Ecco perché la Francia vende gas alla Germania e in cambio ottiene elettricità
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - L'accordo era stato annunciato da Francia e Germania ai primi di settembre, ma è diventato operativo da oggi. In base a quanto stabilito dai due governi, Parigi fornirà gas naturale a Berlino che a sua volta contraccambierà con partite di energia elettrica. Questo succede perché la Francia è alle prese con i lavori di manutenzione e messa in sicurezza di una buona metà delle sue centrali nucleari: 30 reattori su 56 sono fermi perché mostrano crepe da corrosione in componenti cruciali.
La Francia è quindi a corto di elettricità e questo potrebbe diventare un problema molto serio nella stagione fredda, perché la maggior parte dei sistemi di riscaldamento viene alimentata dalle centrali nucleari e non dal gas naturale. E' vero che il governo ha chiesto a Edf, la società controllata dall'Eliseo che gestisce gli impianti atomici, di riattivare i reattori fermi prima che arrivi l'Inverno: il…
ROMA - L'accordo era stato annunciato da Francia e Germania ai primi di settembre, ma è diventato operativo da oggi. In base a quanto stabilito dai due governi, Parigi fornirà gas naturale a Berlino che a sua volta contraccambierà con partite di energia elettrica. Questo succede perché la Francia è alle prese con i lavori di manutenzione e messa in sicurezza di una buona metà delle sue centrali nucleari: 30 reattori su 56 sono fermi perché mostrano crepe da corrosione in componenti cruciali.
La Francia è quindi a corto di elettricità e questo potrebbe diventare un problema molto serio nella stagione fredda, perché la maggior parte dei sistemi di riscaldamento viene alimentata dalle centrali nucleari e non dal gas naturale. E' vero che il governo ha chiesto a Edf, la società controllata dall'Eliseo che gestisce gli impianti atomici, di riattivare i reattori fermi prima che arrivi l'Inverno: il piano prevede che le centrali attive salgano a 40 già dalle prossime settimane, come ha affermato di recente il presidente Emmanuel Macron, mentre entro gennaio il loro numero dovrebbero diventare 46.
Allo stesso tempo, la Germania è "corta" di gas, essendo alle prese con il taglio delle forniture da parte della Russia, dopo la chiusura del gasdotto Nord Stream1. E' vero che il governo tedesco ha stretto accordi con la Norvegia per aumentare le forniture di gas dal Mare del Nord, ma potrebbe non essere sufficiente per alimentare la sua industria pesante e per garantirsi un inverno al caldo.
Sono i paradossi di questa crisi energetica. La Francia è da decenni esportatrice netta di energia, perché ha venduto al resto d'Europa l'energia elettrica in eccesso prodotta dalle sue centrali nucleari, a prezzo molto contenuti. Non essendo impianti flessibili - che si possono spegnere e accendere in tempi rapidi - in alcune ore del giorno producono più energia del necessari, rendendo conveniente a Edf l'esportazione all'estero.
La Germania, invece, pensava di essersi garantita la sua sicurezza energetica, strngendo accordi sempre più stretti con la Russia: prima con ingenti forniture di gas a basso costo, poi alleandosi con il Cremlino per la costruzione del Nord Stream, una doppia linea di tubi che passando sotto il Baltico collegano direttamente i due Paesi. Progetto sempre osteggiato dagli americani. Ma l'inizio della guerra in Ucraina, ha messo in crisi i piani del governo di Berlino.
Così, è scattata la solidarietà tra i due paesi, che si sono promessi reciproco aiuto in caso di bisogno e senza aspettare i risultati delle trattative in corso a livello di Consiglio europeo sull'emergenza energetica. Con la Germania che potrebbe mandare elettricità in FRancia, grazie alle sue centrali a carbone e agli impianti eolici off shore.
Tutto questo potrebbe in qualche modo avere consegueze negative per i rapporti di "solidarietà energetica" tra la Francia e l'Italia? Da anni, un quota dell'elettricità che consumiamo - tra l'8 e il 15% - è sempre arrivata dall'estero, per lo più dalla Francia. Il che potrebbe essere messo in dubbio con il prossimo inverno: il mese scorso l’operatore del sistema francese di trasmissione dell’energia elettrica Rte ha fatto sapere al suo omologo italiano Terna che le forniture di elettricità potrebbero ridursi notevolmente fino ad azzerarsi. Perchè in caso di emergenza gas, tutta l'energia prodotta dalle centrali nucleari servirà alla Francia.
Allo steso tempo, Rte ha fatto sapere che a breve entrerà in funzione la nuova linea ad alta tensione tra Italia e Francia, e che raggiungerà la piena capacità nel 2023. L’infrastruttura - che avrebbe dovuto essere operativa per la fine del 2020, sarà il primo collegamento a corrente continua tra i due paesi e permetterà di aumentare la capacità di trasporto elettrico del 40 per cento, portandola a un massimo di 4350 megawatt. Sempre che l'energia ci sia. ma questo dipenderà da quanto sarà freddo l'inverno.