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Cena tra “amici” all’Eliseo: Macron sonda Draghi per la Nato

Emmanuel Macron e Mario Draghi 
Ma il premier non vuole altri incarichi Sul tavolo il dossier gas con il tetto al prezzo del gas e i fondi europei
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ROMA-PARIGI - Una cena all’Eliseo, senza consiglieri diplomatici, senza staff, senza le rispettive mogli. Mario Draghi vola a Parigi nelle ore in cui si insedia il nuovo Parlamento. Risponde all’invito, non il primo, di Emmanuel Macron. Un appuntamento per salutarsi, prima dell’insediamento del governo Meloni. I due sono “amici”, assicura chi è vicino al premier italiano. A Palazzo Chigi spiegano l’incontro come la testimonianza di “grande stima reciproca” tra i due. Ecco Macron, qualche giorno fa, al vertice Ue di Praga: «Voglio dire quanto sono stato felice di collaborare ogni giorno con il mio amico Draghi. Gli devo molto, è una grande opportunità per Italia ed Europa il fatto che sia stato in carica».

ROMA-PARIGI - Una cena all’Eliseo, senza consiglieri diplomatici, senza staff, senza le rispettive mogli. Mario Draghi vola a Parigi nelle ore in cui si insedia il nuovo Parlamento. Risponde all’invito, non il primo, di Emmanuel Macron. Un appuntamento per salutarsi, prima dell’insediamento del governo Meloni. I due sono “amici”, assicura chi è vicino al premier italiano. A Palazzo Chigi spiegano l’incontro come la testimonianza di “grande stima reciproca” tra i due. Ecco Macron, qualche giorno fa, al vertice Ue di Praga: «Voglio dire quanto sono stato felice di collaborare ogni giorno con il mio amico Draghi. Gli devo molto, è una grande opportunità per Italia ed Europa il fatto che sia stato in carica».

Questa premessa spiega perché alla vigilia dell’incontro non trapeli alcuna agenda ufficiale e perché sia a Palazzo Chigi che all’Eliseo siano convinti che difficilmente al termine della cena se ne saprà qualcosa. Potrebbe essere l’occasione per parlare del futuro, certo. Dell’Italia dopo Draghi, della relazione che Macron dovrà provare a tessere con Giorgia Meloni, e di quel che farà adesso il premier uscente. A Parigi molti pensano che l’alto profilo istituzionale dell’ex banchiere sia un’importante risorsa per eventuali incarichi internazionali. Il nuovo segretario generale della Nato, che sarà nominato a giugno, è una delle opzioni evocate nell’entourage di Macron (anche se è chiaro che dovrebbe essere una candidatura non solo francese). Solo più avanti si aprirà la partita dei vertici europei. Anche se il premier continua a mostrarsi, assicura chi gli ha parlato, non interessato ad alcun incarico.

Lo attende intanto un ultimo importante passaggio prima di lasciare Palazzo Chigi: il Consiglio Ue della prossima settimana. Ecco perché al tavolo dell’Eliseo oggi c’è da discutere di gas, di un tetto al prezzo e di nuovi fondi europei per l’emergenza, le due grandi battaglie che da mesi Draghi conduce senza successo e da cui spera di raccogliere ora qualche frutto. Gli interessi di Francia e Italia su questo tema non sono proprio convergenti.

 

La Francia ha aperto al price cap ma spinge per il “modello iberico” che non conviene all’Italia. Macron ha proposto un nuovo Recovery per investimenti sull’energia, Draghi spinge per un fondo sul modello di Sure, con prestiti per coprire anche la spesa corrente. In questi mesi i due hanno sempre lavorato di sponda. Lo faranno fino all’ultimo. Ma Macron ha già cominciato a prepararsi all’incerto periodo post-Draghi che lo porta a un inevitabile riavvicinamento con il cancelliere Olaf Scholz. Primo indizio: Francia e Germania hanno annunciato un accordo di solidarietà per l’inverno, Berlino fornirà elettricità in cambio di gas da Parigi.

E l’Italia? Alle prime battute, le relazioni tra Meloni e l’Eliseo si sono subito confermate difficili, le tensioni sono esplose in uno scontro che ha indotto Sergio Mattarella a intervenire. Con lui Macron pranzerà a Roma quando verrà in visita per un evento sulla pace della comunità di Sant’Egidio il 23 e 24 ottobre. Un filo con Draghi con ogni probabilità resterà. Ma sarà il presidente della Repubblica il garante delle relazioni tra i due Paesi, nell’attesa di capire come si muoverà Meloni.

Da qualche giorno tra l’altro è arrivata a Parigi come nuova ambasciatrice Emanuela D’Alessandro, già consigliera diplomatica del Colle ai tempi della crisi Eliseo e governo gialloverde. La trasferta in Italia di Macron, preparata da tempo, si accavallerà forse con il passaggio di consegne a Palazzo Chigi. È la ragione che ha sconsigliato un incontro romano con il premier uscente. L’Eliseo non vuole sovrapporsi con il calendario politico nazionale. Soprattutto dopo le accuse di “ingerenza” di Meloni alla ministra Boone per aver ricordato l’importanza del rispetto di valori e libertà condivisi in Europa.