, si è già impegnato.

L'azione recupera in Borsa in vista della fumata bianca

La bistrattata azione Mps ieri si è ripresa un 10,1% in controtendenza, pur tra scambi ridotti a 4,4 milioni di euro. E in serata l’inchiostro ha iniziato a scorrere sui contratti che garantiranno, nell’ipotesi peggiore, circa 400 milioni di euro ad alto rischio. Gli ultimi cinque giorni della sa…

MILANO - La Borsa annusa la fumata bianca sull’aumento Mps: e anche se a fine seduta non c’era ombra di comunicazioni, ha capito che i manager senesi e il consorzio di garanzia stavano affinando l’accordo che sblocca la delicata operazione, e a giorni la porterà sul mercato.
Gli otto istituti del consorzio garantiranno tutti i 2,5 miliardi di euro di nuove azioni Mps in emissione: ma a fronte di “impegni irrevocabili” arrivati da investitori privati per 500 milioni, ed esclusi i 1.605 milioni per cui a giugno il Tesoro, primo socio col 64,23%, si è già impegnato.

L'azione recupera in Borsa in vista della fumata bianca

La bistrattata azione Mps ieri si è ripresa un 10,1% in controtendenza, pur tra scambi ridotti a 4,4 milioni di euro. E in serata l’inchiostro ha iniziato a scorrere sui contratti che garantiranno, nell’ipotesi peggiore, circa 400 milioni di euro ad alto rischio. Gli ultimi cinque giorni della saga senese sono passati tra le pressioni del Tesoro a convincere ogni possibile investitore e il braccio di ferro tra l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, e i banchieri collocatori, determinati a non rilasciare garanzie senza prima vedere “impegni irrevocabili” a investire su almeno metà della quota privata di aumento. Le adesioni sono arrivate con fatica e, in più casi per importi ridotti, sollecitati dalla moral suasion delle istituzioni.

Diverse fonti attive sul dossier Mps segnalavano ieri pomeriggio che la firma di tutte le otto banche in campo (Bofa, Citi, Credit Suisse, Mediobanca, Santander, Barclays, SocGen, Stifel) era attesa nel corso della serata. E che, facendo in tempo, si sarebbe riunito un attimo dopo il cda Mps, convocato martedì allo scopo di deliberare le integrazioni al prospetto informativo già spedito in Consob, così da reinviarlo entro mezzanotte con data 12 ottobre. Al più tardi gli amministratori di Mps si riuniranno oggi. La corsa contro il tempo ha lo scopo di lasciare più giorni possibili all’operazione, da chiudere entro i primi di novembre. Se l’aumento parte lunedì 17 potrebbe durare tre settimane, se partisse mercoledì 20 sarebbero solo due e mezzo. In ogni caso la partecipazione del “mercato” sarà rilevante solo per capire quanto alto sarà l’accollo di azioni per le banche del consorzio: il massimo è 400 milioni, ma c’è un 25% di capitale Mps frazionato, che potrebbe in parte aderire.

Axa guida il plotone dei nuovi azionisti

Il conforto, per il management e per l’intero settore creditizio italiano – che in queste ore sta tremando nel timore che il settimo aumento del Monte recente porti nuova instabilità finanziaria all’Italia - è che una decina di investitori si sono fatti avanti, benché disomogenei e di piccolo taglio. La quota più grande, 130 milioni circa, sarebbe stata opzionata da Axa, partner bancassicurativo unico di Mps fino al 2027. Ai francesi si affiancherà Anima, partner del Monte nel risparmio: ma con un apporto limitato a 25 milioni (le trattative partivano da 100 a 200 milioni), più per tutelare la partnership che per rafforzare il contratto distributivo in essere fino al 2030. Anima ha convocato per stasera un cda per deliberare. Altri partecipanti sarebbero le tre Fondazioni toscane Mps, CrFirenze, Lucca, con 30 milioni in tutto, e alcune Casse previdenziali con importi simili. Poi i fondi Algebris, Hosking e Denis Dumont, sostenitori di Lovaglio quando guidava il Creval. Per i tre fondi si parla di qualche decina di milioni a testa. Altri milioni arriveranno da fondi esteri come Pimco e BlueBay Am, già investitori nei bond subordinati Mps, che sarebbero azzerati se l’aumento fallisse.