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Assegno unico per i figli, poche domande. C’è un tesoretto da 1,4 miliardi

La protesta a Napoli per la mancata partenza delle refezioni nelle scuole (ansa)

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Un milione di richieste in meno del previsto per il nuovo bonus. Le risorse residue verranno usate per alzare l’assegno o per altri aiuti, come le bollette. Il centrodestra vuole aumentare gli importi del 50%. Ma assegno e soglia Isee saliranno nel 2023 già per l'inflazione
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ROMA - L'assegno unico per i figli, partito a marzo in sostituzione dei vecchi assegni famigliari e delle detrazioni, potrebbe far emergere a fine anno un tesoretto di quasi 2 miliardi. La misura è stata richiesta meno del previsto: ne beneficiano 9,2 milioni di figli anziché gli 11 milioni attesi, l'hanno ottenuto quasi 5,9 milioni di famiglie anziché 7 milioni. Sono stati spesi 7,6 miliardi fino ad agosto, si arriverà a poco più di 12 miliardi a dicembre contro 14,2 stanziati. Come mai queste differenze? E come potrà essere usato il tesoretto dal nuovo governo? Bollette o famiglie?

Il tesoretto: come usarlo?

Va detto intanto che l'avanzo di 2 miliardi è stato già eroso dal governo Drag…

ROMA - L'assegno unico per i figli, partito a marzo in sostituzione dei vecchi assegni famigliari e delle detrazioni, potrebbe far emergere a fine anno un tesoretto di quasi 2 miliardi. La misura è stata richiesta meno del previsto: ne beneficiano 9,2 milioni di figli anziché gli 11 milioni attesi, l'hanno ottenuto quasi 5,9 milioni di famiglie anziché 7 milioni. Sono stati spesi 7,6 miliardi fino ad agosto, si arriverà a poco più di 12 miliardi a dicembre contro 14,2 stanziati. Come mai queste differenze? E come potrà essere usato il tesoretto dal nuovo governo? Bollette o famiglie?

Il tesoretto: come usarlo?

Va detto intanto che l'avanzo di 2 miliardi è stato già eroso dal governo Draghi con 630 milioni usati per coprire il decreto Aiuti bis. Il ministro dell'Economia Daniele Franco l'aveva spiegato nella conferenza stampa del 4 agosto: "Lo stanziamento per l'assegno unico si è rivelato un po' ridondante e se non le avessimo usate qui, le risorse sarebbero andate perse. Senza togliere niente a nessuno, le abbiamo utilizzate per altre finalità sociali". La ministra della famiglia Elena Bonetti (Iv) si era un po' rammaricata, spiegando però che "le domande sono state inferiori alle stime e il 20% delle famiglie ha scelto di non presentare l'Isee e quindi di ricevere la cifra minima". Ovvero 50 euro al mese, anziché un valore che va da 50 a 175 euro (il massimo per il primo figlio). E dunque anche la premier in pectore Giorgia Meloni potrebbe attingere al tesoretto restante - circa 1,4 miliardi - per il nuovo decreto Aiuti, ad esempio per rafforzare il sostegno alle famiglie sulle bollette. 

Cosa succede nel 2023

L'assegno unico è una misura nuova. A parere degli esperti, è normale che nel primo anno di vita il "take up", ovvero la percentuale di adesione non sia totale: non tutti ne sono a conoscenza, bisogna fare una domanda all'Inps quando prima i soldi arrivavano in busta paga (per i lavoratori dipendenti), occorre dotarsi di Isee oppure fare autocertificazione senza Isee e prendere la cifra più bassa (50 euro al mese). Molti hanno rinunciato, consapevolmente o no. Se il trend però si mantenesse quello del 2022, con una spesa mensile per lo Stato di circa 1,2 miliardi, alla fine del 2023 potrebbe materializzarsi un altro avanzo di quasi 4 miliardi su 18 già stanziati. Cosa farne?

Quante risorse avanzano

Giorgia Meloni ha ripetuto più volte in campagna elettorale che la sua intenzione è di aumentare l'assegno unico del 50%, per tutti i livelli di Isee. Ad esempio passare da 175 a 263 euro al mese come importo massimo per chi ha un Isee fino a 15 mila euro. Nei calcoli dei suoi tecnici questa revisione costerebbe 6 miliardi. Una parte - 4 miliardi - se la troverebbe già nel cassetto, a meno di non voler fare una campagna di forte sensibilizzazione per recuperare quelle famiglie che hanno ancora fatto domanda. C'è poi un altro fattore da considerare: l'inflazione.

Anche l'assegno unico viene rivalutato per l'inflazione

L'aumento del costo della vita nel 2023 alzerà l'importo di tutti gli assegni unici per i figli del 7,9%, così come le pensioni. Ecco dunque che l'importo massimo ad esempio salirà a quasi 190 euro e quello minimo da 50 a 54 euro. Si alzerà però anche la soglia Isee (lo prevede la legge come "clausola di indicizzazione"): quella che consente di avere l'importo massimo per figlio passerà da 15 mila a 16.185 euro, l'altra che impone l'importo minimo passerà da 40 mila a 43.160 euro. Ecco che un parte dell'aumento voluto da Meloni lo realizzerà l'inflazione. Le soglie Isee accresciute potrebbero però cambiare le carte in tavola per i conti dello Stato, perché ad esempio più famiglie prenderanno l'assegno massimo e meno famiglie prenderanno l'assegno minimo.