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Btp Italia, ottobre ricco di super-cedole: oltre il 4% solo in un semestre, intorno all'8 in un anno

Ci sono quattro titoli legati all'inflazione in pagamento e a novembre ne arrivano altri cinque. Per il Tesoro, extra costi per 7,4 miliardi per i Buoni legati al costo della vita in Italia e in Europa
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MILANO - Da qualche mese i Btp sono "croce e delizia" dei risparmiatori italiani. Croce, per chi li ha comprati e ora vede le quotazioni scendere - anche vistosamente, con perdite fino al 20% - ma anche delizia per chi ha sottoscritto i Btp Italia. Per questa categoria, tra le pochissime in realtà, la rincorsa dei prezzi è una manna. E ottobre è particolarmente generoso, visto che verranno complessivamente distribuite cedole su quattro emissioni.

L'inflazione, insieme alla remunerazione fissa del Btp (il tasso reale, quello indicato al momento dell'emissione) permette infatti di portare a casa tra il 4,25% e il 4,39% lordo nel solo semestre.  Contando anche la cedola precedente, questi Btp hanno sfiorato un rendimento dell'8%. Stellare, anche rispetto a quanto garantiscono gli altri Btp tradizionali a tasso fisso, compresi i più recenti come emissione, che pure sono ai massimi da dieci anni a questa parte.

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MILANO - Da qualche mese i Btp sono "croce e delizia" dei risparmiatori italiani. Croce, per chi li ha comprati e ora vede le quotazioni scendere - anche vistosamente, con perdite fino al 20% - ma anche delizia per chi ha sottoscritto i Btp Italia. Per questa categoria, tra le pochissime in realtà, la rincorsa dei prezzi è una manna. E ottobre è particolarmente generoso, visto che verranno complessivamente distribuite cedole su quattro emissioni.

L'inflazione, insieme alla remunerazione fissa del Btp (il tasso reale, quello indicato al momento dell'emissione) permette infatti di portare a casa tra il 4,25% e il 4,39% lordo nel solo semestre.  Contando anche la cedola precedente, questi Btp hanno sfiorato un rendimento dell'8%. Stellare, anche rispetto a quanto garantiscono gli altri Btp tradizionali a tasso fisso, compresi i più recenti come emissione, che pure sono ai massimi da dieci anni a questa parte.

Per semplicità di discorso, limitiamoci a chi le varie emissioni di Btp Italia le ha comprate al momento dell'emissione, quindi pagandole 100. In ottobre ci sono quattro varietà di Buoni indicizzati all'inflazione, con tassi reali molto contenuti ma con un ricco bottino sul versante del costo della vita, depurato dai tabacchi. E' scorretto moltiplicare quei rendimenti per due, il semestre successivo potrebbe anche vedere un rallentamento dell'inflazione; e anche nel caso in cui si fermasse, cioè non ci fossero incrementi, la cedola complessiva sarebbe meno generosa. Però, considerando che l'inflazione acquisita a fine settembre è pari al 7,1%, è difficile ipotizzare brusche frenate.

Le cedole complessive contineranno a essere generose, anche sul versante europeo, e i Buoni legati a questo tipo di inflazione sono più numerosi. In questo caso però il meccanismo è diverso: le maggiorazioni restano legate al prezzo del titolo, per cui i risparmiatori incassano il maggior bottino solo nel momento in cui il Buono va a scadenza, oppure nel momento in cui vendono in anticipo il Btp, mentre la cedola è quella del tasso reale, fissato all'emissione, ma calcolato sul capitale rivalutato, e quindi è crescente nel caso di inflazione.

La rincorsa dei prezzi (e dei rendimenti) sta ovviamente avendo effetti speculari, e negativi, sui conti pubblici: il Tesoro ha appena calcolato che rispetto alle stime iniziali quest'anno pagherà 9,2 miliardi di interessi aggiuntivi, di cui 7,4 miliardi in più andranno proprio nelle tasche di chi ha comprato Btp indicizzati. E del resto il ricco bottino non si limita alle emissioni che distribuiscono la cedola in ottobre. Anche a novembre ci sarà ragionevolmente un bis, visto che negli ultimi mesi i prezzi sono molto saliti. Questi titoli avevano già avuto ricche cedole in maggio,cioè al "tagliando" precedente.

I cinque titoli in circolazione avevano garantito rendimenti complessivi anche del 5,7%: è il caso della quattordicesima edizione  di Btp Italia, emessa nel novembre del 2018, che oltre all'inflazione ha una cedola reale molto alta, l'1,45%. Le prossime cedole di novembre garantiranno ancora un tesoretto generoso.

Insomma, in questa fase i Btp Italia hanno pochi rivali e certo mettono ko i rendimenti offerti dai loro cugini a tasso fisso. Però attenzione, ogni medaglia ha il suo rovescio: i Btp tradizionali offrono sempre lo stesso rendimento, quelli indicizzati no. E tra qualche anno il bilancio potrebbe essere ben diverso, anche a scapito dei prezzi cui questi titoli vengono scambiati sul mercato secondario. Che, non a caso, anche per i Btp Italia negli ultimi dodici mesi in molti casi sono scesi.