Ora anche i tir italiani temono di restare a secco di AdBlue
di Carlotta Scozzari , di Carlotta ScozzariMILANO - Reperire AdBlue, la miscela che serve a far correre i motori diesel, rischia di riventare un problema anche in Italia, con forti ripercussioni sulla circolazione dei mezzi pesanti, sul trasporto di merci e in definitiva sull'intera economia. Proprio nei giorni scorsi, il Financial Times ha raccontato come l'industria tedesca degli autotrasporti stia attraversando una nuova crisi legata proprio alla carenza del liquido composto da urea e acqua demineralizzata che, in estrema sintesi, serve per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli.
L'allarme parte dallo stop alla produzione, a sua volta causato dal "caro energia", effettuato dalla società della chimica situata a Wittenberg Skw Piesteritz, che appunto produce AdBlue ma anche anidride carbonica e che già tanti problemi ha creato alla filiera delle "bollicine". E siccome anche in Italia, per motivi analoghi, di recente si è fermata la produz…
MILANO - Reperire AdBlue, la miscela che serve a far correre i motori diesel, rischia di riventare un problema anche in Italia, con forti ripercussioni sulla circolazione dei mezzi pesanti, sul trasporto di merci e in definitiva sull'intera economia. Proprio nei giorni scorsi, il Financial Times ha raccontato come l'industria tedesca degli autotrasporti stia attraversando una nuova crisi legata proprio alla carenza del liquido composto da urea e acqua demineralizzata che, in estrema sintesi, serve per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli.
L'allarme parte dallo stop alla produzione, a sua volta causato dal "caro energia", effettuato dalla società della chimica situata a Wittenberg Skw Piesteritz, che appunto produce AdBlue ma anche anidride carbonica e che già tanti problemi ha creato alla filiera delle "bollicine". E siccome anche in Italia, per motivi analoghi, di recente si è fermata la produzione dello stabilimento Yara Italia di Ferrara, che pure produce sia CO2 sia la miscela per i veicoli diesel, il timore è che anche da noi, tramite un meccanismo di contagio simile a quello già visto proprio con le bollicine, possano presto avvertirsi pesanti ripercussioni su camion, tir e in generale sul settore dell'autostraporto.
"C'è anche un problema di approvvigionamento: l'AdBlue inzia a scarseggiare" dicono da Assotir, sottolineando che "la questione più grave resta quella del prezzo, salito ormai a 1,20 euro al litro rispetto ai 30-36 centesimi di due anni fa. E questa è una pessima notizia per il nostro settore, perché, se è vero che trattandosi di un additivo non lo si consuma nelle stesse quantità del gasolio, va comunque di pari passo con il diesel, i cui prezzi pure si sono impennati". Proprio nei giorni scorsi, Anna Vita Manigrasso, presidente nazionale dell’Associazione italiana delle imprese di trasporto, ha sottolineato che, “dal 7 al 12 ottobre, il prezzo del gasolio è aumentato di ben 20 centesimi al litro”. Da qui la richiesta di Assotir al nuovo governo di "indagare sul fatto che i prezzi della benzina siano sono abbondantemente più bassi di quelli del diesel", con la contestuale richiesta di aggiornare "le tariffe minime, ferme a febbraio nonostante la violenta impennata del costo del carburante".
"Ci sono stati segnalati problemi di approvvigionamento nei mesi scorsi, non ora. Ci continuano invece ad arrivare segnalazioni sul prezzo dell'AdBlue, ormai fuori controllo" afferma Carlotta Caponi, segretario generale Fai, la Federazione degli autotrasportatori italiani di Conftrasporto-Confcommercio. Come detto, il prezzo al distributore è salito a 1,20 euro al litro, tenendo conto che per percorrere 100 chilometri un tir ha bisogno di un massimo di 2 litri. Premesso che ci sono diversi tipi di miscela che variano anche in base alla qualità, su internet, un fustino da 10 litri di AdBlue può anche superare i 30 euro. Da ricordare che solo i mezzi pesanti possono rifornirsi agli appositi distributori, mentre le auto devono appunto ricorrere ai fustini.
"Ora è stato concesso un credito di imposta sugli acquisti di quest'anno ma occorre una proroga dei provvedimenti" sottolineano da Assotir. Il riferimento è al recente decreto che, a beneficio delle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi, ha riconosciuto un credito di imposta del 15% delle spese sostenute nel 2022, al netto dell’Iva, per l’acquisto della componente AdBlue sui veicoli di categoria ecologica euro 5 e superiore.
"Eppure - notano ancora da Assotir - i motori diesel euro 5 ed euro 6 che utilizzano AdBlue sono anche quelli meno inquinanti. In questo modo, si tendono a penalizzare di più quelle aziende che hanno effettuato pesanti investimenti per ridurre l'inquinamento e che ora si trovano a dovere sopportare costi esorbitanti. Si pensi anche al prezzo del metano: la situazione è grave al punto che ci risulta ci siano camion completamente fermi, su cui però si continua per esempio a pagare il leasing".